Ferrari Logo
Il logo del Cavallino Rampante campeggia all'esterno dello stabilimento di Maranello

Il passaggio era nell’aria da mesi, tra indiscrezioni di paddock e movimenti sotterranei nel comparto power unit. Ora è arrivata la ratifica ufficiale: Lars Schmidt lascia la Scuderia Ferrari per assumere il ruolo di Head of ICE in Audi Revolut F1 Team, tassello centrale del progetto tedesco nel nuovo ciclo regolamentare.

Una notizia che, al di là della formalità dell’annuncio affidato a LinkedIn, incide su un’area tecnica strategica. Schmidt è stato infatti uno dei riferimenti nello sviluppo della nuova architettura V6 2026 di Maranello, lavorando fianco a fianco con Wolf Zimmermann ed Enrico Gualtieri alla definizione delle fondamenta concettuali e prestazionali dell’endotermico che nei test di Barcellona e Bahrain ha mostrato segnali incoraggianti in termini di efficienza e guidabilità. E soprattutto solidità.

Power Unit Ferrari di vecchia generazione

Lars Schmidt  - Un profilo costruito nel cuore delle power unit moderne

Il percorso professionale di Schmidt racconta molto del suo peso specifico. In Ferrari ha trascorso nove anni e sette mesi, attraversando diverse fasi tecniche e regolamentari. Dal giugno 2016 al novembre 2017 ha operato come Trackside Engineer, vivendo in prima linea l’interazione tra banco prova e pista, tra mappature e riscontri reali su consumo, recupero energetico e stress termico.

Successivamente è diventato Team Leader Performance Development ICE (novembre 2017 - settembre 2021), per poi assumere l’incarico di Technical Lead Performance Development ICE ,dal 2021 al dicembre 2025, quando ha interrotto i rapporti con la Scuderia. Un ruolo cardinale in una fase di transizione normativa, nella quale si è iniziato a lavorare su combustione, architettura e strategie di integrazione con la parte ibrida in funzione del 2026.

Prima dell’esperienza a Maranello, Schmidt aveva maturato quattro anni in Mercedes AMG High Performance Powertrains, centro nevralgico dell’era ibrida dominante. Tra il 2012 e il 2013 è stato Performance Development Engineer, per poi diventare Powerunit Performance Engineer Trackside tra il 2014 e il 2015, nel pieno dell’affermazione tecnica Mercedes. Un passaggio formativo determinante, che lo ha collocato stabilmente nel ristretto gruppo di specialisti europei della combustione ad alta efficienza.

Lars Schmidt Audi
Da Ferrari ad Audi: Lars Schmidt, nuovo responsabile ICE della casa dei Quattro Anelli

Lars Schmidt  - Un valore aggiunto per Audi

Schmidt è quindi ufficialmente Head of ICE in Audi, con la responsabilità diretta dello sviluppo dell’endotermico nel quadro del nuovo regolamento. Per un costruttore che sta costruendo da zero la propria struttura di power unit, si tratta di un innesto di altissimo livello.

Audi cova ambizioni di medio-lungo periodo e sa che la partita del 2026 si giocherà su tre assi: efficienza termica, integrazione con la parte elettrica e affidabilità in condizioni di forte stress energetico. Avere al vertice dell’ICE un ingegnere che ha contribuito a definire la base concettuale del V6 Ferrari rappresenta un vantaggio competitivo palese.

Non è un mistero che nel paddock si guardi a questo trasferimento anche in chiave strategica: Schmidt porta con sé know-how, metodologie di sviluppo, modelli di validazione al banco e una visione maturata dentro un’organizzazione che negli ultimi anni ha profondamente rivisto la propria filosofia motoristica. Non si tratta solo di “segreti” nel senso stretto del termine, quanto piuttosto di cultura tecnica e processi. Ed è spesso lì che si fanno le differenze.

Enrico Gualtieri, direttore del reparto motori della Scuderia Ferrari

Ferrari riorganizza il comparto power unit

A Maranello, l’uscita di Schmidt - insieme a quella di Zimmermann - ha imposto una riorganizzazione interna. La scelta è stata duplice: valorizzare risorse già presenti in organico e integrare competenze provenienti dall’esterno, in particolare da tecnici fuoriusciti dal comparto motori di Renault Motorsport di Viry-Chatillon, struttura ormai dismessa nel quadro della ridefinizione del progetto francese.

Una soluzione che combina continuità e nuove competenze, nel tentativo di non disperdere il lavoro impostato sul V6 2026. I riscontri dei test tra Barcellona e Bahrain hanno mostrato un’unità competitiva sul piano dell’erogazione e dell’efficienza, ma soprattutto sul fronte dell’affidabilità. In ogni caso, la fase di testing è ancora lunga e la stabilità tecnica sarà un fattore decisivo nel ciclo normativo 2026 - 2030 che prevede anche degli eventuali correttivi tramite il sistema dell’ADUO.

Mattia Binotto, Audi

Audi: la triade Ferrari per crescere

Il trasferimento di Schmidt si inserisce in una dinamica più ampia di mobilità tra i reparti power unit, oggi terreno di competizione industriale oltre che sportiva. Con il nuovo regolamento, la centralità dell’ICE - pur ridimensionata in termini di potenza assoluta rispetto al passato - resta determinante per il bilancio energetico complessivo.

Per Audi, assicurarsi un tecnico con esperienza in due delle strutture più performanti dell’era ibrida significa accorciare i tempi di apprendimento. Per Ferrari, la sfida sarà dimostrare che il progetto 2026 non dipende da singole figure ma da un sistema tecnico solido. Il mercato degli ingegneri, in questo caso, racconta più di quanto sembri: dietro ogni firma c’è un pezzo di visione strategica. Audi ha puntato forte su tre ex Ferrari:  Lars Schmidt, Wolff Zimmermann e lo stesso Mattia Binotto che proviene dal comparto propulsori di Maranello. 

Segno evidente che il Cavallino Rampante viene percepito come un’eccellenza ingegneristica anche per un gruppo industriale di rilievo come Audi.


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