Verstappen e il principio della non ingerenza
Se Jos Verstappen avesse scelto di fare la carriera diplomatica, probabilmente avrebbe dovuto immediatamente cambiare idea. Al papà del talentuoso Max manca una dote fondamentale per chi deve avere un approccio cauto prima di muoversi e prendere decisioni: la facoltà di non ingerire negli affari altrui.
Che la vita sportiva di suo figlio sia un recinto entro il quale Verstappen padre può muoversi è un dato di fatto, ratificato anche dalla possibilità che il pilota gli concede. Meno forza verbale e decisionale avrebbe, però, nel disquisire sulle scelte del team Red Bull in materia di assetti strategici interni.
Ma Jos è fatto così: non ha peli sulla lingua, se ne frega un po' degli effetti delle sue parole sugli altri, lo si è visto come ha gestito i rapporti complessi con Horner nella stagione più burrascosa della scuderia anglo-austriaca. Jos è andato dritto come una nave spaccaghiaccio, scontrandosi apertamente con il team principal inglese senza minimamente pensare a quali potessero essere le conseguenze di un clima così avvelenato.
Dopo un’altra stagione deludente di Sergio Perez, in Red Bull stanno effettivamente valutando se sia il caso di continuare con il messicano. La clausola liberatoria inserita nel rinnovo contrattuale permette al team di dare il benservito a un pilota che, ormai da troppi anni, non riesce a raccapezzarsi nei confronti di Max.
Sono in corso valutazioni che mettono al centro due piloti: Franco Colapinto, la sorpresa degli ultimi tempi, che però non appartiene all'academy Red Bull, e Liam Lawson, richiamato in Formula 1 per sostituire un Daniel Ricciardo ormai sul viale del tramonto. Ci sarebbe poi un terzo incomodo: Yuki Tsunoda, che, nonostante si comporti bene da qualche stagione, non viene mai preso seriamente in considerazione. Chissà come mai.

Jos Verstappen e l’endorsement per Liam Lawson: perché?
Qualche giorno fa, Jos Verstappen ha rotto gli indugi e ha parlato apertamente di ciò che dovrebbero fare Horner e Marko per l'anno prossimo. L'ex pilota olandese ha detto che Lawson sta facendo molto bene e che ormai è logico che debba fare il passo definitivo nel team principale. L'ex Benetton non si è detto contrario a questo scenario, che servirebbe per pungolare Max Verstappen a migliorarsi ulteriormente, poiché Perez ormai non rappresenta più uno stimolo valido. Sei furbo, Jos. Sicuramente il driver neozelandese potrebbe offrire prestazioni più elevate di quelle prodotte da Perez in questi anni. Ma siamo certi che abbia la capacità di infastidire concretamente un cannibale sportivo quale è Max Verstappen? La sensazione è che Lawson possa aumentare leggermente il tasso tecnico complessivo del team, ma di certo non riuscirebbe a mettersi al livello dell'olandese. Servirebbero piloti di ben altra caratura, come Leclerc, Hamilton, Alonso o, in misura minore, uno come Carlos Sainz che, pur non avendo la stessa velocità pura di questi campioni, compensa con altre virtù come la visione di gara e la costanza di rendimento. Lawson sarebbe un secondo perfetto per Max Verstappen: più veloce di Perez, ma comunque non all'altezza del talento di Hasselt. Inoltre, data la giovane età e la possibilità che gli verrà concessa, sarà un facile strumento di controllo che non potrà valicare certi limiti posti dalla Red Bull.
Crediti foto: Mercedes-AMG Petronas F1 Team, Formulacritica, Oracle Red Bull Racing, Scuderia Ferrari HP, McLaren F1