FIA e F1
Le bandiere della FIA e della F1 sventolano nel paddock

Il concetto più in voga in questo Campionato del Mondo 2026 è quello dell'ADUO, il sistema che consente il recupero prestazionale per i motoristi attardati. Inutile spiegare per l'ennesima volta come funzioni il meccanismo, perché ormai è una materia piuttosto nota.

Le prime risultanze hanno evidenziato come Red Bull Powertrains disponga del motore endotermico più efficiente, ed è proprio su quel riferimento che si parametrano tutti gli altri costruttori. Ferrari e Audi hanno già presentato le prime evoluzioni del proprio propulsore. Honda attenderà ancora qualche tempo, perché ha molte più possibilità di intervento a disposizione e non vuole commettere altri errori. 

Mercedes, invece, pur essendo rientrata tra i costruttori che possono recuperare parte del divario, pari al 2%, si è presa il tempo necessario per valutare con attenzione quale tipologia di intervento adottare.

F1 Red Bull Max Verstappen Ford
Verstappen alla guida della RB22

ADUO: il nodo della trasparenza

Ciò che continua a mancare, ed è per questo che si parla di un vero e proprio guazzabuglio, è la trasparenza. La Federazione Internazionale dell'Automobile ha infatti comunicato soltanto ai team, ma non ai media, quali siano i reali parametri emersi dalle analisi.

Proprio per questo motivo Red Bull non ha mai accettato di buon grado questa scelta, ritenendo di poter rientrare anch'essa nel meccanismo dell'ADUO e avere così la possibilità di migliorare il proprio sei cilindri costruito a Milton Keynes in collaborazione con Ford.

Secondo quanto riportato dal De Telegaaf, nel weekend di Silverstone è previsto un incontro tra Nicolas Tombazis, responsabile delle monoposto della FIA, e Oliver Mintzlaff e Mark Mateschitz, i plenipotenziari del team Red Bull, per chiarire la posizione della Federazione e convincerli che non sia stato fatto nulla di irregolare.

Nikolas Tombazis, direttore delle monoposto FIA

Silverstone banco di prova per la FIA

Sempre secondo il The Telegraph, è previsto anche un confronto con il team principal Laurent Mekies, così da illustrare nel dettaglio la situazione. Si tratta, chiaramente, di atti dovuti. È comprensibile che Red Bull voglia vedere chiaro su una questione così delicata. Tuttavia, tutto questo sta avvenendo a bassa frequenza comunicativa, senza che il pubblico e gli stessi addetti ai lavori possano comprendere realmente che cosa stia accadendo.

E questo non rappresenta un bene per la Formula 1. Non è positivo che interlocuzioni di questo tipo si svolgano lontano dalla stampa, che non è accreditata per fare gossip, ma per comprendere i fenomeni, spiegarli e divulgarli a un pubblico che merita rispetto.

Si può anche sostenere che Red Bull stia vivendo una fase di minore forza politica, non avendo più figure come Dietrich Mateschitz, Christian Horner o Helmut Marko. Ma non si può attribuire a questa presunta debolezza il motivo per cui venga meno la trasparenza. Sarebbe bastato gestire l'intera vicenda in maniera diversa per rendere il processo più credibile agli occhi di tutti.


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