La Formula 1 per ora non si apre alla Cina
Stella Li e Alfredo Altavilla, intervistati da SoyMotor, chiariscono la posizione del costruttore cinese: nessun progetto per entrare nel Circus, ma la porta resta aperta se la Formula 1 continuerà a essere un laboratorio tecnologico.

Negli ultimi mesi il nome di BYD è comparso con crescente frequenza tra i possibili protagonisti del futuro della Formula 1. L'espansione internazionale del gruppo cinese, la nascita di marchi ad alte prestazioni come Denza e Yangwang e la ricerca di nuovi costruttori da parte del campionato hanno inevitabilmente alimentato le speculazioni. La realtà, almeno per il momento, è decisamente più prudente.
Nel corso del Goodwood Festival of Speed, la vicepresidente esecutiva di BYD, Stella Li, e il consulente speciale Alfredo Altavilla hanno affrontato direttamente l'argomento con SoyMotor, che ha raccolto le loro dichiarazioni. Il messaggio emerso è netto: oggi non esiste alcun programma concreto per approdare in F1.
Più che una smentita definitiva, è una presa di posizione che definisce con precisione la filosofia industriale dell'azienda.

Nessun interesse puramente commerciale
A spiegare la linea del costruttore è stato soprattutto Alfredo Altavilla, che ha escluso l'idea di un ingresso nel mondiale come semplice operazione di immagine.
"Non abbiamo partecipato alla discussione sulle nuove regole per il 2030. Stella è stata molto chiara: prendiamo in considerazione la Formula 1 soltanto se la nostra tecnologia può essere utile per noi. Non entreremo mai nel campionato soltanto per mettere un adesivo sulla fiancata di una monoposto. Ci sono modi migliori per investire quel denaro".
Una dichiarazione che racconta molto della visione di BYD. L'eventuale coinvolgimento nel Circus dovrebbe avere un ritorno concreto sul piano dell'innovazione, consentendo uno scambio tecnologico capace di produrre benefici anche per le vetture destinate alla produzione di serie.
Lo stesso Altavilla ha poi lasciato aperto uno spiraglio: "Se riusciremo a trovare un modo per essere un partner tecnologico della Formula 1, allora potremmo essere interessati. È questo il presupposto fondamentale. Vedremo come evolveranno i regolamenti".
Parole che spostano il dibattito dal marketing all'ingegneria. Per BYD la Formula 1 avrebbe senso soltanto come piattaforma di sviluppo e sperimentazione, non come semplice vetrina globale.

Il nodo è rappresentato dai regolamenti del dopo 2030
Non è un caso che queste dichiarazioni arrivino mentre all'interno del paddock continua il confronto sulla direzione tecnica che prenderà la Formula 1 dopo il prossimo ciclo regolamentare.
Negli ultimi mesi ha preso corpo il dibattito su un possibile ritorno dei motori V8 alimentati da carburanti sostenibili a partire dal 2030, una soluzione che diversi protagonisti del mondiale considerano utile per ridurre costi e complessità senza rinunciare agli obiettivi di sostenibilità. È proprio questo scenario a rendere difficile qualsiasi previsione sul futuro di BYD.
Il gruppo cinese ha costruito la propria leadership mondiale sull'elettrificazione, sviluppando internamente tecnologie come la batteria Blade e sistemi ibridi plug-in ad alta efficienza. Se la Formula 1 dovesse continuare a rappresentare un banco di prova per soluzioni trasferibili all'automobile di serie, l'interesse potrebbe diventare concreto. Se invece il campionato dovesse privilegiare una direzione meno coerente con la strategia industriale del marchio, l'operazione perderebbe gran parte del suo significato.

Anche Stella Li, pur mantenendo un tono più leggero, ha confermato questa impostazione. Alla domanda sull'esistenza di un progetto Formula 1 ha prima scherzato, indicando Altavilla e definendo quella del Circus "Il suo sogno", prima di chiarire definitivamente la posizione dell'azienda. "No, non esiste alcun progetto. Il sogno può esserci, ma oggi non abbiamo alcun piano concreto".
Per il momento, quindi, le indiscrezioni che avevano accompagnato il nome di BYD verso un possibile ruolo di dodicesima squadra del mondiale restano tali. Il costruttore osserva con attenzione l'evoluzione della categoria, ma non intende compiere passi che non siano perfettamente coerenti con la propria strategia tecnologica.
La Formula 1, dal canto suo, dovrà prima decidere quale identità tecnica assumere nel prossimo decennio. Solo allora sarà possibile capire se le strade del Circus e del gigante cinese saranno davvero destinate a incrociarsi.
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