George Russell: l'uomo giusto finalmente al posto giusto
Dalle lacrime di Sakhir 2020 alla prospettiva di diventare campione del Mondo

George Russell riparte dal Bahrain con una certezza: la sua Mercedes è una delle monoposto più forti della griglia. D'accordo, sono gli altri a dirlo e non i diretti interessati ma sappiamo che questo fa parte del “balletto” di inizio stagione in cui tutti fanno a gara nel trovare i punti forti degli avversari e a mettersi in secondo piano.
George Russell e la cesura del 2020
I volti Mercedes però trasudano una serenità ed una tranquillità che non si vedeva da tanto, da quel lontano 2020 che vide Hamilton stravincere, permettendosi addirittura di poter saltare una gara per positività al Covid. E fu proprio quella gara che lanciò nel panorama motoristico un giovanissimo Russell che dimostrò subito di avere tutte le carte in regola per essere un futuro Campione del Mondo. Il britannico sostituì Hamilton dimostrando una solidità ed una forza mentale non indifferenti, soprattutto visto il poco preavviso che ricevette per il cambio di monoposto.

Purtroppo la storia ci ha insegnato che non puoi prendere la macchina del compagno di squadra, più titolato, e vincere alla prima occasione che ti si presenta (basti pensare a quello che accadde ad Eddie Irvine nella stagione 1999 e al famoso “misunderstanding” dei meccanici ai box). E così Russell nel 2020 dovette abbandonare il sogno di vincere la sua prima gara in Formula 1. Un sogno non dimenticato, ovviamente, ma anzi messo in banca a maturare interessi.
La prima parte dei quali è stata già riscattata dal pilota, riuscendo a passare da Williams a Mercedes e raggiungendo finalmente quella tanto agognata prima vittoria (GP Brasile 2022). Ora è il momento di battere cassa perché la Mercedes potrebbe davvero aver fatto il colpaccio quest'anno, realizzando una vettura che, almeno sulla carta, ha tutte le caratteristiche per essere vincente. Come dicevamo, non è Toto Wolff ad ammettere di essere i più competitivi, ma il resto dei team del Circus indica come primo nome proprio quello della scuderia di Brackley.
Per Russell dunque potrebbe essere finalmente giunta la stagione della verità, lui che ha fatto soffrire i tifosi lo scorso anno per un rinnovo che è arrivato solo ad ottobre e che è vincolato alle prestazioni della vettura. Perché il numero 63 sa di avere tutte le potenzialità per laurearsi Campione del Mondo. Da quella delusione del 2020 probabilmente è uscito più forte e determinato, pronto a cogliere ogni piccola possibilità per fare risultato. Ed in effetti è proprio quello che sta facendo vedere ormai da diverse stagioni.

George Russell, un pilota programmato per vincere
Senza grandi proclami o ostentazioni, Russell ha dimostrato di saper essere molto concreto e solido, riuscendo a massimizzare il potenziale di una vettura che, in tutta onestà, non gli ha garantito grandi traguardi. Nonostante questo George ha saputo spremere la sua monoposto, portandola sul podio ogni qual volta se ne è presentata l'occasione.
L'arma in più del giovane britannico è la sua calma, almeno apparente, uno che non dà in escandescenze, che non raccoglie la provocazione (impossibile dimenticare la reazione con Verstappen dopo il contatto di Baku 2023 quando l'olandese, che lo aspettava al varco per far polemica, si ritrovò a parlare da solo verso la schiena di Russell che si allontanava senza nemmeno togliersi il casco).
Questa freddezza, unita alla capacità di convivere in pista con uno come Max che, macchina o non macchina, può sempre essere in grado di cambiare gli equilibri in gara e diventare l'ago della bilancia nella rincorsa al mondiale, possono rappresentare le frecce all'arco del pilota Mercedes che quest'anno ha ottime possibilità di lottare per la conquista del numero 1. Solo chiacchiere da box? Alla pista l'ardua sentenza.