Tutti sul carro di Kimi, almeno fino a Domenica prossima
Il pilota bolognese, dopo la vittoria in Cina, ha all'attivo più sostenitori di quanti ne abbia mai potuti immaginare. Chissà se sarà così anche in futuro

Per fortuna che domani si torna a correre e sarà la pista a parlare. Da quando Kimi ha vinto la sua prima gara, nel gp di Cina, è stato un continuo susseguirsi di personaggi che hanno tentato di appropriarsi della sua vittoria e del suo talento, nei modi più disparati e fantasiosi. Gente che non ha mai seguito la Formula 1 o che non sa nemmeno quanti pneumatici monti una monoposto, ha improvvisamente sentito l'urgenza di associare il proprio nome a quello del pilota italiano, per garantirsi cosa? Più visualizzazioni? Più like? Davvero un mistero trovare la risposta giusta.
Di sicuro c'è che, ormai da giorni, “tutti” in Italia seguono il circus e “tutti” in Italia sono team principal di una scuderia, con tutti gli oneri e gli onori che ne seguono. E allora giù a dire che bisogna andarci piano, che non serve mettere pressione sulle spalle di un ragazzo di appena 19 anni, che può anche arrivare secondo.

Le accuse a Mercedes e a Wolff
Quando lo scorso anno Kimi visse un momento “particolare” (perchè alla prima stagione in formula 1, a 18 anni, sembra eccessivo parlare di crisi), in molti si scatenarono contro la gestione da parte della Mercedes del talento italiano, accusando Wolff di trattare Antonelli come era abituato a trattare Hamilton, senza considerare la differenza di età e soprattutto di esperienza. Le critiche arrivarono anche addosso al numero 12 di Bologna, che fu etichettato come una stella che non brilla più per una tenuta psicologica non all'altezza della situazione (impossibile per i tifosi dimenticare gli occhi rossi di Kimi, presentatosi alle interviste dopo le qualifiche del gp del Belgio 2025, con un fazzoletto mal nascosto in mano e tutta la sua umanità e fragilità a bucare la telecamera).
Commenti giunti senza tenere conto che il primo a parlare di calma e soprattutto di “zero pressione” è stato da sempre proprio Toto Wolff, fin da quel primo incidente nelle FP1 del gp di Monza 2024, quando Kimi distrusse la macchina di Russell, oppure dopo la meravigliosa pole position ottenuta da Antonelli per la sprint di Miami 2025, poi tramutatasi in una gara negativa. Ma anche in quella occasione fu sempre Wolff a rincuorare via radio Kimi, parlando di “mini-gara” di scarsa importanza. Insomma, il team principal della stella a tre punte, ha sempre protetto e incoraggiato il proprio pupillo.

Sarà così anche il prossimo lunedì?
Vista la grande scia di personaggi che ha seguito, a quanto pare, la vittoria all'alba di Antonelli e che si è sentita in dovere di esprimersi su un risultato eccezionale, frutto di tanto lavoro di un team tedesco (inutile che dia fastidio, è la pura verità), di un osservatore lungimirante (Giovanni Minardi, che non si è fermato dopo il no della Ferrari, andando a bussare alla Mercedes) e soprattutto frutto della forza di un ragazzo che ha la velocità nel sangue e che ha i piedi ben piantati per terra, adesso cosa ci aspettiamo di leggere il prossimo lunedì se Antonelli non dovesse salire sul podio?
O se rimanesse addirittura fuori dalla zona punti? Sarà di nuovo un “tutti contro Wolff” che non ha saputo gestire le fragilità del suo pilota? O forse sarà colpa di Kimi che non ha abbastanza maturità per capire come gestirsi nel mondo degli adulti? Magari sarà colpa della troppa pressione che porta la vittoria, quando non la sai analizzare, o forse sarà per le aspettative troppo alte?
Impossibile fare pronostici. Sarà tutto quello che vorranno che sia quelli che hanno capito un paio di domeniche fa che c'è un italiano in Formula 1. Per tutti gli altri, che c'erano già in quel primo tremendo botto a Monza, sarà solo un'altra gara da mettere nei ricordi per continuare a ripetere ”forza Kimi!”, il resto non conta.