Cadillac Suzuka
Sérgio Perez a Suzuka

L'inizio del percorso di Haas e Cadillac in F1 è molto più simile di quanto si possa pensare. Le due squadre americane hanno fatto il loro debutto nella massima categoria del motorsport esattamente a dieci anni di distanza l'una dall'altra. 

Le prime tre gare sono un buon metro di paragone per osservare se a distanza di un decennio il debutto e gli obiettivi di una squadra siano stati somiglianti o meno. Una cosa è certa: se Cadillac vuole arrivare sul tetto del mondo, avrà molto da imparare dalla più esperta Haas, soprattutto sugli approcci da non replicare, visto che quest'ultima non è ancora riuscita ad agguantare un podio dal suo avvio iridato.  

Haas 2016
La Haas al suo debutto nel 2016

Haas 2016 v Cadillac 2026: un inizio déja vu?

Il punto di partenza delle due squadre, nonostante sia separato da 10 anni sulla linea del tempo, è veramente simile. Una squadra americana approda in Formula 1 con tanta voglia di riportare lo stile yankee in alto nel motorsport. Le aspettative iniziali sono basse ma l'obiettivo finale è nobile e ambizioso. Tuttavia, supportata da una solida power unit Ferrari, la possibilità di ottenere buoni risultati con un po' di fortuna e una buona strategia è ben presente. 

Questo brevissimo riassunto accomuna entrambe le squadre nonostante il contesto si ognuna sia completamente diverso. Le risorse di Haas non erano allora e non sono tutt'oggi importanti come quelle del colosso dell'automotive americano General Motors. Infatti, Cadillac correrà in pista con la propria power unit dal 2028, ovvero due anni dopo il suo debutto nella categoria, a contrario di Haas che è sempre rimasta affiliata a Ferrari. 

I piloti sono uno degli aspetti che distacca leggermente le due storie. Da una parte Romain Grosjean ed Esteban Gutiérrez, due driver giovani, poco esperti e scelti dal team per un avere un mix tra la velocità di Grosjean dimostrata dai pochi anni in Lotus e la disponibilità economica del messicano. Dall'altra, due piloti con tantissima esperienza in F1 come Valtteri Bottas e Sergio Pérez pronti a costruire ottime fondamenta per una squadra con un potenziale così alto come Cadillac. 

Perez Cadillac
Sergio Pérez con il CEO della Cadillac F1 Team Dan Towriss.

Haas v Cadillac: risultati diversi per obiettivi diversi

La prima gara di Haas nella massima categoria si conclude con un incredibile sesto posto in Australia che porta una gioia immensa a tutto il team. Un risultato migliore di questo non lo si poteva immaginare e le aspettative della squadra per gli appuntamenti successivi sono salite alle stelle nonostante la novità del progetto. 

La gara successiva in Bahrain conferma le aspettative con un quinto posto per Grosjean. Tuttavia, il terzo round in Cina riporta la squadra con i piedi per terra. La gara si conclude con entrambe le monoposto doppiate e fuori dai punti, episodio che si ripeterà frequentemente nelle gare successive così come nelle seguenti stagioni.

Il confronto con Cadillac sembra schiacciante in favore del primo gruppo, visto che i primi tre appuntamenti di quest'anno non hanno regalato alla squadra risultati eccellenti come per Haas. Tuttavia, la strada intrapresa dal team è diversa, più cauta e più studiata per raggiungere obiettivi più grandi. Cadillac vuole vincere e i risultati che ottiene nella sua stagione di debutto non interessano minimamente alla squadra. La crescita vuole essere graduale, con piccoli passi che dovranno portare a grandi risultati dopo un po' di tempo, ma con più regolarità.

Un esempio della gradualità della squadra si è già vista a Suzuka, dove Pérez ha concluso la prima gara dell'anno non da doppiato. Piccole soddisfazioni che sono un ottimo bagaglio per la costruzione di una squadra solida. Cadillac è l'ultima arrivata ma agisce in agguato, non punta in alto fin da subito per il colpo d'occhio, ma vuole costruire solide fondamenta per sbaragliare la concorrenza in futuro.

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