F1 GP Monaco aerodinamica attiva
Le monoposto presso la prima curva della Sainte Dévote, nel GP di Monaco nel 2010

Con l’introduzione dell’aerodinamica attiva, il prossimo GP di Monaco si svolgerà senza la possibilità di attivare le modalità ad alto carico o bassa resistenza sui rettilinei del circuito cittadino. Sarà come ritornare indietro nel tempo, a un’epoca in cui le ali rimanevano rigorosamente fisse per l’intera durata della gara e le prestazioni dipendevano esclusivamente dalla qualità della messa a punto meccanica, dal grip degli pneumatici e dall’abilità pura del pilota su un tracciato che premia soprattutto la precisione millimetrica e il coraggio.

F1 Cadillac
Bottas con la sua Cadillac

Contesto della stagione 2010

La stagione 2010 rappresentò un anno di grande transizione per la F1. Dopo le importanti semplificazioni aerodinamiche introdotte nel 2009, i team avevano lavorato intensamente per recuperare downforce attraverso soluzioni innovative e creative. La Red Bull, grazie al geniale progetto RB6 firmato da Adrian Newey, si era rapidamente affermata come la forza dominante, mentre Ferrari, McLaren e Mercedes cercavano di contrastarne la superiorità. 

Il campionato si presentava estremamente equilibrato: prima dell’appuntamento monegasco, ben 7 piloti mantenevano ancora concrete possibilità di contendersi la vetta della classifica con una vittoria. Jenson Button, campione del mondo in carica, in forza alla McLaren, arrivava al Principato con un leggero vantaggio in classifica su Fernando Alonso, in un’annata segnata anche dal ritorno di Michael Schumacher con la Mercedes.

F1 GP Monaco aerodinamica attiva
Schumacher con la Mercedes MGP W01 all'uscita del Tunnel

Il Circuito di Monaco e le sfide del 2010

Il Circuito di Monaco, con i suoi 3,34 km (accorciato di 3m a partire dal 2015) di strade pubbliche strette e tortuose, rimane uno dei tracciati più impegnativi e affascinanti del calendario. Le barriere ravvicinate, l’assenza quasi totale di vie di fuga e le numerose curve lente richiedono un assetto ad altissimo carico aerodinamico, con ali molto “angolate” e compromessi meccanici delicati. 

Per l’edizione 2010 furono introdotte piccole modifiche di sicurezza: i cordoli furono rialzati alla Nouvelle Chicane e nella zona della Piscina per scoraggiare i tagli, mentre alcuni tratti di asfalto furono rifatti. Le squadre esordienti in F1Lotus, Virgin e HRT – generarono preoccupazioni per i loro tempi sul giro sensibilmente più alti rispetto a quelli dei top team, con il rischio concreto di intralciare i piloti più veloci durante le qualifiche. La FIA stabilì un tempo limite per evitare situazioni pericolose, ma il tema del traffico rimase comunque centrale nel fine settimana.

Circuito Monaco
Il layout del circuito di Monaco sede del Gran Premio di Monte Carlo

Le prove e le qualifiche

Nelle sessioni di prove libere Fernando Alonso e Robert Kubica si distinsero per i tempi più competitivi. Tuttavia, nella terza sessione di prove, Alonso commise un errore alla curva Massanet, causando un violento incidente che danneggiò gravemente la sua Ferrari e obbligò la squadra a montare il telaio di riserva. Lo spagnolo fu così costretto a partire dalla pit-lane in gara. 

Le qualifiche del sabato si rivelarono intense e decisive. Mark Webber conquistò la pole position con un tempo di 1:13.826, precedendo di pochi centesimi un eccellente Robert Kubica su Renault e Sebastian Vettel con l’altra Red Bull. Felipe Massa, Lewis Hamilton, Nico Rosberg e Michael Schumacher completarono i primi posti della griglia. Jenson Button si qualificò in nona posizione. Le nuove squadre occuparono, come previsto, le retrovie, con Heikki Kovalainen il migliore tra loro.

F1 GP Monaco aerodinamica attiva
Alonso con la Ferrari F10 a Monte Carlo

La gara: un evento caotico e strategico

La corsa di domenica 16 maggio 2010 entrò nella storia come una delle più movimentate e imprevedibili degli ultimi anni. Alla partenza Vettel riuscì a superare Kubica, mentre diversi piloti guadagnarono posizioni nelle prime curve. Un incidente di Nico Hülkenberg nella tunnel portò subito in pista la prima Safety Car.

Jenson Button fu costretto al ritiro già nelle prime fasi per un problema al motore, aggravato da un errore del team McLaren che aveva lasciato un pannello di raffreddamento parzialmente ostruito, causando un surriscaldamento durante i giri dietro la vettura di sicurezza. La strategia a una sola sosta caratterizzò gran parte della gara, ma gli eventi in pista stravolsero continuamente l’ordine. 

Un tombino allentato causò un violento incidente a Rubens Barrichello alla curva Beau Rivage, richiedendo un nuovo intervento della Safety Car. Ulteriori ritiri e contatti si susseguirono, culminando in un’ultima neutralizzazione provocata dal contatto tra Jarno Trulli e Karun Chandhok alla Rascasse. Queste interruzioni resero gli ultimi giri estremamente tesi, con i piloti costretti a gestire gomme e carburante in condizioni variabili.

Mark Webber amministrò con grande maestria la situazione, mantenendo la leadership dal via alla bandiera a scacchi e conquistando una vittoria con grande autorità. Sebastian Vettel completò la doppietta della Red Bull, mentre Robert Kubica difese con determinazione il 3° posto. Felipe Massa e Lewis Hamilton chiusero rispettivamente in 4° e 5° posizione. 

Fernando Alonso, partito dal fondo, recuperò brillantemente fino alla 6° piazza. Nico Rosberg concluse 7°, mentre Michael Schumacher, che aveva superato Alonso all’ultima curva dopo la ritirata della Safety Car, ricevette una penalità di 20 secondi per sorpasso irregolare e fu retrocesso al 12° posto.

F1 GP Monaco
Il vincitore Mark Webber

Significato storico

La vittoria di Mark Webber nel GP di Monaco 2010 consolidò la stagione della Red Bull e confermò l’efficacia del suo pacchetto aerodinamico anche nelle condizioni estreme del tracciato cittadino. Fu l’ultimo Gran Premio monegasco disputato interamente senza sistemi di aerodinamica mobile, prima dell’introduzione del DRS nel 2011 e delle evoluzioni successive. 

Nel 2026, l’assenza di zone di attivazione per l’aerodinamica attiva sul circuito di Monaco riporterà i piloti ad affrontare una sfida pura, molto simile a quella vissuta nel 2010: gestire un’ala fissa per l’intera durata della gara, massimizzare il grip meccanico e affidarsi completamente all’istinto e alla precisione su uno dei circuiti più leggendari e impegnativi del motorsport. Un ritorno alle origini che promette di esaltare nuovamente le qualità fondamentali del pilota.


Crediti foto: Getty Images, Cadillac F1 Team, XPB, LAT Images

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