Ferrari e Mercedes al centro di una guerra di posizione
Dai controlli sui rapporti di compressione all’incognita ADUO: Ferrari cerca soluzioni impattanti, Mercedes prova a gestire il margine competitivo acquisito

La Formula 1 sta attraversando una fase complessa, nella quale il confronto tecnico si intreccia sempre più con dinamiche politiche e regolamentari. Al centro del dibattito resta la Mercedes, punto di riferimento per quanto riguarda la power unit, grazie a un vantaggio concreto e, forse, difficilmente attaccabile nel breve periodo.
Mercedes: le nuove verifiche impatteranno sulla power unit?
Il tema dominante riguarda le modifiche alle modalità di verifica dei rapporti di compressione, previste a partire dal primo giugno. Un passaggio regolamentare che ha alimentato interpretazioni contrastanti: da un lato chi ipotizza possibili ripercussioni sulle prestazioni della scuderia anglo-tedesca (e dei suoi motorizzati), dall’altro una visione più diffusa secondo cui l’impatto sarà sostanzialmente marginale. Nel paddock, come abbiamo spiegato, non emerge l’aspettativa di un ridimensionamento tecnico di Mercedes o dei team clienti.

Su questa linea si colloca anche Frederic Vasseur, che ha ridimensionato il potenziale effetto della nuova direttiva, chiarendo come non rappresenti una svolta che possa stravolgere i valori emersi fin qui. Un’indicazione che riflette la consapevolezza, in casa Ferrari, della necessità di intervenire su più fronti per colmare il divario.
L’attenzione si sposta così su un altro elemento chiave del quadro regolamentare: l’ADUO. Proprio su questo punto si concentra l’analisi del team principal francese, che individua nell’introduzione di questo meccanismo un’opportunità concreta per ridurre il gap. Tuttavia, Vasseur sottolinea come il recupero di competitività non possa essere ricondotto esclusivamente alla prestazione del motore endotermico.

Ferrari punta sull'ADUO per diminuire il gap. Mercede si nasconde?
“A un certo punto avremo l’ADO e la sua introduzione rappresenta per noi un’opportunità per colmare il divario. Ma non si tratta soltanto della prestazione del motore a combustione interna: c’è molto anche nella gestione dell’energia e nel telaio. Sarebbe un errore concentrarsi su un solo parametro”, ha spiegato il dirigente di Draveil.
Una posizione che evidenzia un approccio sistemico, pragmatico, in cui gli elementi costitutivi della SF-26, power unit, gestione ibrida e piattaforma telaistica, devono evolversi in maniera coordinata. Ed è proprio in questo panorama che si incunea una delle ipotesi più discusse nelle ultime settimane.
Secondo una lettura sempre più diffusa tra osservatori e addetti ai lavori, Mercedes potrebbe gestire strategicamente il proprio vantaggio, evitando di esprimere il massimo potenziale. L’obiettivo sarebbe quello di mantenere Ferrari al di sotto della soglia del 2%, limite oltre il quale potrebbe attivarsi il meccanismo dell’ADUO.

Le stime attuali parlano di un deficit per la Ferrari nell’ordine dei 15 cavalli, un gap su cui a Maranello si lavora da tempo anche attraverso lo sviluppo di una nuova evoluzione del motore endotermico che però potrebbe arrivare a stagione inoltrata o addirittura nel 2027. Tuttavia, qualora Mercedes decidesse di non mostrare completamente le proprie prestazioni, diventerebbe estremamente complesso quantificare con precisione il distacco reale. Una condizione che, di fatto, renderebbe inapplicabile il dispositivo regolamentare.
Brixworth, dunque, sembrerebbe quindi giocare una partita estremamente raffinata, dosando la propria superiorità per mantenere gli avversari entro una distanza di sicurezza. Una gestione che pertanto avrebbe implicazioni non solo tecniche ma soprattutto politiche.
La sensazione, per concludere, è che la Formula 1 stia vivendo una fase di equilibrio instabile, in cui ogni scelta può influenzare non solo le prestazioni in pista ma anche gli sviluppi regolamentari futuri. La sfida tra Ferrari e Mercedes si gioca così su un doppio livello, tecnico e strategico, con la Federazione Internazionale dell’Automobile chiamata, nei prossimi mesi, a un ruolo decisivo nella definizione dei confini di questa contesa.