GP Belgio: Il giallo "belga" inganna Charles Leclerc
Leclerc sul circuito di SPa

Sarebbe stata una quinta posizione per Charles Leclerc, ma grazie alla penalità di 10 posizioni inflitta a Lando Norris, il monegasco riesce ad agguantare la seconda fila e conclude le qualifiche del GP del Belgio al quarto posto, subito alle spalle della Mercedes di George Russell. 

La sessione si è chiusa con un inconveniente legato ancora una volta alla bandiera gialla nei pressi dell'ingresso della pit-lane, che ha costretto il pilota della Ferrari ad alzare il piede dall'acceleratore, facendogli perdere quei pochi centesimi decisivi nei confronti del rivale inglese.

Nel post-sessione, Leclerc ha ammesso di essere stato consapevole che in quella zona potesse essere esposta una bandiera gialla, dato che la situazione era già emersa durante il briefing dei piloti. Tuttavia, in un momento di massima concentrazione sul giro secco, la bandiera lo ha inevitabilmente distratto e, per rispettare il regolamento e non correre rischi, ha alzato il piede chiudendo così in P4.

Leclerc ha costruito la qualifica lavorando duramente nei turni precedenti. Nelle tre sessioni di prove libere era apparso un pelino sottotono rispetto al compagno di squadra, ma il muretto è intervenuto apportando profonde modifiche e correzioni al setup della SF-26. Questi cambi di assetto gli hanno permesso di sbloccare la prestazione e di ritrovare il giusto feeling con la vettura. D'altronde, era stato lo stesso Charles a dichiarare che non si sarebbe concentrato su obiettivi a lungo termine, bensì sulla ricerca della fiducia alla guida, ben conscio che solo con il feeling arrivano le prestazioni.

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Ferrari sul circuito di Spa

GP Belgio, Leclerc: “La prima file sarebbe stata ottima

Ai microfoni di Sky Sport, il Leclerc ha analizzato prima la dinamica della qualifica e il contrattempo della bandiera gialla, per poi tracciare un bilancio completo sul lavoro svolto finora. Partendo dal primo punto, Charles mette anche che la prima fila era possibile: “Non eravamo affatto lontani da quel tempo, sicuramente eravamo molto vicini come prestazione. Sapevo di avere qualcosa in più da giocarmi proprio nell'ultima curva, ma purtroppo è andata così”. 

E successivamente, ci si sposta sull'episodio della bandiera gialla, che ha tratto in inganno il #16: “Per come si è concluso l'ultimo tentativo sono un po' arrabbiato. Al briefing piloti era stato effettivamente discusso che in quel punto ci sarebbe potuta essere una bandiera gialla per proteggere la corsia di ingresso ai box, ma non sapevamo esattamente dove sarebbe stata posizionata la segnalazione luminosa”.

A me è sembrata proprio in mezzo alla traiettoria visiva: sono uscito dalla curva 18 e l'unica cosa che ho notato chiaramente è stata la bandiera gialla. Per non correre rischi ho dovuto alzare il piede dall'acceleratore e ho perso il decimo che mi mancava. Dai dati ero qualche centesimo davanti al mio riferimento precedente, ed è un vero peccato”. 

E rimarca: "Una prima fila sarebbe stata un'ottima base di partenza su questo circuito. Sappiamo che qui a Spa la Mercedes ha una macchina decisamente migliore rispetto alla nostra, però domani scatterò quarto grazie alla penalità di Norris. Con questo lungo rettilineo del Kemmel, non è poi così male partire leggermente più indietro per sfruttare le scie".

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GP Belgio, Leclerc: “Nella guida si può sempre fare meglio

L'ultimo punto affrontato da Charles Leclerc, è il racconto del weekend vissuto finora. Come accennato in precedenza, è una sessione di qualifica costruita passo dopo passo a partire dalle sessioni di libere.

Abbiamo avuto diversi problemi dal mio lato del box nella giornata di ieri. Nelle FP3 di stamattina la situazione era peggiorata tantissimo, ma fortunatamente siamo riusciti a individuare il problema e abbiamo cambiato qualcosa d'assetto appena prima della qualifica. Questa volta il gap prestazionale non era legato allo stile di guida”.

E conclude: “Nella guida si può sempre fare meglio e su queste monoposto l'erogazione è sempre molto difficile da gestire, bisogna parzializzare l'acceleratore e andare sul gas il più tardi possibile per evitare il pattinamento, soprattutto su una pista esigente come questa. C'era sicuramente del fine tuning da fare sulle mie traiettorie. Nelle libere, però, c'era proprio un problema tecnico specifico sulla vettura che fortunatamente abbiamo risolto per il Q1, perché altrimenti il distacco dai primi sarebbe stato troppo grande”.

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