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La Toyota #8 in azione alla Variante Alta - Alessio Garofoli per Formulacritica

Toyota vince la 6 Ore di Imola 2026, portando a casa il secondo successo consecutivo dopo la 8 Ore del Bahrain dello scorso anno, e il primo per la nuova TR010 Hybrid. La vettura pare essere un bel passo in avanti rispetto alla veterana GR010, capace di convincere al debutto su una pista non troppo favorevole alle sue caratteristiche. 

Ferrari esce sconfitta più sul piano strategico che tecnico, con la consapevolezza di avere a disposizione un mezzo ancora estremamente valido per una lotta Mondiale che sarà più complessa della stagione passata. 

WEC, Analisi 6 Ore Imola: La 499P resta il riferimento tecnico a Imola

Abbiamo analizzato in molteplici occasioni l'inizio di stagione, ricco di aggiornamenti. Ferrari trova in Imola una pista anomala ma che si sposa bene con le caratteristiche della 499P. Il prototipo italiano trova forza nell'ottima meccanica, capace di assorbire egregiamente i cordoli alti della pista emiliana. 

A livello di messa a punto Imola rappresenta un'eccezione analizzando il calendario nella sua interezza, presentando delle curve simili in tutti i settori. Sin dal 2024, quindi, la pista si è rivelata essere feudo della squadra di Maranello, costantemente in grado di fare la differenza su un tracciato in cui la gestione termina degli pneumatici non rappresenta un fattore limitante. 

Dai dati delle analisi degli stint complessivi dei singoli piloti, Pier Guidi emerge come il più veloce del lotto. La vettura #51, come riportato nel grafico in basso, ha presentato il passo migliore nel totale delle 6 ore. Nonostante abbia trascorso pochissimo tempo della sua attività in pista in aria pulita - a differenza della Toyota #8 - la media parla di una 499P estremamente in forma in gara, tra le migliori vetture (se non la migliore). In Ferrari, tuttavia, sin dal venerdì - come scritto nella nostra analisi - vedevano in Toyota la principale avversaria. 

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Analisi degli stint totali di gara - 6 Ore di Imola 2026

Giuliano Salvi, nel corso del post-gara, ha dichiarato come la TR010 ad ora rappresenti il riferimento a livello di gestione di benzina e di degrado delle gomme. Ciò è enfatizzato dal triplo-stint svolto dalla #8, considerato dai dati di Ferrari non possibile da portare a termine. AF Corse sulla #83 ha provato a fare lo stesso, facendo completare a Kubica 105 giri sullo stesso treno di gomme, senza mai davvero entrare in gara. 

I piloti della 499P Giallo Modena hanno criticato la strategia scelta dalla squadra italiana, con un Kubica polemico sui social dopo la gara. Come sottolineato dal neo-promosso pilota ufficiale Ferrari, la 499P era probabilmente la vettura migliore in pista. Tuttavia, a livello di consistenza, le TR010 Hybrid sono state un passo avanti. 

Analizziamo ora tutti gli stint di gara, uno per uno, effettuando una comparazione tra la #51 e la #8. 

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Analisi degli stint di gara delle vetture #8 e #51 - 6 Ore di Imola 2026

Si notano prestazioni piuttosto ravvicinate tra le due vetture, pur sempre considerando la VSC del secondo e terzo stint, il traffico di Giovinazzi nel sesto stint causato dalla Toyota #7 di Kobayashi e i dati assenti sulle gomme utilizzate, il che vincola ad osservare con cura le immagini del feed internazionale. 

In linea di massima il box Ferrari ha optato per una visione di gara differente da quella Toyota, scegliendo di effettuare cambi gomme costanti le corso delle soste - andandone a cambiare solamente una, ad esempio - i giapponesi invece hanno sfruttato una strategia aggressiva in termini di refueling, privilegiando la track position piazzandosi davanti alla vettura #51. 

La VSC causata dalla Peugeot insabbiata al Tamburello ha azzerato il vantaggio della Ferrari, permettendo alla #8 di effettuare un full service. Quello di Maranello non si è trattato di un errore, come invece è stato fatto passare, bensì di una strategia di gara più conservativa, probabilmente scelta alla luce del potenziale della vettura. 

L'ultimo stint, svolto con gomme Soft usate (montate da entrambe le vetture nella sosta precedente), rappresenta una comparazione più veritiera, svolta in condizioni di asfalto fresco e di - verosimilmente - massima spinta. 

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Analisi dell'ultimo stint di gara della #51 e della 8 - 6 Ore Imola

Possiamo sicuramente affermare che le differenze sono state minime, leggermente a favore di Ferrari, costantemente oltre i 10 secondi di distacco da Buemi. Tuttavia, a sorprendere sono i due stint di Pier Guidi passati alle spalle di Hirakawa. L'italiano ha concluso con un passo complessivo di 1:33.143, mentre il giapponese si è fermato a +0.076 secondi da quest'ultimo, pur sempre con un grande vantaggio di aria pulita. Sulla distanza, però, Hirakawa è stato in grado di aprire il gap. Ciò è ben visibile anche nei primi tre stint - pur sempre considerando la VSC - dove la #8 era in triple-stint, a differenza della #51

WEC, Analisi 6 Ore Imola: il fattore umano pesa come un macigno

La griglia non è mai stata così compatta (pur sempre rimanendo all'oscuro del BoP). In questo WEC a fare la differenza è anche il fattore umano, inteso sia come la mera strategia di gara e la freddezza del muretto nelle decisioni, che nella progressione delle prestazioni arrivando al fine settimana. 

