Al “Museo Ferrari Maranello", le F1 che hanno fatto la storia del Cavallino
FormulaCritica è stata in visita presso il Museo Ferrari Maranello: non solo uno sguardo alla gara di Miami, ma anche un’occhiata al passato con le vetture che hanno fatto sognare generazioni di tifosi.
Non più tardi di un mese fa, Formulacritica vi aveva già raccontato di una interessante visita presso il MEF – Museo Enzo Ferrari di Modena, ponendo l’accento su alcune auto storiche appartenute a personalità di spicco del panorama italiano e non: un’esperienza immersiva amplificata dal sound e dai celebrativi video proiettati a luci basse in maniera cadenzata, il tutto il un unico grande ambiente bianco ottico al cui interno si riescono a vedere con un solo colpo d’occhio tutte le vetture in esposizione.
Il “Museo Ferrari Maranello” propone un’esperienza di tutt’altro genere. Un percorso prestabilito indica le tappe da seguire, attraverso supercar moderne e le serie speciali, sino ad arrivare ai prototipi e alle Gran Turismo, passando chiaramente per le F1.
Poste a semicerchio nella Sala delle Vittorie ed avvolte da una luce soffusa con un’intera parete di trofei a fregiare una già surreale atmosfera, vedere insieme tutte quelle Ferrari vittoriose sortisce un effetto volutamente impattante.

Ferrari F1-2000 – L’attesa è finita
Corsi e ricorsi storici ci insegnano che la Ferrari ha sempre dovuto saper aspettare: quant’è vero che la storia si ripete (circostanza che d’altronde si sta verificando tuttora), con l’avvio del nuovo millennio si attendeva qualcosa che solo la speranza tedesca chiamata Michael Schumacher avrebbe potuto concretizzare. E così fu.
Dopo aver centrato il titolo costruttori un anno prima con la F399, la F1-2000 non solo ha confermato il campionato costruttori ancora una volta, ma ha anche portato il titolo piloti a Maranello dopo un ventennio di attesa. Schumacher diventa così l’idolo della folla rossa, al volante di “Una macchina bellissima” come egli stesso decise di descriverla, parlandone volutamente in italiano durante la presentazione di febbraio. Lui che fino a quel momento in pubblico si era espresso esclusivamente in inglese o tedesco, sceglie di battezzare così una stagione che cambierà la sua storia e quella della Ferrari da lì in poi. Con la vettura ideata da Rory Byrne e Ross Brawn conquisterà ben 9 vittorie (con una di Rubens Barrichello) su un totale di 17 gran premi disputati in quel campionato. Ed è solo l’inizio.

Ferrari F2004 – Icona di un’era
Continua il sogno che l’alba del nuovo millennio ha portato a Maranello: con la F2001 Michael Schumacher si laurea campione del mondo con ben 4 gare d’anticipo (fregiandosi di 9 vittorie ed 11 pole position), con la F2002 la Ferrari giunge a quota 15 vittorie su 17 gran premi disputati firmando 9 doppiette e 10 pole position, con la F2003-GA (dedicata a Gianni Agnelli) Michael batte il record allora detenuto da Juan Manuel Fangio di 6 titoli mondiali.
Giungendo all’iconica F2004, definita dall’allora presidente Luca Cordero di Montezemolo “un’opera d’arte moderna”, un’evoluzione ancora più vincente e convincente della sua antenata: su 18 gare, 13 furono vinte da Schumacher (di cui 6 consecutivamente) e 2 da Barrichello. Agli avversari solo le briciole. Inesorabilmente arriva il settimo titolo mondiale piloti per Michael (ad oggi eguagliato da Lewis Hamilton ma ancora mai battuto), ed inconsapevolmente comincia un ulteriore periodo di attesa per la Scuderia, oramai ubriaca di vittorie e spavalderia.

Ferrari F2007 – Il ricordo del trionfo
Ultima monoposto in grado di riconsegnare un titolo a Maranello, in particolare quello piloti: si tratta di Kimi Raikkonen, talento finlandese che con il suo atteggiamento brutalmente sincero – talvolta al limite del disinteressato – ed al contempo glaciale ed ermetico, diventerà negli anni simbolo indiscusso di un modo di essere pilota decisamente singolare.
Grazie ad un fenomenale sprint finale, recuperò all’ultima gara l’inossidabile coppia McLaren formata da Fernando Alonso e Lewis Hamilton: riuscì a centrare 6 primi posti, 2 medaglie d’argento e 4 bronzi sigillando così una combattuta vittoria. Rimasta nella memoria di tutti i tifosi per essere l’ultimo baluardo di vittoria certa, ad oggi ancora nessuna vettura è riuscita ad occupare il suo posto: A.A.A. sostituta F2007 cercasi.