La NASCAR come la F1: addio ai circuiti tradizionali?
La categoria americana sta vagliando una serie di progetti per portare le proprie auto a gareggiare anche in altri contesti

La NASCAR sta ottenendo un forte riscontro con le gare su strada. L’attenzione si concentra sulla Anduril 250, la prima competizione disputata su una base navale presso la Naval Air Station North Island a Coronado, vicino a San Diego, in California. L’evento risulta già un grande successo commerciale prima ancora della partenza della gara di domenica. Tutti i circa 40mila posti disponibili sono esauriti. Il 67% di chi ha acquistato il biglietto è costituito da persone che non avevano mai seguito prima una manifestazione NASCAR. Gli spettatori arrivano da 50 Stati americani e da 17 nazioni diverse. Si registra inoltre un intenso traffico sul Coronado Bridge, ulteriore conferma dell’interesse suscitato.

Le dichiarazioni di Ben Kennedy
Ben Kennedy, Chief Operating Officer della NASCAR, ha personalmente guidato una vettura Next Gen sul tracciato di 5,47km caratterizzato da 16 curve. Le sue parole sottolineano l’importanza strategica di questo tipo di eventi. A Sports Business Journal ha affermato: “Direi che in generale eventi come questo sono importanti per attirare tanti nuovi fan nello sport. Portano più partner”. Ha poi aggiunto: “A parte la Daytona 500, le gare su strada di Chicago e San Diego si vendono più velocemente di qualsiasi altra cosa in calendario”.
Kennedy ha evidenziato anche l’aspetto culturale. Secondo lui queste competizioni contribuiscono a cambiare la percezione dello sport. Ha dichiarato: “Penso che alla fine si tratti anche di cambiare la percezione di cosa sia la NASCAR. Sapete, siamo per tutti. Siamo uno sport badass”.
Questa manifestazione sta attirando un pubblico notevolmente diverso dal consueto. Circa il 40% degli spettatori proviene da fuori Stato. La presenza femminile raggiunge il 40%, contro una media abituale del 29%. Inoltre si registra una partecipazione ispanica tre volte superiore rispetto alla norma. Questi dati dimostrano come le gare su strada funzionino efficacemente per ampliare e diversificare la base di sostenitori.

Prospettive per il futuro
Al momento non esistono gare su strada già confermate per il 2027, tuttavia la NASCAR sta già pianificando gli eventi fino al 2030. Ritorni a Chicago e a San Diego appaiono molto probabili. Kennedy si è detto ottimista riguardo alla prosecuzione della collaborazione con la Marina statunitense. Ha espresso la speranza di poter ripetere l’esperienza e ha anticipato: “Lo spero. Sarebbe fantastico… Ci saranno molte conversazioni con la Marina e con le forze armate per capire: ‘C’è un secondo anno? C’è un futuro qui?’”.
La NASCAR sta inoltre considerando opportunità internazionali in Europa, Sud America e Brasile. Kennedy ha dichiarato di voler portare le corse all’estero, ispirandosi a eventi iconici come il Gran Premio di Monaco di F1: “Pensate agli eventi di Monaco in F1: sono iconici. E noi vogliamo creare la nostra versione, autentica per noi”.
Kennedy ha rivelato che il suo team riceve l’incarico costante di proporre soluzioni sempre più creative. Ha chiesto ai collaboratori di spingere i limiti dell’immaginazione, affermando: “È quello che continuo a chiedere al mio team: ‘Cosa ci porterete la prossima volta? Dobbiamo vedere fin dove possiamo spingere il limite’”. Tra le idee discusse figurano progetti ambiziosi come una gara a Central Park a New York, da lui definita epica. È stata valutata anche la possibilità di correre sul Golden Gate Bridge a San Francisco, sebbene ritenuta troppo complessa per problemi logistici. Altre location ipotizzate includono South Beach a Miami, Seattle e Denver. Kennedy ha sottolineato: “Le possibilità sono davvero limitate solo dalla tua immaginazione finché qualcuno non ti dice “no””.

Sul ritorno a Coronado
I vertici della NASCAR sono ottimisti sul ritorno in California nel 2027, possibilmente nel weekend del 4 luglio. Amy Lupo, presidente di NASCAR San Diego, ha dichiarato: “Siamo davvero fiduciosi di tornare qui nel 2027. Stiamo lavorando con la Marina per il futuro”. Lupo ha sottolineato l’ottimo esito dell’evento di quest’anno e la collaborazione eccellente con la Marina e i Seabees. “Penso che tutti siano entusiasti di come sia andato questo weekend. Vorremmo molto tornare”, ha aggiunto.
Le date sono già individuate sul calendario, ma la decisione finale sarà presa congiuntamente con la Marina, cercando di evitare sovrapposizioni con altri grandi eventi di San Diego. NASCAR è pronta a migliorare ulteriormente il tracciato e i servizi per garantire un evento di alto livello anche nella prossima edizione.

Partner e impatto mediatico
L’evento ha attirato partner di rilievo come Red Bull, che ritorna in NASCAR dopo 15 anni di assenza, e Anduril, contractor della difesa che figura come title sponsor. La particolarità di correre in una base militare, all’interno di uno stadio storico e su un percorso creato appositamente ha generato grande attenzione da parte dei media. Kennedy ha sottolineato il valore della novità: “È proprio la novità e l’unicità… Semplicemente la novità crea tantissima attenzione per il nostro sport ed è un modo fantastico per fare un grande splash nei media mainstream”.
Le gare su strada stanno dimostrando di funzionare molto bene sia dal punto di vista commerciale sia per il rinnovamento dell’immagine della NASCAR. L’organizzazione intende continuare a esplorare soluzioni creative, convinta che l’unico vero limite sia rappresentato dall’immaginazione.
Crediti foto: NASCAR, FOX News, Getty Images