Aston Martin tra evoluzione tecnica e la line-up piloti che può essere stravolta
Il team inglese è pronto a far debuttare la AMR26B. Dalle prestazioni della vettura evoluta potrebbe dipendere un effetto domino con Alonso, Sainz e Colapinto coinvolti

Il Gran Premio d'Ungheria potrebbe rappresentare più di una semplice tappa del campionato per Aston Martin. Nel gruppo di Silverstone, infatti, c'è la convinzione che l'importante pacchetto tecnico destinato all'AMR26 possa fornire le prime risposte concrete sulla bontà del progetto impostato da Adrian Newey. Un banco di prova destinato ad avere conseguenze non soltanto sul piano prestazionale, ma anche sulle strategie future della squadra, comprese quelle relative alla line-up piloti.
Nel paddock, infatti, prende forma un'ipotesi che intreccia presente e futuro. Si tratta di uno scenario riportato dall'edizione italiana di Motorsport.com a firma di Roberto Chinchero e che, allo stato attuale, resta una ricostruzione legata a una serie di condizioni ancora tutte da verificare. Non esistono trattative definitive né decisioni già prese, ma diversi tasselli potrebbero iniziare a combaciare qualora la nuova Aston Martin non dovesse offrire le risposte attese.

L'AMR26 B è molto più di un semplice aggiornamento
Aston Martin non porterà in pista un classico pacchetto evolutivo. Le modifiche introdotte saranno talmente profonde da aver richiesto una nuova omologazione attraverso i crash test FIA, segnale evidente di un intervento che coinvolge anche elementi strutturali della monoposto e non esclusivamente l'aerodinamica.
All'interno del team la vettura viene considerata quasi come una seconda versione della AMR26, frutto di un deciso cambio di direzione tecnica maturato dopo una prima parte di stagione estremamente deludente. L'obiettivo non è limitare i danni nel campionato in corso, ma verificare se le idee sviluppate sotto la supervisione di Newey possano realmente costituire la base competitiva sulla quale costruire il futuro.
In questo contesto, anche la posizione di Fernando Alonso finisce inevitabilmente sotto osservazione. Se il nuovo progetto dovesse consentire ad Aston Martin di tornare stabilmente nelle posizioni di vertice della parte centrale della griglia, la prosecuzione del rapporto tra il due volte campione del mondo e il team britannico apparirebbe la soluzione più naturale. Con Honda ormai pienamente coinvolta nel progetto e una struttura tecnica profondamente rinnovata, lasciare proprio nel momento della possibile svolta avrebbe poco senso.

Alonso, Alpine e un possibile effetto domino
Lo scenario cambierebbe radicalmente qualora anche questa evoluzione non riuscisse a invertire la rotta. In quel caso tornerebbe d'attualità una suggestione che nel paddock circola da tempo: un ritorno di Alonso in Alpine per disputare gli ultimi anni della propria carriera accanto al suo mentore, Flavio Briatore.
Dal punto di vista economico un'operazione del genere sarebbe stata difficile fino a pochi mesi fa, soprattutto considerando l'ingaggio dello spagnolo. Tuttavia, le recenti operazioni commerciali concluse dalla squadra francese avrebbero incrementato la capacità d'investimento, rendendo l'ipotesi meno complicata rispetto al passato.
L'eventuale approdo di Alonso libererebbe inevitabilmente una casella destinata a produrre ulteriori conseguenze. Il principale indiziato a lasciare Alpine sarebbe Franco Colapinto, il cui nome è stato recentemente riavvicinato a Williams dopo alcuni contatti emersi nel fine settimana di Spa. Un ritorno a Grove rappresenterebbe una soluzione coerente sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo della continuità del progetto.
A quel punto Aston Martin dovrebbe individuare il sostituto dello spagnolo. Il profilo più accreditato resta Carlos Sainz, pilota da tempo apprezzato da Lawrence Stroll e considerato perfettamente compatibile con il percorso di crescita della squadra. L'ostacolo principale resta però il contratto che lega l'ex Ferrari a Williams, elemento che renderebbe qualsiasi operazione tutt'altro che immediata.

Come alternativa continua inoltre a circolare il nome di Esteban Ocon, il cui futuro appare sempre meno saldo all'interno della Haas.
Per il momento si resta nel campo delle ipotesi. Molto dipenderà dalla risposta della nuova Aston Martin in Ungheria e a Zandvoort, dove è previsto l'arrivo della seconda parte del pacchetto evolutivo. Se la AMR26B dimostrerà di aver corretto le lacune che hanno penalizzato il team nella prima parte della stagione, è probabile che il progetto prosegua senza scossoni. In caso contrario, invece, il mercato piloti del 2027 potrebbe entrare in fermento con largo anticipo, dando vita a un effetto domino destinato a coinvolgere alcune delle pedine più importanti della griglia.
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