Aston Martin - Gp Miami 2026
Lance Stroll e Fernando Alonso - Gp Miami 2026

Il progetto Aston Martin-Honda continua a muoversi in una fase ancora interlocutoria, ma il weekend di Miami ha restituito indicazioni più leggibili rispetto a un inizio di stagione complicato. Non c’è alcuna inversione di tendenza sul piano della competitività pura, ma emerge un primo segnale concreto: la struttura sta iniziando a risolvere i problemi più urgenti, costruendo una base tecnica più stabile.

Il dato più evidente è semplice: entrambe le vetture hanno concluso il Gran Premio. In un contesto in cui l’affidabilità era stata uno dei principali limiti, si tratta di un passaggio tutt’altro che banale.

Aston Martin Gp Miami 2026
La Aston Martin AMR26 a Miami

Vibrazioni sotto controllo: il lavoro di Sakura inizia a dare risposte

Il focus principale delle ultime settimane è stato sulle vibrazioni della power unit Honda, una criticità che aveva condizionato sia la solidità del pacchetto sia la fiducia dei piloti. Per questo motivo il team aveva deciso di non portare update in Florida. La pausa di aprile è stata sfruttata come una vera e propria fase di comprensione intensive nel quartier generale di Sakura, con interventi mirati per contenere il fenomeno.

A Miami si sono visti i primi effetti. "Possiamo trarre conclusioni positive dal weekend di Miami, dato che entrambe le vetture hanno terminato tutte le gare per la prima volta e non abbiamo avuto seri problemi di affidabilità sui nostri motori", ha spiegato Shintaro Orihara, direttore generale e capo ingegnere Honda.

La riduzione delle vibrazioni ha un impatto diretto su più livelli: migliora l’affidabilità dei componenti, rende la monoposto più gestibile e consente di operare in condizioni più estreme senza compromettere la tenuta del sistema. "Abbiamo trovato un modo per ridurre la maggior parte delle vibrazioni, il che ci aiuta a garantire una maggiore affidabilità, anche in condizioni operative molto spinte", ha aggiunto Orihara.

Power Unit Honda
Power unit Honda

Base più solida, ma il nodo resta la prestazione

Il doppio arrivo al traguardo delle AMR26 è la conseguenza diretta di questo passo avanti. Fernando Alonso ha completato la gara per la seconda volta in stagione, mentre Lance Stroll ha finalmente portato a termine un weekend lineare, senza le anomalie che avevano condizionato le prime uscite.

Questo ha permesso anche di lavorare meglio in pista. Alonso ha potuto gestire la gara, accumulare dati e contribuire allo sviluppo della vettura, trovando anche spazio per qualche confronto diretto, come quello con Sergio Pérez. Segnali piccoli, ma utili in una fase in cui ogni chilometro percorso ha un valore tecnico importante.

Resta però il limite principale: il passo. I miglioramenti non si sono ancora tradotti in performance. "È un piccolo passo nella giusta direzione che ci permetterà di lavorare di più per migliorare le prestazioni", ha chiarito Orihara.

Il percorso è definito: consolidare l’affidabilità per poi spostare progressivamente il focus sulla prestazione. "Ci vorrà tempo, ma questo fine settimana abbiamo raggiunto alcuni obiettivi che ci aiuteranno ad andare avanti", ha concluso.

Nè a Silverstone né a Sakura c’è spazio per facili entusiasmi. Tuttavia, dopo un avvio segnato da problemi evidenti, iniziare a eliminarli rappresenta già un cambio di passo. Miami, più che una svolta, è il primo segnale di una possibile ricostruzione tecnica.

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