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Hamilton in azione sulla pista di Montmelò

F1, GP Barcellona - Lewis Hamilton vince in maniera spettacolare uno dei Gran Premi più complessi della stagione, rendendolo un potenziale turning point del Mondiale odierno. Il grosso upgrade portato in pista dai tecnici della Ferrari ha funzionato a dovere, chiudendo in maniera a dir poco assurda il gap dalla Mercedes

Resta troppo presto per dichiarare il distacco ricucito del tutto, però la prestazione della SF-26 è stata fin troppo convincente per non azzardare  delle conclusioni potenzialmente premature. Analizziamo nel dettaglio quanto è accaduto questo fine settimana. 

F1 - GP Barcellona, Ferrari: SF-26 veloce dal venerdì con Leclerc, Hamilton ribalta un fine settimana complesso

Sin dal venerdì la situazione osservata in pista ha riproposto lo scenario visto e rivisto in questo 2026. Su una pista come Montmelò la potenza erogata assume un'importanza elevata nella costruzione del tempo sul giro. Leclerc, la Ferrari leader al termine del venerdì spagnolo, era costretto a delle continue fasi di lift and coast al termine dei brevi allunghi del settore centrale, in modo da risparmiare energia. 

Nonostante ciò le SF-26 giungevano alle ultime due curve con il SoC a zero, la causa del gap pagato da Hamilton in qualifica; la solita coperta energetica corta della PU di Maranello. Se a Montecarlo Hamilton aveva indicato la Mercedes come il riferimento a livello di deportanza generata grazie al pacchetto del Canada, non sfruttato al meglio a causa delle condizioni meteo, in Spagna Ferrari pare essere stata in grado di riprendersi tale primato. 

GP Barcellona, Hamilton sfiora la pole e promuove Ferrari
Hamilton sul circuito spagnolo

Sin dalle prime sessioni il bilanciamento della vettura è sembrato essersi spostato all'anteriore: erano numerose le richieste dei piloti di click in meno in tale zona, probabilmente sinonimo di una elevata deportanza. Il lavoro della notte ha permesso alla squadra di massimizzare il pacchetto, su una pista estremamente probante a livello aerodinamico. 

Ciò è stato visibile anche dalla telemetria, con una vettura estremamente incisiva nei tratti dove la precisione dell'asse anteriore è fondamentale, come alla 1-2, alla 7-8 e alla 10. Soprattutto nell'ultima citata le SF-26 (di Leclerc prima, di Hamilton poi) hanno firmato le prestazioni migliori del lotto nel corso di tutto il fine settimana. Curva 10 metteva a dura prova il grip meccanico della vettura, andando in salita in combinato verso la 11-12, su una pista in cui la meccanica ricopre un ruolo “secondario” rispetto all'aerodinamica, dato il layout della pista. 

Possiamo quindi confermare che la SF-26 è stata la vettura a scivolare meno nel corso della gara, sfruttando al meglio il tanto carico generato. A colpire è anche il passo avanti fatto nell'efficienza generale della monoposto, ora ottima anche in termini di resistenza all'avanzamento, risolvendo parte dei problemi osservati fino ad ora. 

La SF-26 si presenta come una vettura completa, capace di sopperire alla grandissima alle carenze a livello di potenza. Se a livello meccanico avevamo avuto già conferme in occasioni passate sull'ottima rotazione della vettura, a livello aerodinamico la SF-26 è tornata ad essere il riferimento. 

Il giro secco è stato indicato come il nemico principale della vettura, ma grazie all'ottimizzazione software portata avanti negli ultimi mesi e ad una strategia di deployment massimizzata, sfruttando quei punti favorevoli alla vettura (come la 9, concentrando buona parte dell'erogazione proprio in tale zona), Hamilton è stato in grado di avvicinarsi più che mai alla pole position.

La strategia di sviluppo ragionata nell'inverno dei vertici del reparto tecnico del Cavallino inizia a dare i suoi frutti, con una superiorità telaistica francamente impressionante, se non imbarazzante, come suggerito da Norris

F1 - GP Barcellona, Ferrari: il pacchetto di Barcellona sblocca la SF-26

Sin dall'inverno Loic Serra aveva sottolineato l'importanza dell'ala anteriore, elemento che va a influenzare il flusso d'aria in arrivo sul corpo vettura. Soprattutto con queste vetture dotate di fondo piatto, l'ala anteriore torna ad assumere un ruolo centrale nella gestione dei flussi. 

L'obiettivo primario resta la gestione dell'aria sporca generata dagli pneumatici. All'anteriore questo ruolo è svolto, per l'appunto, dai profili dell'ala che, spostando o riducendo la massa d'aria nociva, è in grado di garantire al fondo un flusso più pulito, e per questo in grado di generare più deportanza. 

La rivisitazione delle strakes nella zona inferiore interna del footplate vuole generare un effetto inwash, cercando probabilmente di incrementare l'aspirazione dell'aria verso il fondo. Compare anche un diveplane, che assieme ai deviatori di flusso verticali collaborano alla gestione dell'aria sporca. 

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L'ala anteriore della SF-26 a Barcellona - foto di Mateusz Mròz

Modificata la corda dell'ultimo flap assieme all'attuatore dell'aerodinamica attiva, riducendone l'impatto aerodinamico. Altra zona critica per la gestione del tyre wake (in questo caso tyre squirt) è il bordo esterno del fondo. 

Sulla SF-26 è comparsa una soluzione piuttosto simile a quella che caratterizza le W17, con l'obiettivo di ripulire il flusso d'aria in arrivo al posteriore. Come la Mercedes il corner della SF-26 presenta deviatori orizzontali, che sfruttandone i vortici generati vogliono mitigare l'effetto nocivo delle ruote posteriori. Tutto il pacchetto lavora in sinergia con il nuovo sidepod, caratterizzato da una gonfiatura inferiore, lavorando per una migliore efficienza. 

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Il bordo esterno aggiornato del fondo Ferrari - foto di Mateusz Mròz

Da segnalare piccoli accorgimenti nell'incidenza dei profili nella zona del diffusore, interventi di micro-aerodinamica.

Il concetto del V6 italiano aiuta lo sviluppo aerodinamico grazie ad una finestra di funzionamento piuttosto alta a livello di temperature. Ciò permette l'utilizzo di masse radianti più piccole e allo stesso tempo di utilizzare configurazioni di raffreddamento a livello della carrozzeria meno spinte, proprio come nella giornata di ieri.

Con le difficoltà di Mercedes sul lato affidabilità e le carenze a livello di carico di McLaren, Ferrari si prende potenzialmente la scena su un'estate che sarà il punto di svolta del mondiale. In Austria, ADUO permettendo, dovrebbe debuttare la PU aggiornata sulle due SF-26, ponendo prepotentemente le vetture di Maranello tra le favorite per il prosieguo della stagione.

A Spielberg le Mercedes torneranno ad essere molto veloci con temperature inferiori, rallentate a Barcellona probabilmente da una mappatura più conservativa per via del caldo. La pista appoggerà la scelta di un turbo compressore più piccolo grazie alla sua natura stop&go nei due settori iniziali, anche se Ferrari dovrà dimostrare di aver risolto le difficoltà nella gestione dell'asse posteriore. 

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Crediti Foto: Ferrari, Mateusz Mròz

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