Red Bull nel 2026: risultati in calo e un futuro tutto da decifrare
Red Bull RB22

Miami restituisce una Red Bull più leggibile, meno confusa rispetto alle prime uscite stagionali. Non è ancora una vettura da riferimento, ma per la prima volta emerge una direzione tecnica chiara. Dopo tre gare opache, il lavoro svolto nella pausa ha prodotto un primo riscontro tangibile: la RB22 è apparsa più equilibrata, più prevedibile e soprattutto più sfruttabile.

Il dato di fondo resta coerente con le indicazioni iniziali del progetto: la power unit Red Bull Ford garantisce una prestazione pura già competitiva, tanto da non richiedere – almeno per ora – interventi legati ai benefici Aduo. Le difficoltà erano altrove, nella piattaforma vettura, nella capacità di generare carico in modo stabile e di offrire ai piloti una finestra di utilizzo ampia. Gli aggiornamenti portati a Miami vanno letti esattamente in questa direzione.

F1
Gianpiero Lambiase

Red Bull, Lambiase: lavoro mirato sui limiti strutturali della vettura

A delineare il quadro è Gianpiero Lambiase, che sottolinea la qualità del lavoro svolto durante la pausa: “È stata una giornata molto positiva per noi come team – ha detto l'ingegnere promesso sposo alla McLaren – la pausa tra le gare ha dato a tutte le squadre l’opportunità di riflettere a fondo sui primi test e sulle prime due gare. Siamo riusciti a capire i limiti della vettura e a individuare eventuali problemi che ne hanno compromesso il bilanciamento, e credo che come team ci siamo riusciti molto bene". 

“Abbiamo risolto non solo le problematiche generali relative alle prestazioni, ma anche alcuni problemi più fondamentali della vettura che avevamo, e Max si sente estremamente a suo agio, cosa che si è riflessa nelle sue prestazioni ”. 

"Isack ha avuto qualche problema con l’erogazione della coppia durante la giornata. Stiamo cercando di capire come questo abbia influenzato la sua potenza e la coppia erogata dalla vettura, quindi questo sarà un aspetto su cui ci concentreremo per evitare una situazione simile in qualifica e in gara questo fine settimana. Nel complesso, è stata una giornata molto positiva e un inizio incoraggiante, ma non ci fermeremo qui, cercheremo di migliorare ulteriormente durante la notte“.

Le sue parole chiariscono un punto essenziale: Red Bull non ha cercato un semplice incremento di carico, ma una correzione più profonda del comportamento monoposto. Il riferimento ai “problemi più fondamentali” suggerisce interventi sulla stabilità aerodinamica e sulla coerenza del bilanciamento lungo il giro, aspetti che nelle prime gare avevano reso l'auto austriaca difficile da interpretare.

Il fatto che Verstappen si senta “estremamente a suo agio” è un indicatore tecnico non secondario. Significa che la vettura ha ritrovato una base prevedibile, condizione indispensabile per costruire performance in modo consistente.

Max Verstappen, Red Bull
Max Verstappen, Red Bull Racing

Verstappen: gap dimezzato, ma resta il limite ad alta velocità

Anche Max Verstappen conferma i progressi, mantenendo però una lettura lucida delle criticità ancora presenti: “Abbiamo fatto un passo avanti – ha commentato ai microfoni del canale ufficiale della F1 – sicuramente stiamo lavorando ancora su tante cose, però è stato un passo davvero positivo per noi". 

"Nelle ultime gare eravamo dietro più di un secondo, mentre adesso abbiamo dimezzato il gap e questo è positivo. Siamo ancora molto deboli nel primo settore, che in gran parte è ad alta velocità, per cui sappiamo di dover lavorare su quello. Per il resto sembrava tutto un po’ più compatto, anche per quanto riguarda la macchina, e siamo molto contenti di questo”.

Il dimezzamento del distacco rappresenta il segnale più evidente del progresso. Non è un miglioramento marginale, ma il risultato di un pacchetto che inizia finalmente a funzionare in maniera coerente. Resta però un limite chiaro: il primo settore di Miami, dominato da curve ad alta velocità, continua a esporre le difficoltà della RB22.

Questo elemento riporta l’analisi su un piano tecnico preciso. La base motoristica consente alla vettura di esprimersi sul dritto e nelle fasi di accelerazione, ma è nella gestione del carico ad alta velocità che manca ancora qualcosa in termini di stabilità ed efficienza. Un aspetto che coinvolge direttamente fondo, flussi e comportamento del diffusore, cioè il cuore dell’equilibrio aerodinamico.

Il quadro, nel complesso, cambia prospettiva. La stagione di Verstappen può ritrovare senso, ma a una condizione: che quanto visto a Miami non resti un episodio isolato. Quello del venerdì è solo un primo step, da confermare nelle sessioni successive del weekend e, soprattutto, nelle prossime gare. Solo allora si potrà capire se Red Bull ha davvero imboccato la strada giusta.

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