F1 Giorno Liberazione Stefano Domenicali
La Ferrari di Charles Leclerc, seguita dalla Mercedes di George Russell

Mancano 13 Gran Premi alla conclusione del campionato del mondo di Formula 1 2026. Siamo entrati, quindi, nella fase più calda della stagione. Le tappe potrebbero persino diventare 14 o 15 qualora venissero recuperate le due gare annullate a causa delle tensioni internazionali nel Golfo Persico. Una prospettiva molto difficile, ma non del tutto impossibile.

È questo il momento in cui si decidono realmente le sorti del Mondiale. È la fase più calda, non soltanto dal punto di vista climatico, ma soprattutto sotto il profilo tecnico e sportivo. I team iniziano infatti a spingere con decisione sugli aggiornamenti e sulla ricerca della prestazione assoluta. Ed è proprio in questa fase che cominciano ad emergere problematiche che, nella parte iniziale della stagione, erano rimaste nascoste.

Ferrari Kimi Cavallino
Antonelli costretto al ritiro a pochi km dal traguardo

È il caso della Mercedes, che aveva inaugurato il campionato con un vantaggio piuttosto consistente. Un margine che aveva consentito agli uomini di Brackley e di Brixworth di non esasperare fin da subito la ricerca della performance, conservando una sorta di cuscinetto, un paracadute, utile a limitare i rischi sul fronte dell'affidabilità.

Con il passare delle gare, però, gli avversari sono cresciuti. E, nello specifico, è stata la Ferrari a ridurre progressivamente il divario. Proprio mentre la SF-26 aumentava la propria competitività, sulla Mercedes hanno iniziato ad affiorare difficoltà anche piuttosto importanti.

L'affidabilità diventa il vero punto debole della Mercedes

In un altro focus, che potete recuperare qui, abbiamo già analizzato nel dettaglio i problemi della Mercedes e le numerose criticità emerse sul piano dell'affidabilità. Alcune sono state almeno in parte mitigate attraverso modifiche al software che gestisce il pacco batterie; altre, invece, rischiano ancora oggi di accompagnare la squadra nella seconda parte della stagione, compromettendone le ambizioni.

La classifica continua a vedere la Stella a Tre Punte al comando, con Andrea Kimi Antonelli e George Russell nelle prime due posizioni del campionato piloti. Tuttavia, la Rossa sta recuperando terreno in entrambe le classifiche e, nelle ultime tre gare, ha conquistato due vittorie contro l'unico successo della franchigia anglo-tedesca, che continua a fare i conti con continui problemi di affidabilità.

Proprio su questa situazione è intervenuto Toto Wolff. Al termine dell'ultimo Gran Premio gli è stato chiesto se la Ferrari rappresentasse ormai una minaccia concreta.

F1 GP Barcellona Toto Wolff
Toto Wolff

La risposta del team principal è stata piuttosto netta: "No, dobbiamo guardare avanti. Abbiamo perso 75 punti a causa dell'affidabilità. La Ferrari ha fatto un salto in avanti. Pensavano di essere meno competitivi a Silverstone, ma nel primo stint di gara il passo era molto simile al nostro".

Parole che fotografano abbastanza fedelmente lo stato attuale delle cose. La Ferrari si è avvicinata sensibilmente, ma sul piano della prestazione pura la Mercedes W17 sembra ancora possedere qualcosa in più. Il problema è che quella superiorità emerge soltanto quando la vettura riesce a completare il weekend senza inconvenienti.

Un altro elemento determinante è rappresentato proprio da Andrea Kimi Antonelli, che continua a essere il pilota capace di estrarre il massimo potenziale dalla monoposto concepita da James Allison e dal suo staff. George Russell, invece, sta vivendo una fase più complicata: le sue prestazioni appaiono meno incisive e, in questo momento, sembrano inferiori rispetto a quelle espresse dalla Ferrari.

In sostanza, la Mercedes sembra avere una sola vera freccia al proprio arco, almeno fino a quando Russell non ritroverà il livello mostrato nella prima parte della stagione. E troppo spesso anche questa freccia è stata spuntata dai problemi di affidabilità.

Kimi Antonelli Gp Gran Bretagna
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes - Gp Gran Bretagna

Spa-Francorchamps può cambiare l'inerzia del campionato

Ufficialmente Mercedes continua a sostenere di non essere preoccupata. Eppure il timore esiste, anche se difficilmente verrà ammesso pubblicamente.

Il Gran Premio di Spa-Francorchamps, in programma la prossima settimana, rappresenta un autentico crocevia della stagione. Sulla carta il circuito belga dovrebbe favorire la W17. Tuttavia, osservando quanto la SF-26 abbia saputo esprimere prima a Barcellona e poi a Silverstone, iniziano a sorgere dubbi concreti sulla reale superiorità della monoposto tedesca.

C'è poi un altro fattore da considerare. Spa è uno dei tracciati più severi per la power unit. Dall'uscita della Source fino a Les Combes si percorre un tratto in pieno gas superiore al chilometro e mezzo, una condizione che potrebbe mettere ulteriormente sotto pressione un propulsore che, nelle ultime settimane, ha già evidenziato qualche preoccupante balbettamento.

Insomma, Mercedes continua a dichiarare di non avere paura. Ma è difficile immaginare che tra Brackley e, soprattutto, Brixworth non stia crescendo una certa tensione.

Ed è proprio su quella tensione che la Ferrari vuole fare leva. L'obiettivo è provare a ribaltare i pronostici e scrivere una pagina di storia, perché fino a poche settimane fa nessuno avrebbe indicato la Rossa come la principale candidata alla conquista di questo Mondiale.


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