Ferrari SF-26, Gp Belgio 2026
Lewis Hamilton a bordo della Ferrari SF-26, Gp Belgio 2026

C'è ormai una sola gara che separa la Formula 1 dalla pausa estiva: il GP d'Ungheria, in programma nel prossimo fine settimana. Poi il Mondiale si fermerà per consentire a team e piloti di ricaricare le batterie, con le fabbriche che resteranno chiuse come previsto dai regolamenti federali. La ripresa dell'attività è fissata a Zandvoort, nel weekend compreso tra il 21 e il 23 agosto.

L'appuntamento dell'Hungaroring rappresenta un cambio di scenario tecnico piuttosto netto rispetto alle ultime due gare disputate. Silverstone e Spa-Francorchamps hanno infatti messo in evidenza monoposto capaci di esprimersi al meglio nei curvoni ad alta percorrenza e su circuiti dove la potenza della power unit riveste un ruolo determinante. In Ungheria, invece, il quadro cambia radicalmente.

Solo il primo settore attribuisce un peso significativo al motore. Per il resto, l'Hungaroring è un tracciato lento, molto più vicino, per caratteristiche, a piste come Montecarlo, pur con tutte le peculiarità che rendono il Principato un caso a sé.

Ferrari SF-26 Gp Monaco
Charles Leclerc tra i guard rail del Principato di Monaco 2026

Ferrari: il precedente di Monaco invita alla cautela

Ed è proprio Montecarlo il riferimento che continua ad aleggiare in casa Ferrari. Alla vigilia del Gran Premio di Monaco, infatti, a Maranello c'era grande fiducia. Anche gran parte degli addetti ai lavori e della stampa specializzata riteneva che l'eccellente telaio della SF-26 potesse fare la differenza su un circuito nel quale la potenza del motore incide relativamente.

La realtà, però, è stata diversa dalle aspettative. Charles Leclerc ha incontrato numerose difficoltà e tutti ricordano quanto accaduto tra qualifiche e gara. Lewis Hamilton, invece, riuscì a disputare un fine settimana decisamente più solido, ma non bastò per impensierire un eccezionale Andrea Kimi Antonelli, capace di conquistare la vittoria nel Principato pur senza partire con i favori del pronostico.

Da allora, però, sono cambiate molte cose. La Ferrari ha introdotto diversi aggiornamenti che hanno dato i risultati sperati, consentendo alla SF-26 di ridurre sensibilmente il divario dalla Mercedes, anche se non abbastanza da poterla considerare stabilmente davanti alla monoposto di Brackley.

Per questo motivo, oggi, si guarda all'Ungheria con un ottimismo maggiore. Su una pista dove la meccanica, il telaio e il carico aerodinamico contano più della potenza del propulsore, la Ferrari potrebbe realmente esprimere tutto il proprio potenziale.

Ferrari Lewis Hamilton
Lewis Hamilton a Spa

Hamilton ci crede, Leclerc mantiene il profilo basso

A confermare questa sensazione sono arrivate anche le parole di Lewis Hamilton al termine del Gran Premio del Belgio. Il sette volte campione del mondo ha mostrato fiducia in vista dell'Hungaroring, un circuito che storicamente rappresenta uno dei suoi preferiti e sul quale ha costruito alcuni dei successi più importanti della sua carriera.

Più prudente, invece, Charles Leclerc. Il monegasco ha riconosciuto che la Ferrari si aspetta un weekend competitivo, ma ha anche richiamato esplicitamente il precedente di Montecarlo. Una lezione che ha lasciato il segno sia a lui sia all'intero team, perché allora le aspettative erano elevate, mentre il responso della pista fu decisamente meno incoraggiante.

Ecco perché la Rossa si presenta al Gran Premio d'Ungheria con una doppia consapevolezza. Da un lato sa di poter contare su un pacchetto composto da telaio, aerodinamica e power unit che, almeno sulla carta, può esaltarsi su un tracciato ad altissimo carico come quello magiaro. Dall'altro, però, è ben consapevole che gli avversari non resteranno a guardare.

La Mercedes ha già dimostrato proprio a Monaco di poter essere estremamente competitiva su piste di questo tipo. La Red Bull sembra attraversare una fase di crescita, mentre la McLaren dovrebbe portare in Ungheria un pacchetto di aggiornamenti profondo.

Ferrari favorita? Forse sì, ma senza certezze. A Maranello c'è la convinzione di avere tra le mani una monoposto in grado di lottare per la vittoria, ma anche la consapevolezza che sarebbe un errore ripetere quanto accaduto prima di Monaco, quando la SF-26 veniva indicata da tutti come la vettura da battere. Questa volta la fiducia c'è, ma è accompagnata da una dose di prudenza decisamente maggiore.


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