GP Giappone: l'incidente di Bearman non può essere ignorato
Il crash del pilota inglese della Haas è un campanello d’allarme che Fernando Alonso aveva previsto e che oggi Carlos Sainz rimarca.

Durante il GP del Giappone, a Suzuka, Oliver Bearman è rimasto coinvolto in un grave incidente alla 22° tornata. Il pilota della Haas si è trovato improvvisamente alle spalle di Franco Colapinto, la cui vettura si è quasi fermata in pista per esaurimento della batteria. Bearman, che disponeva di una maggiore quantità di energia elettrica, ha tentato una manovra evasiva ad alta velocità per evitarlo, finendo sull’erba alla curva 13 - la Spoon Curve - impattando violentemente contro le barriere con una decelerazione di 50G. Fortunatamente, le visite mediche hanno confermato che Bearman è uscito illeso, senza fratture e con solo una contusione al ginocchio sinistro, risultando fuori pericolo.

La previsione di Fernando Alonso
Fernando Alonso aveva previsto con precisione questo scenario già prima della gara, in un’intervista a DAZN Formula 1. Le sue parole hanno messo in luce come gli sorpassi nella F1 attuale dipendano sempre meno dall’abilità, dal coraggio o dalla scelta di traiettorie diverse e sempre più dalla semplice differenza di batteria tra le vetture.
Alonso ha dichiarato: “Nessun divertimento, che divertimento ci può essere nel sorpassare senza volerlo. Di colpo, ti trovi con una batteria superiore a quella della macchina che hai davanti, o ti schianterai contro di lui o lo sorpassi, è più una manovra evasiva che un sorpasso del tipo: 'vado a mettergli pressione' e passo per l’esterno o faccio la curva in modo diverso. Ora ti trovi con più o meno batteria rispetto ai tuoi rivali e sorpassi o ti fai sorpassare”.

La reazione di Carlos Sainz
Carlos Sainz, in qualità di esponente della Grand Prix Drivers’ Association, ha preso una posizione molto decisa subito dopo il GP del Giappone. Ha invitato la Formula 1 e la FIA a un ripensamento profondo delle normative tecniche del 2026, soprattutto per quanto riguarda la gestione dell’energia elettrica, sottolineando che l’incidente non era un evento isolato o imprevedibile, ma la conseguenza di problemi sistemici già segnalati più volte dai piloti.
Nelle sue dichiarazioni rilasciate a DAZN F1, Sainz ha affermato: “Non sono un esperto di questi motori, ma bisogna trovare la soluzione, bisogna fare qualunque cosa. Mi è indifferente se perdiamo mezzo secondo o un secondo a giro, se dobbiamo ridurre la potenza affinché il motore elettrico duri più a lungo e ci sia meno super clip, meno lift and coast, meno importanza del boost. Sono certo che sarà più sicuro, più divertente anche, perché non dipenderemo tanto dall’energia, ma mi è indifferente: la soluzione va trovata prima possibile”.
Sainz ha inoltre ricordato che già Fernando Alonso aveva messo in guardia sui rischi legati alla scarsa autonomia energetica, sottolineando la necessità di avere più batteria rispetto alla vettura che precede per evitare collisioni o manovre forzate.
Il madrileno ha criticato apertamente il tipo di spettacolo offerto dalle gare attuali. Secondo lui, gli sorpassi visibili non sono veri duelli di Formula 1, ma semplici “scambi”. Ha spiegato: “Vai qui, ti metti qui e continui, non è un sorpasso di Formula 1, è più un’autostrada dove premi il boost e passi se vuoi”. Per questo motivo ha aggiunto: “Come categoria credo che dobbiamo migliorare e sono sicuro che se ascoltano i piloti faranno dei cambiamenti”.

La necessità di cambiamenti
Sainz ha evidenziato i rischi maggiori su piste più pericolose rispetto a Suzuka, che dispone di buone vie di fuga. Ha sottolineato che un episodio analogo su circuiti come Baku o Las Vegas, dove i muri sono vicinissimi e le differenze di velocità generate dal boost possono arrivare a 30, 40 o persino 50 km/h in più, potrebbe avere conseguenze ben più gravi. Sainz ha definito l’accaduto come qualcosa che “era questione di tempo”, perché i piloti avevano già avvisato FIA e FOM dei pericoli legati all’eccessiva dipendenza dal sistema elettrico.
Secondo l'alfiere della Williams, le cinque settimane di pausa che precedono il Gran Premio di Miami rappresentano un’occasione preziosa per intervenire. Ha espresso la speranza che la Formula 1 rifletta seriamente sulla situazione e che i team non oppongano troppa resistenza: “Spero che la F1 e che i team non si mettano troppo di traverso, perché è chiaro che questa regolamentazione ha lacune e problemi che vanno risolti prima di andare a Miami e su altri tipi di circuiti”.
Le parole di Fernando Alonso e Carlos Sainz convergono su un punto centrale: la gestione energetica attuale riduce il divertimento e aumenta i pericoli per i piloti. Entrambi sottolineano la necessità di ridurre l’importanza del boost e della batteria per restituire alla Formula 1 duelli più autentici, basati sull’abilità di guida, e una maggiore sicurezza su tutti i tipi di circuito.
L’incidente di Bearman a Suzuka ha reso evidenti queste criticità e invita a un intervento urgente prima che situazioni simili si verifichino su tracciati ancora più insidiosi. Non è un caso, come vi abbiamo raccontato qui, che la FIA sia pronta ad intervenire per superare la problematica.
Crediti foto: F1, DPPI, Getty Images