Hamilton - Ferrari e l'opzione unilaterale per il 2028
Martin Brundle prova ad analizzare il 2026 del sette volte campione e chiarisce i contorni del contratto in rosso

Il 2025 è stato l’anno più complesso in carriera per Lewis Hamilton. Per la prima volta, il sette volte campione del mondo ha chiuso una stagione senza podi, mentre il compagno di squadra Charles Leclerc ne ha conquistati sette. Sesto nella classifica piloti, a sei punti da Kimi Antonelli e a 86 dal monegasco, il britannico guarda al 2026 puntando sul reset regolamentare.
A spiegare perché il nuovo ciclo tecnico potrebbe rappresentare un’opportunità è stato Martin Brundle, intervistato in esclusiva da SPORTbible.

Nuove regole 2026: opportunità tecnica e gestione dei sistemi
“Penso che con queste nuove monoposto ci sia molto margine per lavorare con il team, ci sono tanti strumenti a disposizione per andare più forte, molte opportunità. Credo che i piloti più intelligenti, che amino o meno queste auto e il nuovo regolamento, penseranno: bene, qui c’è un’opportunità per gestire i sistemi meglio degli altri”, ha spiegato l'ex pilota inglese.
Secondo Brundle, il 2026 premierà i piloti più “naturali”, capaci di gestire il multitasking durante un gran premio: “Credo che tutto dipenda da quale pilota abbia la capacità, una certa capacità residua, per pensare ai sistemi. Se i grandi come Lewis e Max hanno bisogno del 70% della loro capacità solo per guidare la macchina, resta un 30% per pensare a ciò che accade attorno a loro, alla strategia, per leggere la pista, interpretare il meteo o qualsiasi altra variabile”.
“Mentre quelli semplicemente molto bravi potrebbero aver bisogno del 75% della loro capacità per guidare davvero la macchina, e quindi hanno meno margine per gestire tutti gli altri sistemi. Ma alla fine si tratterà sempre di chi è più veloce in curva e di chi è il migliore in frenata”.

Hamilton - Ferrari, la clausola 2028 e il nodo prestazioni
Sul fronte contrattuale, la Scuderia Ferrari non ha mai ufficializzato la durata dell’accordo firmato da Hamilton. Le indiscrezioni iniziali parlavano di un biennale con opzione per il 2027. Brundle, però, va oltre. “Non credo che Lewis sarebbe andato in Ferrari senza un contratto a lungo termine più solido di quello (due anni più uno) e da quello che so potrebbe avere addirittura un’opzione unilaterale per il 2028”.
Allo stesso tempo, l’ex pilota britannico sottolinea come le prestazioni restino centrali. “Non sarà una questione di Lewis semplicemente vicino a Charles, deve essere sul passo di Leclerc o davanti a lui. Al livello sportivo in cui siamo ora, i team non si portano dietro passeggeri, in nessuna forma. Non che Lewis possa mai esserlo, ma allo stesso tempo bisogna portare risultati”.

Infine, sulla prospettiva di un eventuale ritiro di Hamilton: “Tutti devono rendere e divertirsi, ma credo che sarà Lewis a prendere queste decisioni. Se dovesse fermarsi a fine 2026 o nel 2027, penso che sarebbe una sua scelta perché non si diverte più e non ottiene i risultati di cui ha bisogno, ma è prematuro anche solo pensarci. Vediamo come andrà quest’anno, il secondo anno in Ferrari”.
Il 2026, dunque, non sarà soltanto un nuovo inizio tecnico per la Formula 1, ma un passaggio determinante nella fase finale della carriera di Hamilton in rosso.