Ferrari - Hamilton: la stagione inizia in ritardo?
Box serrato per la Ferrari

I test invernali stanno focalizzando tutte le attenzioni degli osservatori e rischiano di far passare in secondo piano un elemento di gran rilievo nella stagione rossa. Ne ha disquisito Karun Chandhok che ha evidenziato un dettaglio tutt’altro che marginale che potrebbe trasformarsi in una lacuna strutturale nel progetto Hamilton-Ferrari. Durante i test di Barcellona, il sette volte campione del mondo si trova ancora senza un ingegnere di pista definitivo. Bryan Bozzi ha seguito la vettura anche per lui, una soluzione tampone che l'ex pilota di Formula 1 definisce senza mezzi termini "confusa".

"Quel rapporto tra pilota e ingegnere di pista è molto, molto importante", spiega Chandhok, sottolineando come la Ferrari non abbia creato le condizioni perché Hamilton costruisse questo legame durante l'inverno. Non è solo questione di comunicazione radio nei weekend di gara. Quella che il pubblico ascolta rappresenta "solo un microcosmo delle conversazioni più ampie che avvengono nell'ufficio tecnico".

Ferrari, Hamilton: quando mancano i numeri, parlano le sensazioni
Lewis Hamilton nel box del Montmelò durante i test invernali

L'osservazione tocca il cuore del problema. Il race engineer non è semplicemente la voce che suggerisce quando rientrare ai box. È il filtro attraverso cui passano tutte le informazioni tecniche, il traduttore tra le sensazioni del pilota e i dati degli ingegneri, il riferimento costante che deve capire cosa serve prima ancora che venga chiesto. Questo tipo di sintonia si costruisce con tempo e lavoro comune, non si improvvisa.

Chandhok evidenzia un'occasione mancata: avrebbe voluto vedere Hamilton impegnato nelle giornate al simulatore e soprattutto in pista con al fianco l'ingegnere destinato a seguirlo in gara. "Bisogna integrare quella persona nel team di ingegneria, nel team di gara", insiste. Invece siamo quasi febbraio, i test sono già iniziati, e quella costruzione di relazioni non è ancora partita.

Hamilton - Ferrari: il 2025 impone uno scatto decisionale

Il contesto rende tutto più urgente. La stagione 2025 di Hamilton non è stata positiva: difficoltà di adattamento alla Ferrari, scarsa sintonia con il muretto, risultati deludenti. Proprio quando servirebbe accelerare il processo di integrazione per recuperare terreno, la squadra non ha ancora messo il pilota nelle condizioni di sviluppare il rapporto più importante della sua quotidianità in pista.

La Ferrari SF-26 in pista a Fiorano

La confusione che Chandhok ammette di provare è legittima. La Ferrari sapeva da mesi che Riccardo Adami sarebbe passato al programma TPC. Aveva tutto il tempo per identificare il successore, farlo lavorare con Hamilton già nei test privati, creare quelle dinamiche che poi servono quando i punti sono in palio. Invece si è arrivati ai test ufficiali con un vuoto ancora da riempire.

Ogni giorno che passa senza questa figura di riferimento è un giorno in cui Hamilton non affina quel linguaggio condiviso che fa la differenza nei momenti critici di una gara. Non si tratta di pessimismo, ma di constatare che certe scelte organizzative hanno conseguenze concrete. E quando un pilota del genere fatica a trovare il suo posto in una squadra, privarsi del principale strumento di integrazione appare quantomeno discutibile.


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