Floury ha elogiato il lavoro della squadra, sottolineando l'ottima crescita portata avanti dal Prologo fino al sabato, quando Hirakawa ha posizionato la #8 in seconda posizione - fondamentale per la gara. Ad impressionare è stata anche la capacità dei tecnici di arrivare con una conoscenza tale sulle nuove Michelin da potersi permettere l'azzardo sul triplo-stint. Ferrari ha forse faticato maggiormente sotto questo aspetto, ad esempio in Hyperpole quando Kubica è rimasto in pista con le gomme anteriore totalmente fuori finestra

Il progetto rivisto Toyota ha fatto ciò che i tecnici nipponici sognavano: aumentare il potenziale della GR010 senza perderne i punti di forza (come la capacità di sopperire al BoP con la cosiddetta coperta lunga). Andare forte a Imola molto spesso è sinonimo di una vettura che si adatta a particolari condizioni - a maggior ragione se i piloti spostano l'attenzione su piste dove l'efficienza aerodinamica sarà un fattore più determinante, come Spa (e Le Mans!), area in cui la TR010 Hybrid è migliorata molto rispetto alla precedente versione. 

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La Toyota #8 in azione nel corso delle FP3 - Alessio Garofoli per Formulacritica

Ferrari ha perso molto tempo con la #50, dopo che la vettura è stata relegata in fondo alla classifica per un'infrazione in regime di bandiera gialla subito dopo il ricompattamento della Safety Car, mentre la strategia della #83 è stata a dir poco frustrante. La mancanza di una vettura ‘alleata’ alla #51 ha ridotto ancor di più la flessibilità strategica del muretto italiano, fondamentale in una gara giocata sui dettagli. 

Partire nella seconda metà dello schieramento impone alla vettura una strategia non ottimale, che può essere di gestione - come nel caso della #83 ad inizio gara - o di attacco, nel tentativo di recuperare quante più posizioni. La medesima vettura ha optato, come riportato, per un triplo-stint in attesa della pioggia, che però ha solamente circondato l'autodromo, giungendo subito dopo le premiazioni. 

Con le due Toyota che hanno saputo svolgere una gara eccelsa dal punto di vistra strategico, la stagione attuale sarà giocata sui dettagli, ancor di più una volta che si tornerà su piste più “standard”, come proprio da Spa-Francorchamps. 

WEC, Analisi 6 Ore Imola: il BoP nasconde metà della visione del fine settimana 

Infine, è necessario affrontare un tema del fine settimana. Il BoP oscurato ha reso davvero complesso leggere le prestazioni con chiarezza. Se, da un lato, ciò che è stato spiegato dai diretti interessati ha un senso logico, dall'altro perdere i valori prima del weekend è una vera e propria ingiustizia. 

Pier Guidi ha spiegato in maniera esplicita la situazione: “Dopo la sosta vantaggiosa in VSC, è stato impossibile sorpassarli con la nostra accelerazione, anche se avevamo a disposizione più passo”. Anche Fuoco è stato di un pensiero simile: “E' frustrante perchè nonostante avessimo a disposizione una buona vettura con un buon bilanciamento vederli sparire in uscita dalle curve non è bello da pilota. Quando uscivi dalla Rivazza 2 loro guadagnavano 20 metri, era impossibile, anche con la scia”. 

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La Ferrari #51 in approccio alla Variante Alta - Alessio Garofoli per Formulacritica

Lo stesso Coletta, nel corso del fine settimana, aveva sottolineato come non essere a conoscenza del BoP fosse come perdere parte della narrazione del weekend, il che rende abbastanza chiara la situazione. Lo stesso è stato osservato quando la #50 si trovava alle spalle della Genesis, sorpassandola dopo diverse tornate nonostante una differenza di passo notevole. 

Possiamo parlare di un insieme di condizioni non ottimali per le Ferrari ufficiali, principalmente per la #51, che tra “Monaco” (come definita da Pier Guidi) e sfortuna non è riuscita a massimizzare il pacchetto. Da tenere a mente anche il Virtual Energy Tank; avere a disposizione un serbatoio con maggiore capienza a livello energetico garantirebbe un vantaggio notevole, potendo godere di una maggiore flessibilità a livello strategico. 

È importante tenere a mente la validità del progetto Ferrari, assieme a Toyota il riferimento nel panorama Endurance. Tuttavia, la prestazione delle TR010 Hybrid, su una pista considerata dai diretti interessati scomoda alla vettura (pur sempre non pessima) e con meno dati rispetti ai principali avversari, fa venire l'acquolina in bocca agli avversari per una stagione che sarà estremamente tirata e affascinante, sia sul lato tecnico che sportivo.

Concludendo, Ferrari poteva vincere a Imola? Potenzialmente si, ma come detto da Pier Guidi, in un campionato di un livello così alto le gare vanno così, a volte si perde senza colpe particolari. Il secondo posto resta un ottimo inizio di stagione. 


Crediti Foto: Alessio Garofoli per Formulacritica 

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