F1 – Una straordinaria storia tramandata da padre in figlio
In occasione della festa del papà vi raccontiamo le storie delle coppie padre-figlio nella massima categoria del motorsport.

In F1 la storia delle dinastie padre-figlio rappresenta uno dei capitoli più affascinanti e romantici del motorsport. La passione per la velocità si trasmette spesso di generazione in generazione, creando legami che vanno oltre il semplice talento e sfiorano l'eredità familiare.
Le coppie campioni del mondo
Il caso più celebre e celebrato resta quello degli Hill. Graham Hill, figura leggendaria degli anni '60, conquistò due titoli mondiali nel 1962 e nel 1968, distinguendosi per eleganza, versatilità e per essere l'unico pilota ad aver vinto la cosiddetta Tripla Corona (plurivincitore del GP di Monaco, Mondiale di F1, la 500 miglia di Indianapolis e la 24 Ore di Le Mans). Suo figlio Damon entrò in Formula 1 negli anni '90 e, dopo stagioni di apprendistato e podi duramente conquistati, coronò il sogno nel 1996 vincendo il titolo con la Williams. Padre e figlio campioni del mondo: un'impresa riuscita solo a loro e a un'altra famiglia.

Proprio i Rosberg formano l'altra coppia capace di questo doppio trionfo iridato. Keke, finlandese dal carattere schietto, si impose nel caotico campionato 1982 con una sola vittoria ma una costanza impressionante al volante della Williams.
Suo figlio Nico, cresciuto nell'ombra del padre e poi diventato rivale di Hamilton in Mercedes, conquistò il titolo nel 2016 in una stagione tesa e memorabile, prima di ritirarsi al vertice. Anche qui, entrambi campioni, entrambi capaci di lasciare un segno indelebile.

Il dominio della generazione moderna
Tra le dinastie più attuali e dominanti spicca senza dubbio quella dei Verstappen. Jos corse negli anni '90 e primi 2000 con team come Benetton, Arrows e Minardi: pilota aggressivo, ma senza podi in F1. Suo figlio Max ha riscritto la storia moderna del campionato. Debutto a 17 anni, ha accumulato titoli mondiali a raffica dal 2021 in poi, diventando il simbolo della nuova era Red Bull con record su record di vittorie e pole. Il figlio ha superato di gran lunga il padre, un padre che lo ha “programmato per la vittoria” anche utilizzando le maniere forti, trasformando un cognome rispettato in un sinonimo di dominio assoluto.

Le eredità pesanti e le leggende tragiche
Non mancano storie più contrastanti, come quella degli Schumacher. Michael, sette volte iridato, 91 vittorie, icona Ferrari e probabilmente il più grande di sempre per molti appassionati. Suo figlio Mick ha mostrato talento nelle categorie inferiori, vincendo la F2 nel 2020, ma in F1 con una deludente Haas non è riuscito a brillare: pochi punti, nessuna qualifica da top e un percorso interrotto troppo presto. L'eredità pesantissima ha reso il confronto impari. Oggi, Mick gareggia in IndyCar.

Un'altra pagina iconica è scritta dai Villeneuve. Gilles, canadese dal talento puro e dallo stile spettacolare, ha incantato con la Ferrari fino alla tragica morte a Zolder nel 1982: mai campione, ma leggenda immortale. Suo figlio Jacques ha preso il testimone negli anni '90, vincendo il titolo 1997 con la Williams in una stagione durissima, segnata dal controverso scontro con Schumacher a Jerez. Padre idolo romantico, figlio campione cinico e determinato.

Altre dinastie significative
Altre famiglie hanno lasciato tracce importanti nel Circus. I Magnussen, con Jan talento breve ma luminoso in McLaren negli anni '90 e Kevin attivo fino a pochi anni fa, in vari team, capace di agguantare un podio. I Piquet, Nelson tre volte iridato e Nelsinho con una parentesi in F1, finita contro il muro di Singapore seguita da successi in Formula E. I Nakajima, Satoru pioniere giapponese e Kazuki con esperienze in Williams e Toyota.
Persino gli Andretti, con Mario campione 1978 e leggenda americana, e Michael con una breve, difficile avventura in McLaren nel 1993. Non dimentichiamo i Brabham, con Jack tre volte campione e fondatore di un team storico, e i figli Gary e David con presenze sporadiche e senza grandi successi. O i Fittipaldi, legati al doppio iridato Emerson, con Wilson e il figlio Christian che ha corso in F1 con discreti risultati.
In oltre settant'anni di Formula 1, queste storie mostrano come il sangue e il talento possano intrecciarsi, a volte creando leggende doppie, a volte lasciando il figlio nell'ombra del padre, altre volte ribaltando completamente le gerarchie. Rimangono rare, preziose e cariche di emozione: il testimone passato da una generazione all'altra sul tracciato più veloce del mondo. Auguri a tutti i papà!
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