F1 – GP Argentina: cambia il piano per convincere Liberty Media
Gli organizzatori stanno tentando una nuova strada per riportare la massima categoria a Buenos Aires. Ecco quale.

La Città di Buenos Aires sta compiendo passi concreti e decisivi per riportare la F1 all’Autódromo Oscar e Juan Gálvez dopo 28 anni di assenza.
La soluzione chiave consiste nella rimozione del kartodromo attualmente presente all’interno del complesso di 180 ettari. Questa operazione libererà lo spazio necessario per realizzare un nuovo layout idoneo alla Formula 1.
Il nuovo tracciato avrà:
- Lunghezza: circa 4.900 metri;
- Curve: 15 (9 a destra e 6 a sinistra);
- Larghezza: 18 metri sul rettilineo principale, 12 metri nel resto del percorso;
- Prestazioni previste: velocità massima di 340 km/h, media di 225 km/h, tempo sul giro intorno a 1’18”;
- Novità rilevante: una nuova curva a ferro di cavallo con banking di 10 gradi.
Parallelamente, il circuito ospiterà il ritorno del Motomondiale nel 2027 dopo 28 anni. Per questa categoria sarà utilizzato un tracciato di 4.300 metri con rettilinei lunghi tra 800 e 1.000 metri (velocità oltre i 300 km/h). Per estendere la pista fino all’ingresso principale (zona dell’arco storico) sarà demolita la tribuna esistente nella vecchia curva.
Questi interventi permetteranno al circuito di ottenere la certificazione Grado 1 FIA, requisito obbligatorio per ospitare la Formula 1 e altri eventi internazionali di massimo livello.

Avanzamento dei lavori
I cantieri attivi sono:
- Prove di asfaltatura già effettuate nella zona della “Bajada del Tobogán Juan María Traverso” e nel nuovo settore dietro i box;
- Inizio della costruzione del nuovo edificio dei box: 32 garage da 7 metri ciascuno, spazi tecnici, torre di controllo;
- Superficie coperta prevista: almeno 12.047 mq + 6.214 mq scoperti;
- Il primo piano sarà completato per la MotoGP (2027-2030); per la F1 sarà aggiunta una seconda pianta.
Il progetto è curato dalla Segreteria dello Sport della Città di Buenos Aires in collaborazione con lo studio Tilke Engineering (Hermann Tilke e suo Carsten). A metà maggio 2025 Christian Epp (responsabile America di Tilke) ha visitato il cantiere e si è mostrato molto entusiasta, sottolineando l’interesse crescente per il motorsport in Argentina, anche grazie alla presenza di Franco Colapinto in Formula 1.

Trattative internazionali e calendario
Ogni mese vengono inviati aggiornamenti a Formula One Management (FOM). L’investimento complessivo è di circa 100 milioni di dollari.
Nonostante i progressi infrastrutturali, restano da definire gli accordi commerciali. Una riunione prevista a Miami il 3 maggio è stata rinviata a causa dell’analisi del calendario 2026/2027 da parte di FOM e FIA (complicata da tensioni geopolitiche in Medio Oriente che mettono a rischio Bahrain, Arabia Saudita, Qatar e Abu Dhabi).
Il calendario F1 ha già 24 GP e 6 eventi nelle Americhe. Per inserire l’Argentina servirà liberare uno slot. I principali concorrenti sono Thailandia (che offre fino a 100 milioni di dollari annui), Sudafrica e Ruanda. Turchia e Portogallo torneranno nel 2027. Un ritorno argentino è più probabile a partire dal 2028, eventualmente a novembre, prima o dopo il GP del Brasile.

Aspetti economici e impatto
Il costo standard per ospitare un GP di F1 è di circa 40 milioni di dollari per contratto quinquennale (fino a 60 milioni in alcuni casi come l’Arabia Saudita). In Argentina l’investimento sarà pubblico-privato, con forte speranza di attirare sponsor privati grazie all’enorme popolarità di Franco Colapinto (dimostrata da 500-600.000 persone alle sue esibizioni).
La capacità del circuito sarà portata a 120.000 spettatori. L’impatto economico è significativo: a titolo di esempio, il sindaco di San Paolo ha dichiarato che il GP del Brasile genera circa 500 milioni di dollari all’anno tra turismo, hotel, ristoranti e oltre 10.000 posti di lavoro.
FOM e Liberty Media è interessata al ritorno dell’Argentina per il pubblico appassionato e per la presenza di Colapinto. Anche le scuderie conservano un buon ricordo delle edizioni passate. Un team storico ha già inviato un emissario per valutare logistica e ospitalità, individuando Puerto Madero come base ideale.
Buenos Aires ha compiuto un passo fondamentale con la riorganizzazione del predio e l’avanzamento dei lavori. L’infrastruttura sta prendendo forma rapidamente grazie alla collaborazione con Tilke, ma il ritorno della F1 dipenderà ancora dalle negoziazioni sul calendario e sugli aspetti economici. Il 2027 vedrà comunque il ritorno della MotoGP, considerato un importante passo intermedio verso l’obiettivo principale.
Crediti foto: Olé, InfoBae, Getty Images