Lance Stroll: quando il sostegno familiare diventa un'arma a doppio taglio
Tra i 20 piloti in griglia, colui che ogni anno ha la certezza del sedile è sicuramente Lance Stroll, figlio del magnate canadese Lawrence, proprietario del team Aston Martin. Ma se nelle passate stagioni abbiamo potuto assistere perlomeno a dei piccoli acuti di Lance, questa stagione, invece, si è rivelata un assoluto disastro. Nessuno ovviamente pretende che il pilota Aston Martin riesca ad arrivare a podio o in top 5, ma diciamolo chiaramente: se non fosse stato il figlio del proprietario, Lance Stroll sarebbe rimasto in F1? Senza alcun dubbio, il nativo di Montreal avrebbe lasciato il Circus da qualche anno. Il confronto tra compagni di squadra è stato ampiamente vinto dal due volte campione del mondo Fernando Alonso, che con i suoi 70 punti ha letteralmente trascinato Aston Martin verso la conquista del quinto posto nel Costruttori. È comunque importante considerare che nemmeno il team verdone ha fatto molto per aiutare il proprio pilota. La macchina non si è rivelata all’altezza della AMR23, monoposto capace di arrivare a podio e di lottare in alcune occasioni con Red Bull nella passata stagione. Tuttavia, se si guarda a ciò che Fernando Alonso è stato capace di fare, è chiaro che Stroll avrebbe potuto e dovuto fare di più, piazzandosi magari al decimo posto in classifica essendo in un una squadra che è stata quinta forza per buona parte del campionato, a parte l’ultima sezione.
Gli investimenti miliardari del magnate Lawrence Stroll per inseguire il sogno mondiale
Se esistesse un contest che premia il miglior padre dell’anno, sicuramente Lawrence Stroll avrebbe grandi chance di vincerlo. Da quando ha acquistato l’allora Force India, divenuta poi Racing Point e infine Aston Martin una volta aver ottenuto il 16,7% dello storico marchio inglese, gli sforzi economici sono stati notevoli. In primis, l’obiettivo è stato aggiornare la fabbrica di Silverstone e costruire una nuova galleria del vento nella medesima sede. Fino a quest’anno, infatti, è stata utilizzata la galleria di Brackley. Successivamente, la compagine inglese si è assicurata le prestazioni di alcuni ingegneri di prestigio come Andy Cowell e l’ex Ferrari Enrico Cardile, per poi arrivare all’ingaggio di Adrian Newey, conteso da numerosi team in griglia.
Lance Stroll: un pilota competitivo con la pioggia, ma...
In condizioni di pioggia, Lance ha dimostrato di avere un grande manico. Dopotutto, non parliamo mica di un brocco, come si suole dire quando si intende denigrare un atleta, in quanto nelle categorie propedeutiche ha vinto e convinto dimostrando di meritare un sedile in F1, almeno all’inizio. Nelle ultime stagioni, tuttavia, è parso quasi che il pilota corresse contro voglia, senza motivazioni. Questa mentalità lo ha portato a commettere degli errori gravi e decisamente evitabili. Lance Stroll è un pilota che ha conquistato a inizio carriera un podio con Williams da rookie, e una storica pole position nel 2020 in Turchia sotto la pioggia, insieme ad altri due piazzamenti al podio sempre nella stessa stagione. Però, sembra perdersi quando non ha la giusta motivazione.
Il sostegno familiare può essere considerato un'arma a doppio taglio?
Avere alle spalle un padre che ha finanziato la tua carriera nelle categorie propedeutiche è una cosa già vista e rivista nella storia della F1. Purtroppo, siamo consci del fatto che senza budget diventa impossibile salire di categorie. Ma se ci spostiamo in Formula 1, è possibile considerare questo sostegno come pericoloso per la carriera del figlio. A fronte di investimenti miliardari, è chiaro che Stroll debba giustificarli con delle prestazioni soddisfacenti, perché il padre crede in lui e sogna di vederlo campione del mondo. Ma, continuando a rendere in modo negativo, la pressione aumenta e diventa anche difficile poi dimostrare di meritare di essere un pilota della massima serie che può farcela anche senza l'aiuto del papà.Crediti foto: Lance Stroll, Aston Martin