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Il muso della Ferrari SF-26

La direzione presa dalla Formula 1 sul fronte motoristico è ormai sempre più definita. L’ipotesi di una revisione dei regolamenti delle power unit già dal 2027, con il passaggio dall’attuale equilibrio 50/50 tra componente endotermica ed elettrica a una suddivisione 60/40 sta riprendendo quota negli ultimi tempi. 

Prima del GP di Miami sembrava che si potesse arrivare alla piena consonanza di idee, ma in Canada è emerso lo smarcamento della Ferrari che seguiva Audi nella sua rigidità di visione. Nelle ultime oro è emerso il progressivo cambio di posizione di Honda e Cadillac che rischia di mettere Maranello in un angolo scomodo.

Se fino a poche settimane fa Ferrari poteva immaginare di costruire un fronte contrario alla modifica regolamentare, oggi il quadro politico si sta rapidamente deteriorando per il Cavallino Rampante. Honda avrebbe infatti aperto alla proposta sostenuta dalla FIA e dalla FOM, mentre anche Cadillac, destinata a staccarsi dalla dipendenza rossa nel giro di un paio di stagioni, avrebbe scelto di allinearsi alla nuova impostazione tecnica. Una mossa che cambia completamente gli equilibri.

Audi F1
La Audi R26 in azione

F1 - Ferrari difende il 50/50: questione tecnica ma anche strategica

La posizione della Ferrari non nasce soltanto da una questione ideologica. A Maranello il rapporto 50/50 viene considerato parte integrante del progetto tecnico già sviluppato per l’attuale ciclo normativo. Cambiare in corsa, secondo i vertici maranelliani, significherebbe rimettere mano all’architettura della power unit, alla gestione energetica e persino agli aspetti legati al packaging e ai serbatoi.

Il passaggio al 60/40 comporterebbe infatti un incremento della quota affidata al motore termico e, di conseguenza, la necessità di aumentare la capacità di carburante. Una revisione non secondaria, soprattutto per chi ha già investito tempo e risorse seguendo la filosofia iniziale approvata dal Coniglio Mondiale del Motorsport. 

Ferrari continua quindi a sostenere la necessità di preservare l’impianto originario, anche perché il 50/50 rappresenta una delle basi concettuali su cui è stata progettata l’attuale generazione di motori il cui ciclo tecnico dovrebbe esaurirsi nel 2030, salgo clamoroso anticipi al V8. La Scuderia teme che modificare ora le regole possa alterare gli equilibri competitivi e favorire chi si trova in una fase differente dello sviluppo.

Anche Audi mantiene una posizione simile, sebbene per ragioni in parte differenti, legate soprattutto all’impatto economico e industriale di una revisione tecnica così importante poco dopo l’introduzione del nuovo regolamento voluto dalla casa dei Quattro Anelli.

Aston Martin AMR26 Honda
La partnership tra Aston Martin e Honda

Honda e Cadillac cambiano scenario: Ferrari verso una sconfitta politica

Il punto centrale, però, non è più soltanto tecnico. È politico. Con Mercedes e Red Bull-Ford schierate da tempo a favore del 60/40, Ferrari aveva bisogno che Honda e Cadillac mantenessero una linea prudente o attendista. Invece è successo il contrario

Secondo le indiscrezioni emerse dopo il weekend canadese, entrambe avrebbero dato disponibilità alla revisione regolamentare, consentendo così alla FIA di costruire una maggioranza concreta attorno al nuovo schema. Per Ferrari il rischio diventa enorme: ritrovarsi isolata insieme ad Audi in una battaglia ormai numericamente persa.

La sensazione è che la Federazione stia lavorando per evitare fratture pubbliche tra costruttori, ma allo stesso tempo il fronte favorevole alla modifica appare ormai sufficientemente forte da poter procedere anche senza un consenso unanime. Se il 60/40 dovesse essere definitivamente approvato per il 2027, il Cavallino subirebbe una battuta d’arresto non soltanto sul piano tecnico, ma soprattutto sul piano dell’influenza politica all’interno della F1.

Lewis Hamilton GP Canada 2026
Lewis Hamilton durante il GP del Canada 2026

Questo non è un dettaglio trascurabile. Negli ultimi anni il team italiano aveva spesso cercato di preservare il proprio peso nei tavoli decisionali della categoria. Trovarsi oggi in minoranza su un tema così strategico significherebbe certificare una perdita di centralità in una fase tecnica molto delicata. 

Sul fondo resta anche un altro elemento: la pressione dei piloti e dello spettacolo. Il sistema 50/50 era stato criticato per il rischio di gare troppo condizionate dalla gestione energetica, dal lift and coast e dal superclipping. Place de la Concorde teme che, alla lunga, il ciclo regolamentare attuale possa produrre monoposto meno aggressive e meno spettacolari. Da qui la spinta verso un maggiore peso della componente endotermica.

Una linea condivisa apertamente anche da Max Verstappen, che considera il 60/40 una condizione necessaria per mantenere la Formula 1 competitiva e guidabile nel lungo periodo. Ferrari, però, continua a pensare che cambiare le regole in corsa rappresenti un precedente pericoloso. Ma il problema, adesso, è che il Cavallino rischia di essere rimasto quasi da solo.


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