Aston Martin: piccoli progressi per la AMR26. Ma non è finita qui
La AMR26-B mostra segnali concreti di crescita in Ungheria: il primo ingresso in Q2 è solo l'inizio di un programma di sviluppo destinato a proseguire.

Aston Martin, dopo le qualifiche, ritrova delle certezza che, fino a poche settimane fa, sembravano irraggiungibili. Attenzione, nulla è fatto e la situazione resta delicata, ma qualcosa inizia a muoversi: il pacchetto di aggiornamenti introdotto sulla AMR26, ora una vera e propria versione B, ha iniziato a produrre effetti tangibili, misurabili. Non si tratta ancora di un cambio di gerarchie, ma di un'evoluzione che restituisce competitività a una monoposto rimasta troppo spesso confinata nelle ultime posizioni della griglia.
Il primo accesso stagionale alla Q2, per mano di Fernando Alonso, in una qualifica tradizionale rappresenta un segnale tecnico importante più che un semplice dato statistico. La squadra di Silverstone ha finalmente ricominciato a confrontarsi con il gruppo di centro classifica, interrompendo una lunga fase nella quale il riferimento era diventato soltanto il proprio compagno di squadra.
Adrian Newey, presente nel paddock un'altra volta dopo le apparizioni di inizio stagione, ha seguito da vicino un fine settimana considerato fondamentale per valutare la direzione intrapresa dal progetto. E il bilancio, almeno sul piano dello sviluppo, appare incoraggiante.

Il nuovo pacchetto inizia a dare risposte
La prestazione di Alonso racconta probabilmente meglio di qualsiasi dichiarazione il progresso compiuto. Lo spagnolo è riuscito a sfruttare il potenziale disponibile portando la vettura oltre il primo taglio delle qualifiche senza affidarsi a circostanze favorevoli o a eliminazioni inattese degli avversari.
Il dato più significativo riguarda infatti il ritmo espresso durante tutta la sessione. La AMR26 ha mostrato una velocità sufficiente per inserirsi stabilmente nella lotta con Williams, Haas e Cadillac, avversarie dirette nella zona medio-bassa della classifica. Una situazione molto diversa rispetto alle gare precedenti, quando la monoposto verde sembrava incapace di uscire dalle ultime file.
L'obiettivo fissato dalla squadra prima del weekend era proprio quello di tornare a competere con altri team anziché limitarsi a gestire il divario interno fra Alonso e Lance Stroll. Da questo punto di vista, il traguardo può essere considerato raggiunto.
Le parole di Adrian Newey confermano che il lavoro svolto finora rappresenta soltanto la prima fase di un programma più ampio: "Abbiamo ancora molto lavoro da fare per sviluppare questo pacchetto di aggiornamenti e sappiamo che ci sono ulteriori margini di crescita". Un messaggio che descrive la situazione: soddisfazione per i progressi, ma nessuna illusione di aver completato il percorso.

Lo sviluppo della Aston Martin AMR26 non si fermerà dopo Budapest
La strategia tecnica di Aston Martin prevede infatti una serie di interventi distribuiti nelle prossime gare. Il piano elaborato dagli ingegneri non si esaurisce con gli aggiornamenti portati in Ungheria, ma continuerà attraverso ulteriori evoluzioni destinate ad aumentare progressivamente il potenziale della vettura.
Newey ha evidenziato anche il lavoro svolto dai due piloti. Alonso, ancora una volta, è riuscito a massimizzare quanto la monoposto poteva offrire, mentre Stroll ha pagato soprattutto il limitato chilometraggio accumulato nelle prove libere e un'uscita nell'ultimo settore del giro decisivo.
"Siamo arrivati qui con l'obiettivo di tornare a lottare con le altre vetture e conquistare la nostra prima Q2 rappresenta un passo incoraggiante. Fernando ha estratto tutto il potenziale della macchina, mentre Lance stava migliorando prima dell'episodio che lo ha portato sulla ghiaia".

Le prossime tappe del programma di sviluppo saranno altrettanto importanti. Tra Zandvoort, Monza e Baku è previsto l'arrivo di ulteriori evoluzioni, comprese quelle legate all'ADUO della power unit Honda, oltre a nuovi componenti aerodinamici destinati a rifinire il comportamento della AMR26.
Per Aston Martin non è ancora il momento di parlare di rilancio definitivo. Tuttavia, il quadro emerso all'Hungaroring suggerisce che la direzione intrapresa sia finalmente quella corretta. Dopo mesi trascorsi ai margini della competizione, la squadra di Lawrence Stroll ha ricominciato a costruire basi tecniche credibili sulle quali sviluppare il resto della stagione. Con la supervisione di Newey e l'esperienza di Alonso nel guidare l'evoluzione della monoposto, il progetto sembra aver imboccato un percorso più coerente rispetto a quanto mostrato nella prima parte del campionato.
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