Lewis Hamilton al bloccaggio con la sua SF26
Lewis Hamilton al bloccaggio con la sua SF26

La prima giornata di test è stata arricchita da moltissimi bloccaggi. Le nuove vetture, più piccole e leggere di quelle precedenti, con pneumatici più stretti e con PU completamente nuove hanno messo in difficoltà i piloti. 

Le tante problematiche dimostrate in frenata quest’oggi confermano come il giro di preparazione al push lap, ovvero l’out lap, sia diventato più importante che mai. Nonostante fosse un elemento già rilevante nelle passate stagioni, le auto 2026 richiedono una concentrazione ancora maggiore da parte dei piloti in cerca non solo del giro lanciato ma anche del giro di lancio perfetto.

Aston Martin Bahrain
La Aston Martin AMR26 dipinta di flow-vis in Bahrain

La tecnicità del Bahrain evidenzia le nuove difficoltà in frenata

Lewis Hamilton, George Russell, Kimi Antonelli, Gabriel Bortoleto, Pierre Gasly e Valtteri Bottas, questi alcuni dei nomi che quest’oggi hanno avuto uno o più bloccaggi durante la sessione mattutina e pomeridiana. Il circuito di Sakhir è rinomato per essere molto tecnico e complicato sulla frenata e la poca esperienza con le nuove vetture si è fatta sentire ripetutamente. 

La parte di pista più soggetta ai numerosi bloccaggi è stata curva 9, una piega in leggera discesa che richiede ai piloti di frenare con lo sterzo girato. Anche in passato si sono visti tanti lunghi nella suddetta curva del Bahrain, ma le nuove vetture hanno portato il tutto a un livello superiore.

Cadillac F1
Sergio Pérez alla guida della Cadillac proprio in curva 9 

L’outlap diventa più complicato del giro lanciato

Sebbene possa sembrare logico pensare il contrario, quest’anno più delle edizioni scorse il giro di preparazione diventa molto cervellotico. La concentrazione massima richiesta per un buon giro lanciato è ora fondamentale anche prima del giro di qualifica stesso. Fino allo scorso anno ogni pilota doveva pensare unicamente alla gestione delle gomme e dei freni nell’outlap; riscaldare e preparare entrambi gli elementi a sufficienza per avere la performance massima nel giro veloce.

Con la maggiore importanza acquisita da parte del comparto elettrico nelle vetture 2026, ogni pilota si vede costretto a gestire, oltre a pneumatici e freni, anche la ricarica della batteria. Infatti, per un buon giro di qualifica è ora fondamentale avere massimo aiuto da parte dell'area elettrica della PU

La parte elettrica di ogni Power Unit è ben il 50% di tutto il complesso. Il pacco batteria è ricaricabile attraverso la frenata, parzializzando l’acceleratore in curva, facendo lift and coast oppure, spiegando in termini semplici una novità per quest’anno, modulando l'acceleratore in pieno rettilineo e utilizzando la rotazione “extra” del motore, da questa derivata, per la ricarica elettrica. Questa ultima azione si è vista particolarmente durante i test shakedown a Barcellona.

Sarà quindi complicato per i piloti, soprattutto a inizio stagione, riuscire a compiere il giro di lancio perfetto che gli permetta di accelerare e frenare intensamente oltre a utilizzare la batteria al meglio.

La power unit Honda per la stagione 2026

Niente più staccate controllate?

Fino alla prima gara della stagione a Melbourne, la risposta a questa domanda non è facile da dare. Sicuramente, la maggior parte dei sorpassi si vedranno sul rettilineo grazie alla spinta maggiore a disposizione dell’auto che precede a meno di un secondo con l’overtake mode, ovvero la “modalità sorpasso”. Tuttavia, i piloti e le squadre si trovano ancora in fasi primordiali che si svilupperanno sicuramente con il corso del tempo. Non è da escludere la possibilità di vedere i driver abituarsi più in fretta di altri con la nuova frenata facendo da subito staccate profonde. 

Queste novità, nonostante possano spaventare a prima vista, necessitano solamente di abitudine prima di essere comprese al meglio, sia da parte dei piloti e dei team che da parte degli spettatori. Lo spettacolo non mancherà ma la Formula deve abituarsi a nuove dinamiche.


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