F1 2024: la palestra di vita di Lando Norris
Il 2024 ha portato quattro vittorie (Miami, Olanda, Singapore e Abu Dhabi), un secondo posto nel campionato piloti e un titolo costruttori ottenuto insieme a Oscar Piastri per la McLaren. Ma il campionato scorso, parlando di Lando Norris, ha rappresentato soprattutto un insegnamento, una palestra di vita sportiva, avendo prodotto quel codice comportamentale da seguire per (provare a) battere Max Verstappen.
Sì, perché il mondiale più lungo di sempre ha offerto una verità difficilmente confutabile: per avere la meglio sull’olandese bisogna togliere i guanti bianchi e prendere il martello da carpentiere. Verstappen è un osso duro, uno che prima di batterti in pista ti annulla mentalmente, lavorando ai fianchi, tartassando in ogni contesto, che sia una gara virtuale, una cena tra piloti o una conferenza stampa.
Norris se n'è accorto in Austria, dove ha capito cosa significa duellare prima in pista e poi nel ring mediatico. Nel recinto d'asfalto, Verstappen, con una mossa poco ortodossa ma alla lunga efficace, ha messo fuori gioco l’avversario, che non ha condotto bene la battaglia psicologica che ne è scaturita. Lando ha prima provato ad essere duro per poi ammorbidirsi nuovamente e fare emergere quel lato caratteriale che forse poco si sposa con la lotta al vertice della Formula 1.


Lando Norris e la necessità di migliorare in partenza
Uno degli ambiti in cui il britannico ha perso punti preziosi è nelle partenze delle gare. Le pole position ottenute sono troppo spesso state vanificate nei primi metri dei Gran Premi e questo è un punto nodale in un'ottica di progressione. "Ho sicuramente fatto un buon passo avanti a un buon livello in questa stagione. Ovviamente ho sbagliato alcune cose e ci sono state forse tre partenze quest'anno che mi hanno fatto perdere una o due posizioni".La difficoltà di battersi con Verstappen
"Affrontare Max in qualsiasi stato sarà sempre complicato e nessuno si diverte a gareggiare contro di lui", ha ammesso Norris. "Penso che il Messico sia stato un po' un punto di svolta quando è stato dimostrato che non tutto ciò che fa è perfetto. Penso che se tutti noi torniamo ad Austin e torniamo alla curva 12, la maggior parte – o quasi tutti sulla griglia – non sono d'accordo con il fatto che ho ricevuto la penalità. O entrambi non avremmo dovuto averne una o entrambi avremmo dovuto averne". "Penso che ci siano piccoli casi lungo la strada ma, di certo, dal punto di vista del passo, non ho dubitato di me stesso quest'anno. E penso di essermi decisamente dato più fiducia. Quando guardo alle qualifiche, ricordo che 12 mesi fa, ad Abu Dhabi, ho sbagliato il mio giro. Ero piuttosto infastidito con me stesso dopo le qualifiche, ed era quello di cui tutti parlavano allora. Ma quest'anno non è successo. Ho chiuso bene i miei giri di qualifica. Sono migliorato in tutte queste aree. Ed era più che altro una lotta in punta di piedi, con uno dei migliori al mondo. Le persone all'esterno non hanno idea di cosa serva e di quei momenti in cui accetti di perdere una battaglia, e questo è il caso". "E questo a causa di dove eravamo nelle prime sei, sette gare dell'anno. Abbiamo perso troppi punti e mi sono trovato in quella posizione in cui non potevo guadagnare quanto dovevo e volevo. Ma non sto usando nessuna di queste come scuse. Sto dicendo che non ho avuto quello che serviva in questa stagione per combattere contro Max. Ma certamente mi ha dato la sensazione di dire 'ok, se miglioro un po' qui e un po' lì ho fiducia di poter sviluppare quello che serve", ha concluso il driver inglese.
Crediti foto: Oracle Red Bull Racing, McLaren F1