Volano stracci tra due ex della F1: c'entra Red Bull
Le parole di Martin Brundle riaccendono le tensioni attorno a Verstappen. Jos replica duramente, ma il futuro dell'olandese resta in bilico.

L'atmosfera all'interno di Red Bull F1 continua a essere tutt'altro che serena. Le difficoltà tecniche della monoposto, i risultati che non soddisfano le aspettative e un rapporto sempre più complicato tra Max Verstappen e la squadra di Milton Keynes stanno alimentando un clima di crescente incertezza.
Dopo il Gran Premio di Gran Bretagna, le indiscrezioni sul possibile addio del quattro volte campione del mondo si sono intensificate, complice anche la possibilità di attivare una clausola contrattuale che gli consentirebbe di lasciare il team.
Alla base del malcontento non ci sarebbero soltanto le prestazioni della RB22. Negli ultimi appuntamenti iridati, il pilota di Hasselt ha dovuto fare i conti anche con problemi tecnici legati all'ala posteriore, circostanze che hanno contribuito a due incidenti consecutivi. A questo si aggiunge una sensazione che, secondo diverse ricostruzioni, starebbe pesando sempre di più sul pilota olandese: quella di non vedere più accolte con la necessaria attenzione le proprie indicazioni sullo sviluppo della vettura.
La situazione in classifica rende inoltre sempre più concreta l'ipotesi che non riesca a presentarsi alla pausa estiva nelle posizioni richieste per far decadere la clausola di uscita prevista dal contratto. Un dettaglio che inevitabilmente alimenta le speculazioni sul suo futuro.

Martin Brundle punta il dito contro il clan Verstappen
Ad accendere ulteriormente il dibattito ci hanno pensato le dichiarazioni di Martin Brundle durante la diretta di Sky Sports F1. L'ex pilota britannico ha proposto una lettura estremamente severa di quanto sta accadendo all'interno della scuderia austriaca, arrivando ad attribuire al cosiddetto "Team Verstappen" una responsabilità diretta nel progressivo indebolimento della struttura dirigenziale della squadra.
"Oh mio Dio, volevano sabotare la gestione della Red Bull, vero? Il Team Verstappen l'ha fatto in modo meraviglioso," ha dichiarato Brundle. L'analisi dell'ex pilota è poi proseguita facendo riferimento ai numerosi cambiamenti che hanno interessato il management della scuderia negli ultimi mesi.
"Per cominciare, Christian Horner, poi Adrian Newey, il dottor Helmut Marko e Jonathan Wheatley sono andati via. Ora sappiamo che Paul Monaghan se ne va. Penso che la squadra di Verstappen abbia fatto un lavoro troppo buono volendo liberarsi di alcuni player della Red Bull", ha aggiunto il commentatore britannico.
Parole destinate inevitabilmente a far discutere, soprattutto in una fase nella quale il futuro di Verstappen continua a essere uno degli argomenti più delicati del paddock.

La risposta di Jos e un rapporto sempre più complicato con la stampa britannica
Le dichiarazioni di Brundle non sono rimaste senza replica. A intervenire non è stato Max Verstappen, bensì suo padre Jos, che attraverso il proprio profilo Instagram ha risposto in maniera diretta alle accuse rivolte alla famiglia. "Un altro idiota che pensa di sapere cos'è", ha scritto l'ex pilota di Formula 1, liquidando così le considerazioni del commentatore britannico.
Non è la prima occasione in cui la famiglia Verstappen entra in collisione con la stampa del Regno Unito. Già nel finale della stagione 2025, durante il Gran Premio di Abu Dhabi, Max aveva manifestato apertamente il proprio disappunto nei confronti delle domande di un giornalista del Guardian. Alcuni mesi più tardi, nel weekend del Gran Premio del Giappone 2026, allo stesso cronista venne impedito di partecipare alla conferenza stampa del campione del mondo.
Nel frattempo resta aperto il tema più importante: il futuro sportivo di Verstappen. Il suo entourage avrebbe già sondato il terreno sia con Mercedes sia con McLaren, senza che però siano emersi sviluppi concreti. La permanenza in Red Bull, almeno sulla carta, resta dunque l'ipotesi più probabile, ma sarà necessario che la squadra riesca a invertire rapidamente la rotta sul piano tecnico e gestionale se vorrà convincere il proprio pilota di riferimento a proseguire un progetto che, fino a poco tempo fa, sembrava destinato a dominare ancora a lungo la Formula 1.
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