F1 2026: arriva l’ennesima bocciatura per il regolamento
Martin Brundle critica apertamente l'attuale filosofia tecnica della Formula 1: i compromessi imposti dalla gestione dell'energia stanno snaturando i circuiti più iconici del calendario

La F1 continua a interrogarsi sugli effetti del regolamento tecnico introdotto nel 2026. Se inizialmente l'attenzione era concentrata sulle prestazioni delle nuove monoposto, con il passare dei mesi il dibattito si è spostato sempre più sulla qualità dello spettacolo offerto in pista. Le gare disputate a Silverstone e Spa-Francorchamps hanno infatti evidenziato, ancora una volta, tutti i limiti di un sistema che obbliga piloti e squadre a gestire in maniera esasperata l'energia elettrica disponibile.
Tra fenomeni di superclipping, continue alternanze nei sorpassi e strategie di deployment che finiscono per condizionare l'intera dinamica della corsa, cresce il numero di addetti ai lavori che considera questa filosofia progettuale un vicolo cieco. Martin Brundle, oggi commentatore televisivo dopo una lunga carriera da pilota, che non ha nascosto tutta la propria delusione per la direzione intrapresa dalla categoria.

Le curve simbolo della Formula 1 sacrificate dalla gestione dell'energia
Uno degli aspetti più contestati riguarda il comportamento delle monoposto nei tratti storicamente affrontati in pieno. A Spa-Francorchamps, ad esempio, anche senza il supporto della telemetria è stato evidente come diversi piloti abbiano alleggerito l'acceleratore persino in punti iconici come Eau Rouge-Raidillon per conservare energia elettrica da utilizzare successivamente sui lunghi rettilinei.
Uno scenario già osservato anche a Silverstone, dove Maggots e Becketts hanno perso parte della loro spettacolarità proprio a causa delle esigenze di gestione della batteria. Il risultato è una Formula 1 che, pur mantenendo velocità assolute elevate, modifica profondamente il modo in cui vengono affrontati alcuni dei passaggi più spettacolari dell'intero Mondiale.
Brundle ha sintetizzato perfettamente questa sensazione durante la diretta di Sky Sports F1: "Credo che stiamo ancora cercando di capire fino in fondo questo regolamento, a essere sinceri. Mi viene quasi da commuovermi perché abbiamo perso alcune delle curve più belle di Silverstone e a Spa abbiamo assistito esattamente allo stesso fenomeno. Queste normative penalizzano profondamente i circuiti ad alta velocità".

Brundle guarda già oltre: il regolamento va superato prima possibile
Il commentatore britannico riconosce che le gare continuano comunque a offrire numerosi sorpassi. Tuttavia, nella sua analisi, gran parte di queste manovre nasce più dalle differenti strategie di utilizzo della batteria che da un reale confronto prestazionale tra piloti e vetture. È il cosiddetto effetto "yo-yo": una monoposto completa il sorpasso sfruttando tutta l'energia disponibile, salvo poi restituire immediatamente la posizione quando il vantaggio energetico si trasferisce all'avversario.
Proprio per questo Brundle ritiene necessario archiviare quanto prima questa impostazione tecnica, ricordando che la FIA e la Formula 1 stanno già studiando correttivi per il 2027 e il 2028, mentre il ritorno ai motori V8 resta un'ipotesi sul tavolo per il 2030.
"Sono previsti interventi per il 2027 e il 2028, ma dobbiamo liberarci di questo concetto il prima possibile, idealmente entro il 2030 o il 2031. Detto questo, è il regolamento con cui dobbiamo convivere oggi. Quando le vetture girano il venerdì sono impressionanti da vedere, sembrano incredibilmente veloci. E quando combattono ruota a ruota offrono immagini spettacolari. Il problema è che devono fare i conti con una quantità enorme di complessità tecniche, e questo finisce inevitabilmente per condizionare lo spettacolo".

Le parole dell'ex pilota rappresentano un'ulteriore conferma di un malessere ormai sempre più diffuso nel paddock. Il nodo non riguarda la velocità assoluta delle monoposto, bensì il principio tecnico che ne governa il funzionamento. Se anche figure autorevoli come Brundle arrivano a chiedere apertamente il superamento di questa filosofia regolamentare, significa che il dibattito sulla Formula 1 del futuro è già iniziato molto prima della naturale scadenza dell'attuale ciclo tecnico prevista per il 2030.
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