Carlos Sainz all'intervista post gara in Qatar
Carlos Sainz all'intervista post gara in Qatar

La presentazione della livrea della Williams FW48 per il Mondiale di Formula 1 2026 è stata anticipata, nelle ultime settimane, da indiscrezioni insistenti su un presunto sovrappeso della monoposto, quantificato da alcune fonti in un range compreso tra i 20 e i 30 chilogrammi. Una narrativa che ha trovato ampia eco (per dovere di cronaca ci siamo limitati a riportare il dispaccio) alimentata dal fatto che il team di Grove ha effettivamente dovuto rinviare parte del proprio programma iniziale a causa delle difficoltà emerse nei primi crash test.

Williams FW48
La livrea della Williams FW48

Williams FW48: il sovrappeso è leggerissimo

Eppure, la documentazione tecnica fornita ufficialmente dalla squadra a margine della kermesse odierna racconta una storia diversa. La scheda tecnica smentisce in modo netto l’ipotesi di una FW48 strutturalmente fuori target dal punto di vista del peso minimo regolamentare. Gli interventi di rinforzo sulla cellula di sopravvivenza, necessari per superare le verifiche FIA, hanno comportato compromessi fisiologici in fase di sviluppo, ma il quadro attuale appare molto meno critico rispetto a quanto ipotizzato inizialmente.

È in questo contesto che vanno lette le parole di Carlos Sainz, chiamato nel 2026 a dare continuità a un progetto che l'anno passato ha sorpreso gran parte del paddock con un quinto posto in classifica costruttori. Lo spagnolo ha voluto innanzitutto sottolineare la solidità del percorso intrapreso con Williams, partendo dalla dimensione umana e organizzativa del team. "Sono molto felice di poter dire che è il mio secondo anno con Williams, e soprattutto dopo un anno così positivo come il 2025 partiamo con molta motivazione e grande desiderio per queste nuove normative", ha spiegato.

Williams FW48, il cambio regolamentare è un’opportunità

Il cambio regolamentare, tuttavia, azzera molti dei riferimenti tecnici costruiti nella stagione precedente. "È un peccato non poter trasformare tutto ciò che ho imparato l'anno scorso sulla Williams, su come migliorarla, su come guidarla, non poterla portare al 2026, perché bisogna ricominciare da zero", ha ammesso Sainz, chiarendo però come la continuità delle persone rappresenti un vantaggio non trascurabile. Conoscere già ingegneri, meccanici e processi interni consente di accelerare la fase di comprensione della vettura, un aspetto importante in un ciclo tecnico così radicale.

Il riferimento ai risultati del 2025 serve anche a inquadrare la credibilità del progetto. "Molti non si aspettavano che nella mia prima stagione con la Williams potessimo già ottenere due podi e un altro in una sprint, un quinto posto nella classifica costruttori", ha ricordato lo spagnolo, rivendicando come quei risultati abbiano dimostrato che Williams è una squadra strutturata, orientata al futuro e capace di capitalizzare le proprie risorse. Non una sorpresa episodica, ma una base da cui ripartire.

La FW48 nasce infatti all’interno di quello che Sainz definisce senza esitazioni come il cambiamento più profondo degli ultimi decenni. "È la sfida più grande che le squadre abbiano affrontato negli ultimi 20 o 30 anni. Cambia l'aerodinamica, i motori, le ruote, il peso delle auto... Cambia tutto". Un passaggio che rende inevitabilmente difficile qualsiasi previsione comparativa, soprattutto in questa fase iniziale in cui i valori reali emergeranno solo in pista.

Ed è proprio qui che il tema del peso torna centrale, ma in una chiave più razionale. Sainz stesso ammette l’impossibilità di sapere chi abbia centrato meglio i parametri tra power unit, aerodinamica e massa complessiva. "È molto difficile fissare un obiettivo personale senza sapere dove ci saranno ciascuna delle undici squadre". Un’affermazione che, letta insieme alla smentita tecnica del sovrappeso, ridimensiona l’idea di una Williams già compromessa prima ancora di scendere in pista.

Il Bahrain, sede dei test ufficiali (leggi le date) che seguono lo shakedown catalano, diventa così il vero punto di svolta. Non un esame di sopravvivenza, ma il primo banco di prova per valutare la qualità del lavoro svolto dopo aver superato gli ostacoli iniziali. "È un anno importante per continuare a dimostrare progressi e proseguire passo dopo passo", ha concluso Sainz, indicando chiaramente la direzione: consolidare, crescere, sfruttare al meglio un regolamento che mette tutti di fronte allo stesso punto di partenza.

Alla luce di questi elementi, si può cautamente affermare che la Williams sia meno fragile di quanto raccontato nelle prime indiscrezioni, consapevole dei propri limiti ma anche delle opportunità offerte dal nuovo ciclo tecnico. E con un pilota che, almeno nelle parole, sembra guardare ai test del Bahrain con una fiducia tutt’altro che formale.


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