F1 - Ferrari, su Lewis Hamilton il giudizio è sospeso
Eddie Irvine ha rilasciato delle importanti dichiarazioni sul suo ex team e sul pilota inglese in forza al Cavallino Rampante

Eddie Irvine, storico pilota della Ferrari dal 1996 al 1999, ha manifestato un cauto ma comunque visibile ottimismo nei confronti della squadra di Maranello, nonostante le ben note e storiche difficoltà che il team italiano incontra da diversi anni nel contesto del Campionato Mondiale di F1.
Lo svantaggio “geografico”
L’ex pilota nordirlandese, con la sua tipica franchezza e la sua lunga esperienza accumulata sia come pilota che come osservatore attento del paddock, ha spiegato a La Gazzetta dello Sport il principale ostacolo che la Scuderia deve affrontare costantemente: «Per la Ferrari è sempre molto complicato. Il problema principale è la distanza dall’universo della F1, che ormai da decenni ha il suo cuore pulsante e il suo centro nevralgico nel Regno Unito”.
Irvine ha voluto sottolineare come questa distanza geografica e, di conseguenza, culturale e operativa rappresenti una sfida strutturale non indifferente per la Ferrari. Mentre la stragrande maggioranza dei team, dei fornitori, degli ingegneri più talentuosi e delle aziende specializzate nel motorsport gravitano intorno al cosiddetto “Motorsport Valley” britannico, la Ferrari opera da Maranello, in un contesto diverso, con tutte le complessità logistiche, di reclutamento e di collaborazione che questa separazione comporta. Nonostante questo scenario storicamente sfavorevole, l’ex pilota ha voluto introdurre una nota di moderato ottimismo guardando al futuro immediato.
Rispetto allo scorso anno, infatti, Irvine crede fermamente che la Ferrari possa ottenere almeno un successo concreto nel corso del campionato 2026. Non ha certo dipinto un quadro di dominio assoluto o di una stagione trionfale in cui la rossa possa lottare costantemente per il titolo mondiale, ma ha indicato che la squadra di Maranello dovrebbe essere in grado di centrare almeno una vittoria nel corso dell’intera annata.
Si tratta di un obiettivo concreto, realistico, che rappresenterebbe comunque un passo avanti rispetto alle ultime stagioni, nelle quali le vittorie per la Ferrari sono state troppo spesso sporadiche e conquistate con grande sofferenza.

Il giudizio di Eddie Irvine su Hamilton in Ferrari
Per quanto riguarda il tanto discusso passaggio di Lewis Hamilton alla Ferrari, Eddie Irvine ha invitato tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori a mantenere un atteggiamento di grande prudenza prima di sentenziare sull'esperienza del britannico in rosso.
Con il suo consueto stile diretto e senza troppi giri di parole, Irvine ha dichiarato: “Non lo darei per scontato”. Ha poi proseguito analizzando con attenzione le prime prestazioni del 2026 del pilota britannico con la tuta rossa. In Cina, Hamilton è riuscito a salire per la prima volta sul podio con la Ferrari, un risultato certamente positivo e degno di nota, ma – come ha tenuto a precisare lo stesso Irvine – quel circuito di Shanghai è storicamente uno dei favoriti del pilota inglese, un tracciato sul quale ha sempre dimostrato di trovarsi particolarmente a suo agio e dove ha collezionato ottimi risultati nel corso della sua lunga carriera.

Ben diverso è stato invece il fine settimana in Giappone, sul circuito di Suzuka, dove Hamilton è stato surclassato dal suo compagno di squadra Charles Leclerc per l’intera durata dell’evento. Irvine ha evidenziato come le prestazioni del pilota britannico siano apparse piuttosto altalenanti nelle prime uscite stagionali: momenti positivi e incoraggianti si sono alternati a prestazioni più opache e sotto tono, soprattutto se paragonate a quelle del monegasco, che ha dimostrato in più occasioni di avere un passo superiore e una maggiore padronanza della vettura in questa prima fase del mondiale.
Le prestazioni osservate finora risultano ancora troppo variabili e non sufficientemente convincenti da poter dichiarare che il binomio Hamilton-Ferrari abbia superato le difficoltà enormi del 2025. Il chiaro vantaggio mostrato da Charles Leclerc nel weekend giapponese rappresenta, agli occhi di Irvine, un segnale importante che invita a una lettura più cauta e realistica delle dinamiche interne alla squadra.
Crediti foto: Getty Images, Ferrari