F1 2026: vetture più agili e modalità "videogame"
Sei mesi e mezzo. Tanto manca per il momento in cui si potrà mettere mano alle vetture di F1 2026. Poter lavorare alle auto di nuova generazione solo dal 1° Gennaio 2025 è una scelta federale che ha senso logico: si intende evitare che si blocchino gli sviluppi delle monoposto dell’attuale generazione con interi reparti progettazioni a operare esclusivamente per il futuro. Regole che nascono a fuoco lento.
La “nuova” F1 dovrebbe prevedere monoposto meno pesanti e dagli ingombri contenuti con un aumento generale dell’efficienza aerodinamica tramite il sensibile incremento della quota attiva.
Le auto attuali hanno un peso minimo di 798 chilogrammi. Quota ritenuta troppo elevata anche dai piloti che se ne sono spesso lamentati. La FIA ritiene di poter imporre una dieta di 50 kg, ma sarà più realistico arrivare a 20.
Il contenimento dei pesi è una necessità logica: le F1 post 2026 saranno più compatte. La trasmissione dovrebbe avere solo sei marce, il che significa meno ingranaggi e ingombri ridotti. La larghezza delle auto calerà da 200 a 190 centimetri, il passo da 360 a 340 cm o addirittura 330.
Meno massa porterà a superfici alari più piccole. Si stima che vi sarà un calo compreso tra il 30 e il 40% della downforce. Ma bisogna andarci coi piedi di piombo perché è nota la capacità degli ingegneri di trovare punti di carico compensando le limitazioni in un lasso temporale relativamente piccolo.
In ogni caso l’obiettivo è quello di ridurre ulteriormente il drag anche grazie all’aerodinamica attiva il cui uso non sarebbe più vincolato al distacco da chi precede. Si attiverebbe, in poche parole, in alcuni punti della pista (rettilinei) indipendentemente dall’essere ingaggiati a duello o meno.
Questa soluzione consentirà di sviluppare velocità di punta più elevate che portano ad un delta maggiore alle staccate visto che in curva si procederà più lentamente. Tale elemento, qualora si implementi con efficacia, potrebbe essere utile per compensare la potenza del push to pass (più avanti nell’articolo ne parleremo). L’aerodinamica attiva permetterebbe di ricaricare meglio i sistemi ibridi evitando lunghe fasi di gestione, specie in gara.

Regole F1 2026: motori più “semplici” ma modalità d’uso cervellotiche
Se sulle norme aerodinamiche c’è più fumo, quelle motoristiche sono già definite da tempo. Avremo un motore a combustione interna che, in sostanza, andrà in continuità rispetto a quelli odierni. Sintetizzando, i propulsori del futuro dovranno reggersi sulle seguenti caratteristiche. Il peso minimo verrà fissato a 130 chilogrammi, quello del turbocompressore sarà di 12 kg. L’ MGU-K, unico motogeneratore elettrico che rimarrà dopo l’abolizione dell’ MGU-H, dovrà pesare almeno 16 chilogrammi con una batteria abbinata da 35 chili. Messe insieme, queste parti portano il peso totale dell’unità a 193 kg, circa il 23% in più rispetto ad ora. L’ICE sarà alimentato da una miscela sostenibile al 100% mentre la quota elettrica triplicherà: da 120 kw si schizzerà a ben 350. Tutto il recupero energetico sarà sulle spalle dell’MGU-K. L’allocazione dello stesso sta scontando i ritardi della scrittura del castello legislativo relativo ai telai. Ad oggi sappiamo che alcuni elementi del motore dovranno “trovare casa” all’interno della cellula di sicurezza del telaio. A partire proprio da quell’ MGU-K accresciuto in portata e dimensioni e che sarà piazzato nelle vicinanze del pacco batterie che rimarrà sotto al serbatoio.
Crediti foto: F1, Scuderia Ferrari