Poco prima del Gran Premio degli USA, ad Austin, in Texas, la Formula 1 ha siglato un contratto di diritti media esclusivi di 5 anni con Apple, a partire da quest’anno negli States, continuando così la proficua partnership, iniziata con la produzione del film, campione d’incassi “F1”, reso disponibile sulla piattaforma streaming, Apple TV, lo scorso 12 dicembre. La massima categoria del motorsport considera l’accordo con il colosso dell’elettronica un’evoluzione naturale che la renderà una priorità molto più alta rispetto a quanto accaduto con ESPN. Questo elemento è il principale fattore che giustifica il passaggio completo allo streaming a partire dal 2026 negli USA. La serie sceglie di abbandonare del tutto la televisione lineare americana, una decisione ritenuta da alcuni una vera scommessa, ancora più radicale rispetto a quanto fatto dalla lega di calcio nordamericano, la Major League Soccer, che ha comunque preservato una presenza parziale sulla TV tradizionale.

Le APXGP, le vetture protagoniste del film di Apple durante le riprese a Silverstone.

Il fascino del DNA di Apple secondo Ian Holmes

Ian Holmes, chief media rights and broadcast officer della F1, ha descritto la decisione come lineare e logica durante un’intervista rilasciata a Sports Business Journal in occasione del Gran Premio di Las Vegas dello scorso novembre. Holmes ha spiegato che la Formula 1 ha preso in considerazione l’ipotesi di dividere le gare tra diversi broadcaster per generare più pacchetti di diritti, ad esempio assegnando la prima metà della stagione a un partner e la seconda metà a un altro. Tuttavia ha concluso che questa soluzione avrebbe avuto meno senso per la Formula 1 rispetto ad altri sport, proprio perché il calendario prevede solo 24 gare in totale. Passando a illustrare cosa ha reso Apple il partner ideale, Ian Holmes ha dichiarato: “Penso che ciò che ci interessa sia il DNA dell’azienda, per cosa sono noti? L’iPhone, ma è molto di più tecnologia, esperienza, stile, uno stile supportato dalla sostanza e credo che molte di queste cose si possano applicare alla F1. È davvero un’ottima corrispondenza di brand. Altre cose erano il loro entusiasmo. Non va sottovalutato”. Uno degli aspetti che più entusiasma i dirigenti della Formula 1 è la centralizzazione di tutto il contenuto del weekend di gara. Con Apple, prove libere, qualifiche, sprint race e Gran Premi saranno disponibili in un unico luogo, eliminando la frammentazione che caratterizzava l’era ESPN, dove le varie sessioni venivano spesso trasmesse su canali diversi come ESPN, ABC, ESPNEWS, ESPN College ed ESPN3.
Ian Holmes, chief media rights and broadcast officer della massima categoria del motorsport.

Commento diplomatico ma chiaro sui limiti dell’esperienza di F1 con ESPN

Ian Holmes ha tenuto a precisare il suo approccio verso il broadcaster uscente, affermando: “Non parlerò certamente in modo negativo di ESPN”. Subito dopo, però, ha aggiunto con franchezza: “Non farò finta che la pratica del venerdì pomeriggio sia televisione di prima serata, ma se è su ESPNEWS e poi la sessione successiva è su ESPN College e poi ESPN3, non aiuta ad essere più appariscenti. Invece avere tutto raccolto efficacemente su una singola pagina aumenta decisamente la conoscenza di esattamente quale contenuto sia disponibile”. La Formula 1 vede in Apple non solo uno strumento per un incremento economico (con un valore medio annuo stimato intorno ai 140 milioni di dollari contro i circa 90 milioni di ESPN), ma soprattutto un partner tecnologico e di brand che considera la serie una priorità strategica, capace di offrire un’esperienza utente superiore grazie alla concentrazione di tutto il materiale in un unico hub accessibile tramite Apple TV.
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