La stagione 2026 è alle porte, e la 24 Ore di Daytona è sempre più vicina. Il primo round del campionato IMSA si appresta ad iniziare a fine mese; prima, però, sono attese le consuete sessioni di test, sotto l'insegna Roar Before the Rolex 24: queste saranno fondamentali per tutte le squadre con delle novità sulle rispettive vetture, ma anche per chi ha mantenuto un approccio più conservativo nel corso dell'inverno. Le nuove Michelin Pilot Sport Endurance 2026 rappresenteranno una novità per tutti. In questo ambito le sessioni del Sanctioned Test dello scorso novembre hanno sicuramente aiutato i piloti e gli ingegneri a prenderci confidenza, anche se il lavoro di messa a punto è verosimilmente ancora lungo.

24 Ore di Daytona: tanti Joker nelle GTP

Come riportato nella nostra analisi post-Sanctioned Test dello scorso novembre, saranno ben quattro i costruttori che porteranno in pista delle novità sulle rispettive vetture. Porsche, Cadillac, BMW e Acura si presenteranno con delle nuove vesti in Florida, figlie dello spostamento della finestra aerodinamica e della conseguente riomologazione necessaria a Windshear (report delle sessioni di test). L'endurance americana è sempre stata caratterizzata da un fattore spettacolare importante. Quest'anno sono ben 60 gli iscritti alla classica nordamericana, di cui 11 nella classe regina. Le due Porsche Penske Motorsport presenteranno due line-up inedite: sulla #6 salirà il trio Vanthoor-Estre-Campbell, mentre sulla #7 troveremo Nasr-Andlauer-Heinrich. Presente anche la privata 963 di JDC-Miller MotorSports, guidata da Pino-Aron-Van der Helm, non aggirìornata con l'ultimo Joker. Novità presenti anche sulla Acura #60 di Meyer Shank Racing, con AJ Allmendinger che raggiungerà i soliti Blomqvist, Braun e Dixon, presente solamente alla Rolex 24. L'americano torna sui prototipi dopo diverse stagioni: "Anche se ero su delle gomme usate è stata parecchio complessa da guidare" afferma lo stesso a DailySportscar dopo le sessioni di test dello scorso autunno. "Sto solamente cercando di imparare" continua AJ, sottolineando l'importanza di trovare il giusto equilibrio in una fase delicata come quella della frenata. Da segnalare la presenza di Connor Zilisch sulla Cadillac #31 di Action Express Racing, assieme ai soliti titolari. Oltre ai soliti equipaggi, saliranno sulle GTP degli 'esterni', come Colton Herta sulla Cadillac #40, Alex Palou sulla Acura #93, Scott Dixon sulla Acura #60 e Will Stevens sulla Cadillac #10.
Lo spettacolo della Rolex 24

24 Ore di Daytona: l'eccezionalità di una pista a due facce

Il tracciato che ospita la Rolex 24 è sicuramente tra i più specifici a livello di messa a punto. Si alternando sezioni di pista da passare con l'acceleratore spalancato, come l'ovale utilizzato dalla NASCAR, a zone caratterizzate da velocità inferiori, in cui trazione e fiducia nelle staccate fanno la differenza. I settori passati col gas spalancato rappresentano più dell'80% di quelli totali, il che incrementa l'importanza di raggiungere un ottimo compromesso tra meccanica, messa a dura prova anche sui banking, e aerodinamica. "Daytona richiede un compromesso inusuale a livello di set-up che non funzionerebbe su altre piste" commenta Brandon Fry, Ingegnere Capo in Porsche Penske Motorsport. "Nella sezione ovale, raggiungiamo velocità che nel resto del calendario IMSA non tocchiamo. Invece, nella parte interna, le curve sono paragonabili a quelle di un cittadino". Questo, quindi, sposta parte dell'attenzione verso le fasi di frenata, trazione e gestione gomma. Allo stesso tempo non bisogna tralasciare aspetti altrettanto fondamentali come la stabilità della piattaforma aerodinamica, il drag e mantenere un'altezza da terra ridotta. "L'auto deve eccellere in frenata e in trazione nell'infield; è lì che si costruisce il tempo sul giro, non sui rettilinei" spiega Felipe Nasr. "Una vettura ben bilanciata nelle sezioni a bassa velocità garantisce anche una migliore gestione gomma" aggiunge il brasiliano. Fry aggiunge, infine, un dettaglio fondamentale: "La finish-line è sulla parte veloce della pista. Risulta fondamentale non essere superati da vetture più veloci in quel punto". Un altro punto su cui vale la pena focalizzarsi sono le temperature. La gara inizia nel pieno pomeriggio americano, il che porta le temperature della pista ad alzarsi fino ai 40° C. Con la notte queste calano drasticamente, per poi tornare ai livelli precedenti. La pista, però, cambia parecchio. Dopo ore di gara, l'asfalto risulta essere molto più gommato sulle traiettorie ed estremamente sporco fuori. Dirigersi fuori da essa potrebbe comportare ad una perdita di prestazione più o meno marcata. La notte, inoltre, impone alle squadre diverse scelte nella gestione delle gomme: con le temperature che scendono sotto ai 15° C, l'attenzione si sposta sul compound più soffice, anche se più fragile. Starà alle squadre capire in fretta come si comporteranno nel nuove mescole Pilot Sport Endurance 2026, al debutto nelle classi di LMH e LMDh.
L'affollata pista di Daytona durante i Sanctioned Test

