Il film non sbanca: solo un Premio Oscar per il suono della F1
La pellicola ufficiale della Formula 1 si è aggiudicata la statuetta per il miglior sonoro, con un perfetto lavoro svolto in pista

Dopo le vittorie ai BAFTA, Critics’ Choice e CAS Awards, il Premio Oscar consacra “F1” come benchmark assoluto per il sound nei film d’azione. Non è solo rumore: è una sorta di personaggio del film. Questo premio dimostra che il suono può raccontare una storia tanto quanto le immagini, e che la Formula 1, in mano ai maestri del cinema, diventa un’esperienza sensoriale totale.
Il regista Joseph Kosinski ha dato un’istruzione precisa al team del suono per il film: rendere l’esperienza il più immersiva possibile, facendo sentire lo spettatore dentro l’abitacolo dell’auto da corsa. Juan Peralta, re-recording mixer, spiega che “Joseph voleva far sentire come se fossimo alle corse. Voleva sentire la velocità, fondamentalmente. Quindi la nostra sfida più grande con gli effetti è stata <<ogni volta che siamo sull’auto o dentro l’auto con quel punto di vista, far sì che si senta, e si senta la velocità>>”.

Accesso unico ai suoni autentici della Formula 1
Per la prima volta in un film si sono registrati suoni autentici della Formula 1, perché in precedenza i diritti avevano sempre impedito questo tipo di accesso. Peralta aggiunge: “La F1 è stata così vincolata dai diritti, quindi non è mai stato fatto un film al riguardo. Stare dentro l’auto, in un ambiente teatrale, specialmente l’auto di Formula 1, è una cosa nuova. Abbiamo visto altri film di corse con altri tipi di auto”.
Il team ha coinvolto professionisti come il supervising sound editor Al Nelson, che ha collaborato con il production sound mixer Gareth John per catturare i suoni con microfoni DPA, simili a quelli usati nelle vere gare di F1. I meccanici hanno fissato i pacchetti microfonici con fascette vicino agli scarichi e ai condotti dell’aria per ottenere quelli che John definisce “full-fat sounds”. “Li hanno messi il più vicino possibile allo scarico, con tutto il rischio che eri disposto a correre con l’attrezzatura. Abbiamo provato i condotti d’aria e i posti migliori dove potevamo davvero catturare un suono pieno e immergere il pubblico nel mondo”, racconta John.
Hanno registrato durante prove e qualifiche su circuiti come Silverstone, Las Vegas e Abu Dhabi, con microfoni piazzati intorno alla pista e sulle auto stesse. Le registrazioni avvenivano in sessioni con 30 telecamere che catturavano l’azione contemporaneamente.

Transizione dalle auto di supporto alle vere F1
Per le auto, inizialmente si sono usati modelli di Formula 2 guidati da Brad Pitt e Damson Idris, ma il piano era sostituirli con materiale della F1 autentico per maggiore precisione. Il re-recording mixer Gary Rizzo ha integrato la colonna sonora di Hans Zimmer, selezionando elementi che accompagnassero la velocità e il momentum emotivo delle scene.
Gwen Whittle, supervising sound editor, si è occupata delle sessioni ADR e dei dettagli ambientali, inclusi i pit stop dove i meccanici lavorano in silenzio come “ninja”. Le folle variavano: a Las Vegas più insulari e concentrate sul pilota, a Silverstone intense e appassionate.

Bilanciamento tra effetti sonori e musica
Nel montaggio del suono, alcune sequenze come quella di Silverstone non usavano musica, affidandosi solo agli effetti per mantenere l’energia alta. Peralta sottolinea: “Tenere alta quell’energia solo con gli effetti sonori”. In altre parti, come Ungheria e Abu Dhabi, entrava in gioco la partitura di Zimmer.
La sfida principale è stata bilanciare l’immersione teatrale con l’autenticità, differenziando il suono cinematografico da quello delle trasmissioni TV, dove prevalgono commenti e rumore di folla, mentre qui l’obiettivo era il punto di vista interno all’auto per trasmettere adrenalina e velocità a 320 km/h.
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