Ferrari SF-26 - Ala Macarena Formulacritica
Illustrazione dell'ala reverse - ribattezzata "Macarena" della Ferrari SF-26

C'è un sottile legame, per chi sa coglierlo, tra Red Bull e Ferrari, ed è definito dalla cosiddetta ala Macarena, il dispositivo che permette la rotazione del flap dell'alettone posteriore e che può garantire benefici sul piano delle prestazioni aerodinamiche.

In Ferrari questo sistema funziona, e lo fa molto bene. In Red Bull, invece, proprio in occasione del Gran Premio del Belgio, è stato rimosso dopo i problemi emersi nelle qualifiche del Gran Premio d'Austria e durante il Gran Premio di Silverstone. In entrambi i casi ne ha pagato le conseguenze Max Verstappen, uscito di pista a causa di un malfunzionamento del sistema che sovrintende alla rotazione del flap.

F1 GP Austria Max Verstappen
Verstappen alla guida della RB22 in Austria

Proprio per questo motivo, nei giorni scorsi si era diffusa la voce, corroborata da alcuni spifferi provenienti da Place de la Concorde, secondo cui la FIA fosse pronta a introdurre una sorta di giro di vite su questo meccanismo per ragioni di sicurezza. E sappiamo bene che, quando entrano in gioco motivazioni di questo tipo, la Federazione può intervenire senza dover cercare il consenso della maggioranza: può vietare o rimodulare direttamente il funzionamento di un sistema qualora ritenga che non sussistano le condizioni minime di sicurezza.

Ferrari prende le distanze dal caso Red Bull

Ne è nata un'interlocuzione a bassa frequenza, accompagnata però anche da frecciate pubbliche e prese di posizione piuttosto esplicite. Nel frattempo Red Bull ha deciso di fare un passo indietro, prendendo atto del fatto che il sistema non funzionava correttamente e che poteva mettere a rischio l'incolumità di Max Verstappen e di Isack Hadjar.

Ieri, al termine delle due sessioni di prove libere del Gran Premio di Spa-Francorchamps, Fred Vasseur ha fatto esplicito riferimento a questa situazione e ha rivendicato il lavoro svolto dalla Ferrari, sottolineando come a Maranello sia stata prestata la massima attenzione agli aspetti legati alla sicurezza e come, nel loro caso, questo tema non rappresenti un problema.

"Il nostro concetto non è simile a quello della Red Bull perché non ruota nello stesso modo. Non abbiamo avuto alcun problema. All'inizio siamo stati un po' lenti nel farla funzionare correttamente, quindi non l'abbiamo usata nelle prime gare. L'abbiamo introdotta dopo la quarta gara e da allora abbiamo percorso 10.000 chilometri senza un solo problema".

Ala Macarena Ferrari SF-26
Il retrotreno della Ferrari SF-26

Il messaggio di Maranello alla FIA

Dichiarazioni nette e chiare, che non lasciano spazio a interpretazioni. Ferrari, prima di introdurre la propria ala Macarena, l'ha testata approfonditamente, in diverse condizioni, scegliendo di portarla in pista soltanto quando ha avuto la certezza che non vi fossero criticità.

La prassi ha confermato questa impostazione: il meccanismo non solo garantisce i benefici aerodinamici attesi, ma ha anche dimostrato un'affidabilità tale da tenere lontane tutte le preoccupazioni relative alla sicurezza. Uno scenario ben diverso rispetto a quello vissuto da Red Bull, che probabilmente ha accelerato troppo i tempi nello sviluppo e nell'introduzione del proprio sistema, rivelatosi poi non sufficientemente maturo.

Per questo motivo Ferrari ha voluto lanciare pubblicamente un messaggio ai naviganti, e in particolare ai delegati tecnici della Federazione Internazionale dell'Automobile: nessuno si azzardi a mettere in discussione un sistema efficace e vincente invocando ragioni di sicurezza. Maranello ritiene infatti di aver dimostrato che è possibile sviluppare una soluzione di questo tipo senza mettere a rischio l'incolumità dei propri piloti, né quella degli altri protagonisti che condividono la pista.


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