Aston Martin verso la svolta: Newey e Honda chiamati a salvare una stagione disastrosa
Dopo il tracollo di Spa-Francorchamps, l'ennesimo, il team di Silverstone prepara una AMR26 profondamente rivista e una power unit aggiornata per invertire una crisi senza precedenti.

Il ritiro, l'ennesimo per Lance Stroll, causato da un problema tecnico alla trasmissione, e un arrivo al traguardo con due giri di ritardo per Fernando Alonso. Così si è chiuso il Gran Premio del Belgio 2026 per l'Aston Martin, che già in qualifica aveva mostrato un potenziale, ci scuserete il termine, semplicemente ridicolo, accusando distacchi di diversi secondi dalla vetta.
Una vettura nata male, malissimo, con una lunga serie di problemi tecnici e spinta da un motore Honda che ha deluso profondamente. La power unit, infatti, è afflitta da vibrazioni endemiche che ne limitano l'erogazione della potenza, che peraltro non è nemmeno particolarmente elevata. Tutto questo ha contribuito a trasformare la AMR26 nella monoposto più deludente della stagione.
Si punta al riscatto già tra Budapest (il programma completo del weekend) e Zandvoort, dove dovrebbe debuttare una versione profondamente rivista della vettura. L'obiettivo è quello di realizzare una sorta di AMR26 B, perché, senza alcun dubbio, quella attuale è la macchina più deludente del campionato. E fa ancora più rumore se si considera che porta la firma di Adrian Newey.
Quando un tecnico del suo calibro si mette al lavoro, ci si aspetta sempre l'eccellenza. In questo caso, invece, ci troviamo davanti a un progetto disastroso, qualcosa che rischia di segnare la carriera del genio inglese. Forse il più grande fallimento della sua storia.

Spa può rappresentare il punto di svolta
Spa-Francorchamps potrebbe però aver segnato una sorta di deadline, la fine di un incubo destinato a durare fin troppo. Tra il Gran Premio d'Ungheria, in programma tra sei giorni, e quello d'Olanda, previsto nel weekend dal 21 al 23 agosto a Zandvoort, Aston Martin punta a introdurre una versione profondamente aggiornata della verdona di Silverstone, accompagnata anche da una power unit rivista secondo i parametri ADOU.
Di questo ha parlato Shintaro Orihara, direttore generale di pista e ingegnere capo del progetto Honda.
"Il Gran Premio del Belgio segna l'ultimo weekend prima che le auto vengano aggiornate nelle prossime due gare. Concludiamo questo Gran Premio, dal quale ancora una volta possiamo soltanto trarre insegnamento dalle situazioni vissute e andare avanti insieme ad Aston Martin".
Un comunicato freddo, quasi algido, che probabilmente racconta anche di rapporti non proprio idilliaci tra Aston Martin e Honda in questa fase della stagione. Non significa che ci sia una rottura, ma è evidente che esistano tensioni, destinate probabilmente a rientrare soltanto se gli aggiornamenti riusciranno finalmente a cambiare il volto della vettura.

Non basta Newey, serve anche una Honda all'altezza
Perché non basta che Adrian Newey faccia il proprio dovere: serve anche che Honda faccia il suo. È necessario che telaio e power unit si completino a vicenda, consentendo alla monoposto affidata a Fernando Alonso e Lance Stroll di raggiungere almeno un livello di competitività accettabile. Certamente non quello mostrato a Spa, così come nei nove appuntamenti precedenti.
In questo momento Aston Martin ha raccolto appena un punto ed è penultima nel Mondiale Costruttori, davanti soltanto a Cadillac. Eppure, osservando le prestazioni complessive, anche la scuderia americana, al debutto assoluto in Formula 1, ha spesso dato l'impressione di esprimere un potenziale superiore rispetto al team di Silverstone.
Ed è proprio questo il dato più allarmante. Il progetto di Lawrence Stroll va avanti ormai da anni, sostenuto da investimenti enormi nelle strutture e nell'acquisizione di personale di primissimo livello. Eppure, stagione dopo stagione, invece di avvicinarsi al vertice continua a sprofondare sempre più nell'oblio.
Insomma, da Budapest potrebbe davvero cominciare un nuovo mondiale per Aston Martin. Lo si spera, perché non è sinceramente ammissibile vedere una squadra di questo livello limitarsi a fare la comparsa, girando costantemente nelle ultime posizioni. Oggi è quasi come se la Formula 1 avesse dieci scuderie impegnate a inseguire i propri obiettivi e un'undicesima relegata al ruolo di semplice comparsa. E una situazione del genere, per Aston Martin, è semplicemente inaccettabile.
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