Le bandiere di FIA e F1
Le bandiere di FIA e F1

Della pericolosità nelle competizioni di Formula 1 si è consapevoli in maniera trasversale, da chi partecipa attivamente allo sport a chi si limita ad orbitare intorno ad esso. 

Il presupposto della sicurezza come priorità

Nell’ultimo decennio la FIA ha indirizzato, tramite cambiamenti che hanno reso il regolamento più severo, un comparto tecnico verso una sostanziale rivoluzione tecnologica sulla sicurezza, manifestatasi con l’introduzione dell’halo, delle barriere Tecpro e di nuovi standard concernenti l’abbigliamento del pilota. 

Nel preambolo stesso del regolamento sportivo della categoria figura, tra i fondamentali valori che esso si prefigge di portare avanti, la volontà di promuovere “gli standard di sicurezza più elevati per il campionato”.

La contraddittorietà con la gestione pratica delle situazioni pericolose

A discapito dell’importanza teorica che viene conferita alla sicurezza dei piloti, è possibile enumerare una molteplicità di situazioni in cui sono stati altri i fattori a prevaricare in termini di interesse per la Federazione. 

Il più recente si è verificato a Spielberg, durante gli ultimi minuti di una qualifica concitata: George Russell conquistava la pole position mentre il suo collega Max Verstappen è ancora nella sua monoposto, contro le barriere. 

Russell bandiera gialla
Russell avvertito dal pannello acceso "interamente" in giallo, che indica una sola bandiera gialla

Ciò è stato possibile poiché è lo stesso regolamento ad escludere la cancellazione automatica del giro in regime di bandiera gialla singola, purché il pilota incrementi di almeno il 5% il tempo di percorrenza in quel microsettore specifico rispetto al proprio giro precedente. 

Questa regola riguarda, come s’è detto, il regime di bandiera gialla singola e dunque un pericolo ritenuto minore: risulta però paradossale affermare che Verstappen, ancora nell'abitacolo mentre George Russell transitava ad alta velocità nella curva dove lui aveva perso il controllo della vettura, non sia stato sottoposto ad un serio rischio.

L'importanza della spettacolarità

Vedere una qualifica decisa da una bandiera gialla negli ultimi cruciali minuti, non è un episodio in cui la FIA vuole incappare, poiché toglie inevitabilmente pathos all'evento a cui gli spettatori stanno assistendo. 

Negli anni passati vi sono stati degli episodi ancor più eloquenti di quello citato in precedenza: tra tutti, merita di essere menzionato il GP del Belgio 2021. Una gara che non può definirsi tale, poiché si è conclusa dopo due soli giri effettuati sotto regime di Safety Car. 

GP Belgio 2021
GP Belgio 2021

In condizioni di visibilità talmente ridotte da non permettere la visione della pista, la FIA scelse questa soluzione per poter convalidare l'evento ed evitare che vi fossero ripercussioni di natura commerciale e contrattuale.

I piloti non sono cavie

La sicurezza non passa in secondo piano soltanto rispetto alla necessità di far spettacolo, bensì la FIA ha potuto dimostrare che vi fossero anche altre aree di proprio interesse che la prevaricassero: tra tutte, la più recente riguarda la smania di portare avanti una rivoluzione tecnica nella stagione corrente senza considerare le conseguenze che ci sarebbero potute essere in pista.

Già dai test invernali, piloti e team principal avevano avvertito la Federazione della possibilità che le nuove PU avrebbero comportato gravi rischi per via del superclipping, ma tali lamentele sono state ignorate.

Per vedere un cambiamento effettivo nel regolamento di categoria, si è dovuto aspettare che Bearman venisse coinvolto in un grave incidente durante il GP di Suzuka, proprio a causa del superclipping e secondo la dinamica che era stata descritta da Carlos Sainz e Max Verstappen in precedenza.

Haas VF-26 Gp Giappone
La Haas VF-26 di Oliver Bearman dopo l'incidente del Gp del Giappone

Non è tuttavia possibile accettare che la tutela dell'incolumità dei piloti resti un principio invocato nei preamboli regolamentari ma costantemente negoziabile nella pratica. 

Spielberg, il Belgio 2021 e Suzuka non sono episodi isolati: sono tre manifestazioni dello stesso meccanismo, quello per cui la sicurezza viene costantemente messa in secondo piano rispetto allo spettacolo da garantire agli spettatori o con gli interessi commerciali e tecnici della categoria.

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