Aston Martin AMR26 Honda
Lance Stroll, test Bahrain 2026

I test e le prime tre gare di Aston Martin nel 2026 sono state un disastro. La squadra di F1 che ha più ampliato le sue strutture nel corso dell'ultimo periodo non concretizza minimamente le alte pretese di un tale faraonico progetto. 

La traiettoria del team dall'acquisizione del corrente proprietario Lawrence Stroll è stata piena di momenti molto alti. Dall'incredibile pole position di Lance Stroll in Turchia nel 2020, gara in ritorno nel calendario dal prossimo anno, alla vittoria di Sergio Pérez lo stesso anno con l'allora chiamata Racing Point. Successivamente, poi diventata Aston Martin, il podio di Sebastian Vettel nel 2021 e le incredibili prestazioni di Fernando Alonso nel 2023. 

Tuttavia, questi bei raggiungimenti si sono alternati con una miriade di gare anonime e un ultimo periodo di due anni in cui la squadra non è stata minimamente ai livelli del 2023. Le risorse ci sono, così come le persone qualificate nella squadra, ma un elemento manca: la coesione.

Stroll Turchia
Lance Stroll festeggiando la pole in Turchia con l'allora Racing Point

Aston Martin 2023: il sogno che si avvera?

Per rendere bene l'idea della situazione odierna del team è bene fare un passo indietro al miglior periodo vissuto: il 2023. Alonso approda nella squadra sostituendo Sebastian Vettel e ha tantissima motivazione e voglia di riscattarsi dai due anni mediocri in Alpine. Lawrence Stroll investe molto nel progetto e l'obiettivo principale è rimettersi in piedi dalla brutta figura dell'anno precedente dopo un 2021 positivo. 

Nasce così la AMR23, l'ultima vettura, a oggi, che ha regalato un podio al leone spagnolo. I test di inizio stagione sorprendono e, grazie a ottimi stratagemmi per “prendere spunto” dai migliori team, la monoposto è tra le più performanti. Fernando percepisce subito l'enorme opportunità e non la lascia scappare. Il terzo posto alla prima di campionato in Bahrain firma l'inizio di qualcosa di grande: un Alonso così affamato con una vettura così performante può regalare grande spettacolo. Lo stesso Stroll ottiene ottimi risultati, segno che Aston Martin ha imboccato la strada giusta.

Tuttavia, il sogno che la squadra e i piloti stavano vivendo non dura molto. Da metà stagione, le prestazioni della squadra calarono sempre di più. Ogni sviluppo e aggiornamento portato sulla vettura peggiorava la performance, sembrava slegato dal resto del progetto. La squadra si era adagiata sugli allori. Alonso ottiene magicamente un ultimo podio in Brasile, ma la squadra è peggiorata significativamente. Inoltre, proprio nel 2023 arriva l'annuncio della futura collaborazione con Honda a partire dal 2026.

Aston Martin AMR26 Honda
Il CEO di Honda Toshihiro Mibe e Lawrence Stroll, nel 2023

Aston Martin 2026: alte le aspettative, alte le delusioni

Grazie al cambio di regolamento tecnico e alla collaborazione con Honda per la fornitura della power unit, il 2026 doveva essere l'anno della squadra inglese. In ogni intervista del 2025 Alonso ripeteva sempre la stessa cosa: “non vedo l'ora che arrivi il prossimo anno". 

Il 2026 è arrivato e già da gennaio si è iniziata a capire la brutta piega del “progetto perfetto”. La squadra arriva in ritardo allo shakedown a Barcellona e completa pochissimi giri. In Bahrain la situazione peggiora, tantissimi problemi di affidabilità e vibrazioni folli causate dalla power unit Honda. Le prime tre gare della stagione confermano tutto: ultima forza dietro a Cadillac, pochissima potenza fornita dall'endotermico, vibrazioni esagerate e una vettura aerodinamicamente estrema, forse troppo. 

Adrian Newey e Fernando Alonso dovevano essere la coppia perfetta, ma le aspettative sono sprofondate insieme al progetto. Manca coesione e collaborazione. Non sono sufficienti nomi illustri per portare in cima alla classifica una squadra e l'inizio di quest'anno lo dimostra. Il trend negativo partito a metà 2023 continua inesorabile: bisogna ripartire da zero. L'ADUO sarà sicuramente un grosso aiuto per Aston Martin, ma il 2026 sarà comunque per sempre ricordato come un'enorme figuraccia. 

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