24 Ore di Daytona: pubblicato il primo BoP stagionale

Gli organizzatori hanno annunciato qualche giorno fa che, a partire dalla stagione odierna, piloti, costruttori e addetti ai lavori non potranno più fare commenti espliciti sul BoP. Una situazione simile a quella che si ritrova nel WEC, con delle eventuali mancanze di rispetto della regola eventualmente punite. Nel bollettino rilasciato il giorno 8 gennaio, si parla di parametri che saranno utilizzati anche per la gara. In passato ci sono stati numerosi episodi di accorgimenti effettuati post-Roar, perciò sarà un'opzione da tenere a mente. Resta di fatto che, visti i numerosi cambiamenti dettati dallo spostamento della finestra aerodinamica, il BoP non è sicuramente paragonabile a quello della passata edizione. Da sottolineare, prima, le differenze tra il BoP in uso nel WEC e quello in uso nell'IMSA: alle alte velocità, i parametri vengono divisi in due parti. Sotto ai 230 Km/h, e sopra ai 250 Km/h. Nel gap tra le due velocità avviene un aggiustamento progressivo dei parametri, che porta quest'ultimi ai valori corretti. Si capisce come la V2 sia estremamente fondamentale. A livello di peso, la Valkyrie resta la vettura più leggera, ancorata al peso minimo. Segue Cadillac, a 1033 Kg, Porsche a 1035 Kg, BMW a 1038 Kg e Acura, a ben 1041 Kg. Di seguito, analizziamo i rapporti peso-potenza sotto ai 230 Km/h e sopra i 250 Km/h, entrambe fasi fondamentali per risultare competitivi nel corso della 24 ore.
Rapporto peso-potenza sotto ai 230 Km/h delle vetture nella classe GTP
Rapporto peso-potenza sopra ai 250 Km/h delle vetture nella classe GTP
Dal primo grafico si comprende come le V-Series.R siano le più avvantaggiate nella prima velocità, quindi nella fase guidata della pista. Il Joker speso sulle LMDh Dallara-americane vuole agire sulla resistenza all'avanzamento, per cui vedremo se il lavoro svolto nell'inverno darà immediatamente i suoi frutti. Nella seconda velocità, proprio Cadillac è tra le peggiori, solo dopo l'Acura. Altro aspetto da sottolineare è la bontà del BoP di Porsche nelle alte velocità, un bel vantaggio dal punto di vista della raceability. Di seguito, il programma del Roar Before the Rolex 24, più importante che mai. Venerdì 16/01/2026 Sabato 17/01/2026
  • Session 3 - 17:15 (live timing IMSA)
  • Session 4 - 21:10 (live timing IMSA)
Domenica 18/01/2026
  • Session 5 - 00:30 (live timing IMSA)
  • Session 6 - 15:00 (live timing IMSA)
  • Session 7 - 20:30 (live timing IMSA)
Crediti Foto: IMSA
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