Motore Ferrari V8

La Formula 1 vive una fase di apparente transizione, ma dietro la superficie si sta consumando uno dei dibattiti più importanti degli ultimi decenni. Il regolamento tecnico entrato in vigore quest'anno avrebbe dovuto rappresentare un nuovo punto di equilibrio tra sostenibilità, innovazione e spettacolo. In realtà, il paddock si è ritrovato quasi immediatamente a fare i conti con una serie di criticità che hanno aperto riflessioni molto più profonde sul futuro stesso della categoria.

Da una parte c’è il lavoro correttivo a breve termine. Team, FIA e motoristi stanno già discutendo possibili interventi per il 2027, soprattutto riguardo alla ripartizione tra quota endotermica ed elettrica delle power unit. La sensazione, infatti, è che l’attuale filosofia tecnica abbia spinto troppo verso l’elettrificazione, creando monoposto estremamente complesse nella gestione energetica e meno naturali dal punto di vista della guida.

Ma il vero orizzonte strategico della F1 non è il 2027. È il 2031. Ed è proprio attorno al prossimo ciclo regolamentare che stanno nascendo le idee più radicali.

Il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem.

F1 - Ben Sulayem spinge sui V8: meno complessità e costi ridotti

Il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, sta assumendo un ruolo sempre più centrale in questo processo. Negli ultimi mesi ha parlato più volte della possibilità di riportare in Formula 1 motorizzazioni a otto cilindri, concettualmente più semplici, meno dipendenti dalla componente elettrica ma comunque compatibili con l’utilizzo di carburanti sostenibili.

Una posizione che inizialmente sembrava destinata a scontrarsi frontalmente con i costruttori, soprattutto con chi aveva investito enormemente nell’attuale generazione di power unit. Invece il fronte si sta gradualmente aprendo.

Mercedes avrebbe già dato segnali favorevoli, così come Ford e Cadillac. Ferrari mantiene una posizione interlocutoria, osservando l’evoluzione del quadro politico e tecnico, mentre Honda vuole comprendere quale direzione definitiva prenderà la categoria prima di esporsi completamente.

La situazione più delicata riguarda probabilmente Audi. Il marchio tedesco è stato uno dei principali sostenitori dell’attuale filosofia ibrida fortemente elettrificata e ha costruito il proprio ingresso in Formula 1 proprio attorno a quella visione tecnica. Tuttavia, i problemi emersi in questa prima fase regolamentare rischiano di rimettere tutto in discussione.

Ben Sulayem, parlando recentemente a Forbes⁠, ha chiarito quali dovranno essere le direttrici del futuro: semplificazione e contenimento dei costi. Due concetti che stanno diventando centrali in una Formula 1 che vuole evitare di trasformarsi in una categoria sempre più elitaria e distante dalla comprensione del pubblico.

Formula 1 2026 2027
Power unit Ferrari

F1 - Monoposto più leggere e piloti più centrali

L’idea su cui si sta lavorando è quella di monoposto molto diverse dalle attuali. Auto più leggere, intorno ai 700 chilogrammi, più compatte nelle dimensioni e meno dipendenti da sistemi energetici estremamente sofisticati.

Il concetto sarebbe quello di abbinare V8  a una componente ibrida molto meno invasiva rispetto a quella attuale. Non si tratterebbe quindi di un ritorno nostalgico al passato, ma di una reinterpretazione moderna della Formula 1: sostenibile, ma meno artificiale nella dinamica di guida.

L’obiettivo è duplice. Da un lato rendere la categoria economicamente più accessibile per team e costruttori. Dall’altro riportare il pilota al centro del progetto tecnico.

Negli ultimi anni la gestione energetica è diventata una parte dominante della performance. I piloti si trovano spesso costretti ad amministrare continuamente batterie, temperature, gomme e deploy elettrico, sacrificando aggressività e spontaneità nella guida. La nuova filosofia a cui sta pensando la FIA vuole invece monoposto più “guidabili”, meno vincolate alla conservazione e più orientate alla spinta continua.

Una visione che coincide molto con quella espressa più volte da Max Verstappen, che da tempo invoca vetture più leggere, più semplici e meno dipendenti da dinamiche artificiali.

Ferrari SF-26 Miami
I meccanici spingono la Ferrari SF-26 sulla griglia di partenza del GP di Miami

La Formula 1 che si prepara al prossimo Gran Premio del Canada, dunque, in realtà sta già guardando molto oltre la stagione in corso. Il timore, all’interno del paddock, è quello di aver ripetuto errori strutturali già visti nei precedenti cicli regolamentari: prima con l’eccessiva rigidità delle vetture a effetto Venturi, poi con power unit giudicate troppo sbilanciate verso l’elettrico.

La direzione verso cui si vuole andare appare ormai abbastanza chiara: una Formula 1 più semplice per diventare più competitiva, più spettacolare e soprattutto più comprensibile. Non soltanto per gli ingegneri e gli addetti ai lavori, ma anche per i tifosi.

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