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La Ferrari #16, vincitrice a Silverstone

GP Belgio, Ferrari - La vittoria conquistata a Silverstone da Leclerc inietta nella squadra grande fiducia per il prosieguo della stagione, puntando ad incrementare il bottino stagionale sfruttando sia i punti di forza della macchina, che eventuali problemi della concorrenza. 

In Gran Bretagna Ferrari non era più veloce di Mercedes, ma sin dal venerdì è stata in grado di battagliare con le W17 almeno ad armi pari, grazie soprattutto ad un minuzioso studio della gestione dell'erogazione della potenza, in costante miglioramento. 

GP Belgio, Ferrari: Spa una nuova Silverstone?

La SF-26 ha ben figurato su un tracciato front-limited, in un fine settimana caratterizzato da basse temperature e una gamma di mescole dure. Un'altra storia rispetto alla disastrosa trasferta austriaca. 

A Spielberg l'asse posteriore era costantemente al limite, tra un layout rear-limited e la natura delle vetture attuali, pesantemente stressate a causa della potenza del deployment (ancora più per Ferrari, dovendo mitigare il deficit di potenza). Ciò assieme alle alte temperature dell'asfalto e alle mescole più morbide ha rappresentato la tempesta perfetta per le vetture italiane.

A ciò va aggiunta l'errata strada di messa a punto seguita con Leclerc, all'epoca ancora in cerca del feeling perduto con la monoposto. A Silverstone la SF-26 ha sicuramente ritrovato un ambiente più consono a sè, su una pista che nonostante le criticità energetiche si è dimostrata essere meno estrema del previsto. 

Come affermato da inizio anno, i tratti più nocivi per le monoposto attuali sono caratterizzati da allunghi non alternati da aree di frenata. Uno di essi si trovava da Woodcote a Vale, che corrisponde a quasi mezza pista. La chiave è stata la presenza delle curve veloci (Copse, Maggotts, Becketts, Chapel e Stowe), che aiutavano a garantire un ottimo mascheramento delle aree di superclipping

A Spa questo scenario potrebbe non verificarsi. Da La Source a Les Combes solamente Eau Rouge potrà aiutare a recuperare dell'energia, che poi dovrà essere gestita lungo il Kemmel Straight. Simile discorso per il terzo settore, dove da Stavelot a la Bus Stop servirà ottimizzare la gestione dell'energia. 

Mercedes troverebbe in tali aree il suo terreno di caccia, la migliore quando si tratta di convertire energia in velocità effettiva. Sin dall'Australia è chiara la bontà del progetto anglo-tedesco quando si tratta di trasformare l'energia della frenata in carica della batteria, riuscendo a rendere più efficaci le aree di clipping (e quindi potenzialmente ridurle). 

Unendo ciò alla bontà delle W17 in trazione, in grado di garantire un'ottima stabilità, si ottiene un grande vantaggio nelle fasi power-limited. Molto probabilmente parte di quello che manca a Ferrari, tutto parzialmente figlio di un posteriore che si ritrova più facilmente fuori finestra

La configurazione usata a Silverstone dovrebbe ripresentarsi a Spa, puntando sulla riduzione del drag. Anche con la specifica vecchia del fondo Leclerc in qualifica ha rappresentato il riferimento nel veloce tratto di Maggotts-Becketts-Chapel, mostrando una stabilità aerodinamica che va oltre il semplice carico aggiuntivo degli aggiornamenti. 

Resta il dubbio sull'utilizzo della FTM, assieme al probabile debutto della Macarena Evo, ottimizzata nella configurazione a basso carico. 

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La Ferrari di Hamilton in azione sul tracciato di Silverstone

GP Belgio, Ferrari: il secondo settore sarà l'unica chance?

A questo punto viene da chiedersi in che modo le SF-26 saranno in grado di rispondere allo strapotere Mercedes. Il secondo settore sarà molto probabilmente percorso limitando per quanto possibile l'utilizzo della potenza elettrica. 

Le W17 potrebbero essere in grado, perciò, di fare la differenza anche in tale area, potendo sfruttare un eventuale vantaggio a livello di SoC sulla concorrenza, creandosi del margine prezioso sulle SF-26. Non è detto perciò che Ferrari risulti la migliore nel secondo intertempo, nonostante abbia le carte in regola per riuscirci

Quest'anno il bilanciamento energetico sarà molto più complesso da raggiungere di quello aerodinamico, aiutato dall'aerodinamica attiva. Sarà privilegiata la rigidezza della piattaforma, in modo da massimizzare quelle aree di forza della vettura. 

Spa sarà, quindi, un tracciato caratterizzato da una bassa densità energetica, distribuita principalmente lungo il primo e l'ultimo settore. Per questo sarà decisivo gestire nella migliore maniera possibile i giri di lancio e di preparazione, soprattutto per quanto riguarda le gomme. 

Nel caso si fosse obbligati a esprimere livelli di spinta estremamente ridotti in modo da preservare il SoC, ciò che andrebbe a discapito della prestazione sarebbe la preparazione delle gomme. In tal caso potremmo rivedere più giri di preparazione, uno per le gomme e uno per ricaricare la batteria. 

Le attese non sono delle più ottimiste, anche se Ferrari col grosso aggiornamento software introdotto a Barcellona (che è costantemente ottimizzato) ha mostrato di sapersi difendere ad armi quasi pari con Mercedes. Il fresco (assieme alla specifica low drag) dovrebbe aiutare a mantenere una buona efficienza aerodinamica, sicuramente un ottimo segnale per la Scuderia. 

Con l'assenza di McLaren, estremamente in difficoltà dovunque la gestione energetica diventa critica, e le difficoltà Red Bull, gli occhi sono puntati sugli unici vincitori nella stagione attuale. 


Crediti Foto: Scuderia Ferrari HP                                                                                                                        

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