McLaren MCL40 Bahrain
La McLaren MCL40 in pista a Sakhir

La stagione 2026 si apre con una variabile che, in un contesto regolamentare ampiamente immaturo, può incidere in modo determinante sulla gerarchia tecnica: il peso. La McLaren ha ammesso senza ambiguità che la MCL40 si presenta in sovrappeso. In Formula 1 anche pochi chilogrammi possono tradursi in un differenziale prestazionale sensibile, soprattutto in qualifica e nelle fasi di gestione gara.

Durante i test del Bahrain, il team di Woking aveva già riconosciuto il problema, senza però quantificarlo pubblicamente. A fine sessione, il team principal Andrea Stella ha chiarito ulteriormente il quadro, spiegando che l’alleggerimento rappresenta una direttrice di sviluppo strutturale della monoposto.

F1 Stefano Domenicali Max Verstappen
La MCL40 di Oscar Piastri ai test in Bahrain

McLaren MCL40: Stella ammette il problema peso

“Le operazioni di riduzione del peso della vettura non terminano mai, anche quando sei entro i limiti, perché vuoi avere la possibilità di lavorare sulla distribuzione dei pesi. È un tema su cui abbiamo lavorato in fase di sviluppo. A Melbourne porteremo alcune novità non visibili, parte del programma di alleggerimento della vettura, e poi ci sarà ancora lavoro per tutta la prima parte della stagione” (leggi l’intervento completo).

La dichiarazione è significativa per due motivi. Il primo è tecnico: non si tratta soltanto di rientrare nel limite regolamentare, ma di creare margine operativo per modulare la zavorra e ottimizzare il bilanciamento longitudinale e trasversale della vettura. Il secondo è temporale: l’intervento è urgente. 

In Formula 1 vale una regola quasi empirica: 10 kg equivalgono a circa tre decimi al giro. Anche uno scarto più contenuto, nell’ordine di 5-6 kg, può incidere per oltre un decimo e mezzo su un tracciato di media lunghezza. In un campionato compresso, è un’enormità.

Il team principal della McLaren Andrea Stella

La storia recente offre un precedente emblematico. Nel 2022, all’alba del precedente ciclo regolamentare a effetto suolo, la Red Bull si presentò con la RB18 significativamente sopra il peso minimo. La vettura, pur concettualmente valida, pagava un surplus nell’ordine di diversi chilogrammi. Il lavoro di alleggerimento fu progressivo e culminò per il Gran Premio dell'Emilia Romagna di Imola, quando il pacchetto tecnico raggiunse una configurazione molto più vicina al target regolamentare. Da quel momento, la combinazione tra efficienza aerodinamica e peso ottimizzato consentì a Max Verstappen di costruire la sua cavalcata iridata a spese della Ferrari che rimase al palo negli sviluppi.

Il parallelismo non implica che la MCL40 replicherà quel percorso, ma chiarisce un punto: un progetto può essere valido sul piano concettuale e tuttavia restare limitato finché il peso non viene ricondotto entro parametri competitivi. Finché la massa eccedente obbliga a rinunciare a margini di zavorra strategica, l’assetto resta meno flessibile e la finestra di utilizzo degli pneumatici più delicata.

Nel caso McLaren, il problema è reso ancora più sensibile dalla competitività attesa di Mercedes e Ferrari, entrambe accreditate di aver centrato con maggiore precisione il target di massa già nei test invernali. Se la forbice iniziale fosse anche solo di pochi chilogrammi, il rischio è di inseguire sul passo puro, costringendo il team a strategie più aggressive o a setup meno conservativi per compensare il deficit.

Va inoltre considerato l’impatto sul degrado gomma. Una vettura più pesante sollecita maggiormente gli pneumatici in trazione e in fase di inserimento e transizione di carico, con effetti cumulativi sulle temperature superficiali e interne. Su piste stop-and-go o su tracciati ad alta energia laterale, la differenza può tradursi in un decadimento anticipato della performance.

Piastri McLaren
Oscar Piastri a bordo della MCL40 in Bahrain

McLaren MCL40: ci sono aspetti positivi

L’aspetto positivo, per McLaren, è che il problema appare circoscritto e già oggetto di un piano tecnico definito. Stella ha parlato di “novità non visibili” a Melbourne, un’espressione che lascia intendere interventi su materiali, layout strutturali, componentistica interna o ottimizzazioni di dettaglio piuttosto che modifiche aerodinamiche macroscopiche. È un approccio coerente: prima si alleggerisce, poi si espande il potenziale del pacchetto.

La prima parte della stagione sarà dunque un banco di prova. Se la MCL40 riuscirà a rientrare rapidamente nei parametri ottimali, potrà liberare margine di sviluppo e sfruttare appieno le proprie qualità di base. In caso contrario, anche un progetto valido rischia di restare compresso da una variabile apparentemente banale ma, in realtà, decisiva. In Formula 1 il peso non è mai un dettaglio. È una leva prestazionale primaria. E quando il campionato si gioca sui centesimi, ogni chilogrammo diventa una scelta tecnica che può orientare un’intera stagione.

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