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Hamilton in azione durante le FP2

GP Ungheria, Ferrari - Hamilton conclude al comando il venerdì ungherese, staccando di quasi un decimo e mezzo il compagno di squadra. Sul giro secco le SF-26 si sono dimostrate le vetture migliori del lotto, anche se le condizioni esterne sono attese a numerosi cambiamenti, tra evoluzione della pista e temperature in aumento. 

GP Ungheria, Ferrari: fondamentale seguire l'evoluzione della pista

Come confermato da Pirelli, l'evoluzione della pista sarà uno dei macro-argomenti del fine settimana, partendo dalla giornata di oggi. Ferrari ha confermato le ottime sensazioni delle FP1, svoltesi su una pista estremamente sporca. Nella seconda sessione il bilanciamento si è confermato ottimale, seppur con un Leclerc poco soddisfatto del proprio giro. 

A livello tecnico la Macarena dotata dei deviatori di flusso verticali è stata pienamente promossa, posizionati centralmente a livello del main plane, montati anche sulla vettura di Hamilton già al finire della prima sessione. La vettura è tornata nella sua configurazione da massimo carico

La cascata di deviatori, oltre che ad avere la funzione ovvia di generare carico aerodinamico, aiuterebbe anche a ridurre la resistenza generata dal movimento rotativo dell'ala, spostando parte del flusso d'aria sopra ai due flap. Tuttavia con essa si ottiene un conseguente aumento di resistenza in Straight Mode, mitigata dal layout della pista ungherese. 

Il tracciato è uno dei più stressanti sui freni, non tanto in termini di intensità ma più per quanto riguarda il loro utilizzo. Leclerc sarà messo a dura prova in tale ambito, avendo effettuato il cambiamento ai Carbon Industrie solamente da Barcellona. Il layout non aiuta nemmeno, con pochi rettifili (e corti) per disperdere il calore accumulato. 

Come osservato nelle FP1, Ferrari predilige un'erogazione più magra alle alte velocità, in modo da favorire l'uscita di curva. Non a caso Hamilton nel suo giro migliore registra le top speed mediamente più basse (soprattutto alla 11 e alla 12). Allo stesso tempo, il britannico fa registrare un'ottima trazione in uscita, soprattutto fuori dalla 12 e dalla 14. 

L'inglese racimola più di due decimi alla 1, quasi come per la 5, dove la sua SF-26 mostra un ottimo inserimento. Caratteristica che emerge anche nel secondo settore, ricco di curve da media velocità. Da dopo la variante lenta Hamilton guadagna circa un decimo su Russell, che come Norris verso la 9 pare sfruttare dell'energia in più rispetto al britannico. Simile lavoro quello svolto alla 4 da Norris, che a differenza di Hamilton e Russell registra una curva di velocità piatta. 

I piloti Ferrari restano gli unici a lavorare in modo marcato con l'acceleratore a centro curva, sintomo di un progetto che garantisce molto carico al posteriore ottenendo una buona rotazione, che si traduce in una migliore uscita di curva, sensazione confermata dai dati. Non si tratta perciò solamente di un singolo fattore, ma dalla somma di diverse situazioni che portano ad un posteriore apparentemente solido sul giro secco, ma pur sempre al limite.

Altrettanto vero è che la gomma morbida tende a mascherare le carenze telaistiche delle vetture. Importante sarà arrivare all'ultimo settore con le gomme ancora in finestra, cercando di evitare un surriscaldamento che sulle ultime due curve sarebbe potenzialmente fatale per il giro. 

Se sarà abbastanza in gara bisognerà capirlo domani, visto che le simulazioni di passo gara sono state per nulla ottimali. Un qualcosa che va oltre la mera esecuzione, visto che rimanendo nel traffico non si ottengono i dati necessari per svolgere la gara nel migliore dei modi. 

Ancor di più se si considera che il rischio graining è più presente sulla mescola C4 come riportato dal direttore Pirelli, essendo stata pensata per lavorare a temperature più elevate. Non a caso la C5 si è dimostrara migliore del previsto.

Da segnalare l'utilizzo di una configurazione di riscaldamento più permissiva, con le branchie che hanno fatto la loro comparsa sulle pance delle vetture a partire dalla seconda sessione. 

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La Ferrari di Leclerc in azione all'Hungaroring

GP Ungheria, Ferrari: Mercedes c'è, occhio a McLaren

Senza sorprese Mercedes si conferma della partita, almeno con Antonelli. L'italiano si è detto soddisfatto al termine del suo ultimo tentativo di giro lanciato, concluso prematuramente alla variante a causa dei sofferti micro-bloccaggi al posteriore. 

Nelle simulazioni passo gara la vettura di Kimi si è confermata ottima, verosimilmente poco migliore di Leclerc, perseguitato dal traffico. Più in difficoltà Russell, che nella sessione del primo pomeriggio ha ribaltato mezza macchina, passando per rigidezza verticale, rigidezza al rollio, altezza anteriore e posteriore, finendo per agire sulla barra di torsione posteriore. 

Il passo nelle FP2 si è dimostrato buono, seppur non ottimo come quello del compagno. Da segnalare per la squadra di Brackley un nuovo cofano motore, più aperto negli sfoghi posteriori, come per McLaren, che nelle FP1 si era presentata in pista con la soluzione più estrema disponibile (poi accantonata per le FP2). 

Concludendo, Ferrari ha mostrato di poter fare bene, presentandosi in pista con un equilibrio tutto suo, sia a livello di comportamento che a livello energetico. Mercedes, con Antonelli, resta la favorita soprattutto in ottica gara, alla luce delle temperature maggiori attese per domenica. 

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Crediti Foto: Scuderia Ferrari HP

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