F1 2026 - Dall’Inghilterra scommettono sulla Ferrari vincente
L'analisi di Jolyon Palmer dopo Melbourne: partenze incisive, velocità in curva e margini strategici indicano una Ferrari più competitiva di quanto dica il risultato.

La doppietta Mercedes in Australia lascia un po' l'amaro in bocca se si guarda a quello che è successo davvero in pista. Jolyon Palmer, nella sua analisi della gara di Melbourne per F1.com, ha smontato pezzo per pezzo la narrazione del dominio Mercedes, individuando una serie di segnali che raccontano una storia diversa per la Ferrari. Il risultato finale, insomma, dice una cosa. La pista ne raccontava un'altra.
Partenze Ferrari: il vero punto di forza
Se c'è un aspetto su cui la Ferrari sembra aver lavorato bene durante l'inverno, è la partenza. Non è una sensazione: già nei test in Bahrain qualcosa si era intravisto, e Melbourne ha confermato il quadro.
Leclerc , allo spegnimento dei semafori, è stato molto aggressivo. Si è infilato davanti, ha resistito alla pressione di Andrea Kimi Antonelli e quando ne ha avuto l'occasione ha affondato la staccata su George Russell senza esitare. Palmer ha notato proprio questo: non la velocità pura, ma la sicurezza con cui il monegasco ha gestito quei primissimi metri di gara.

Ancora più indicativo, però, è stato Hamilton. Partiva settimo, con la pista relativamente libera davanti a sé, e si è lanciato verso Curva 1 con una progressione impressionante. Palmer sostiene che, senza trovarsi costretto all'esterno, avrebbe potuto addirittura impensierire Russell. Per uno che partiva dalla quarta fila non è un dettaglio trascurabile.
Sul piano strategico la Mercedes ha fatto meglio
Qui Palmer è abbastanza diretto: la Ferrari ha perso la gara ai box, non in pista. La Virtual Safety Car ha rappresentato il momento decisivo e il muretto della Scuderia non è stato abbastanza reattivo. Lewis Hamilton stesso, via radio, aveva sollevato qualche dubbio sulla gestione delle strategie tra le due vetture, e l'analisi di Palmer va nella stessa direzione.
Mercedes ha anticipato, Ferrari ha inseguito. E alla fine è andata com'è andata. Detto questo, Palmer aggiunge una considerazione che vale la pena tenere a mente: in questa prima fase del mondiale, con le vetture ancora poco rodate e le Safety Car che vanno a rimescolare le carte, la componente strategica pesa più del solito. Con il passare dei Gran Premi, le corse dovrebbero diventare più prevedibili, e chi sa fare la differenza in pista tenderà a emergere. Un contesto che, secondo l'ex pilota britannico, potrebbe favorire proprio la Ferrari.

Albert Park non era il terreno ideale per la Ferrari SF-26
C'è poi il discorso sul circuito, che Palmer considera tutt'altro che neutro. Melbourne, nella configurazione attuale, richiede una gestione dell'energia elettrica molto particolare, con picchi di recupero in certi punti della pista che hanno finito per avvantaggiare la Mercedes. Le Ferrari, dati alla mano, dovevano raccogliere più energia sui rettilinei rispetto alle rivali. Un handicap reale, in quel contesto specifico.
Eppure, anche in queste condizioni, la SF-26 se l'è cavata bene nelle curve veloci e ha fatto addirittura meglio della Mercedes nei tratti lenti. Con l'aerodinamica attiva ha ridisegnato gli equilibri tecnici, è un indicatore tutt'altro che secondario.
Ferrari: la vittoria non è utopia
"La vittoria può arrivare presto". Palmer non si nasconde dietro alle sfumature: la Ferrari, a suo avviso, è più vicina alla vittoria di quanto suggeriscano i risultati di Melbourne. Albert Park è probabilmente uno dei circuiti meno adatti alle caratteristiche della SF-26. In Bahrain, nei test invernali, Charles Leclerc girava forte su un tracciato con frenate brutali e meno necessità di recupero energetico. Shanghai, il prossimo appuntamento, dovrebbe collocarsi a metà strada tra i due estremi, ma nel calendario ci sono diversi circuiti dove la Ferrari potrebbe presentarsi da favorita.

A completare il quadro, la coppia di piloti. Hamilton è apparso finalmente affamato, determinato, lontano da qualsiasi segnale di appagamento. Leclerc ha confermato il suo istinto nelle battaglie in pista, come ha dimostrato nel duello con Russell nelle fasi iniziali della gara. Due piloti così, su una macchina che cresce, possono mettere pressione a chiunque.
A Melbourne non si è potuto vedere il confronto diretto fino in fondo, anche per colpa di scelte strategiche rivedibili. Ma Palmer - e non solo - è convinto che il tempo per farlo arriverà presto. Forse anche prima di quanto ci si aspetti.