GP Bahrain Arabia Saudita F1
Lo scatto al via della F1, con i tracciati del Sakhir e Jeddah

I GP di Bahrain e Arabia Saudita, previsti per aprile come 4° e 5° tappa del mondiale, non si terranno a causa dell’aggravarsi del conflitto nella regione del Medio Oriente, fra Stati Uniti, Israele ed Iran. Le tensioni militari, che hanno coinvolto direttamente diversi Paesi del Golfo con azioni e rappresaglie continue, hanno reso impossibile garantire la sicurezza minima richiesta per lo svolgimento di un evento di F1

La FIA e Liberty Media, dopo un’attenta analisi della situazione geopolitica, hanno concluso che non esistessero le condizioni necessarie per proteggere piloti, team, personale, fornitori e spettatori. Le gare di Sakhir e di Jeddah, sono state quindi cancellate.

La cancellazione ha modificato in modo sostanziale la struttura del campionato, portando il numero totale di GP da 24 a 22. Non è stato introdotto alcun evento sostitutivo né è stata prevista una ricollocazione delle due prove in altre date della stagione. Tra il Gran Premio del Giappone, fissato alla fine di marzo, e quello di Miami, in programma nei primi giorni di maggio, si è creato un intervallo di 5 settimane completamente privo di gare. 

Questo lungo periodo di stop altera profondamente i ritmi della stagione iniziale, interrompendo il flusso continuo di dati tecnici, sviluppi aerodinamici, aggiornamenti di setup e accumulo di esperienza in pista che caratterizzano normalmente il primo trimestre del campionato.

GP Bahrain Arabia Saudita F1
Un palazzo danneggiato da un drone iraniano, a Manama, in Bahrain

Impatto economico su Liberty Media e sui team

L’impatto economico della doppia cancellazione si configura come uno dei più rilevanti nella storia recente della F1. Bahrain e Arabia Saudita ospitano due dei circuiti con le fee di ospitalità più elevate del Circus. L’accordo con Jeddah garantisce circa 70 milioni di dollari all’anno fino al 2030 (in teoria l'evento si sposterebbe nel nuovo tracciato di Qiddya dal 2028-2029), mentre il contributo complessivo dei due paesi si avvicina ai 115 milioni di dollari in commissioni per le licenze di hosting

La mancata disputa delle gare comporta la perdita diretta di queste somme, a cui si aggiungono introiti accessori derivanti da sponsorizzazioni locali, pacchetti di hospitality premium, vendite di biglietti, diritti televisivi incrementali e altre entrate correlate ai due weekend. Liberty Media quantifica il mancato incasso complessivo tra 190 e 200 milioni di dollari, con un impatto negativo sull’EBITDA dell’intero ecosistema F1 stimato intorno agli 80 milioni di dollari. Si tratta di una riduzione significativa rispetto ai ricavi record del 2025, che avevano raggiunto i 3,87 miliardi di dollari.

Le squadre, che percepiscono una quota importante dei ricavi totali attraverso il meccanismo del prize money, subiscono una contrazione proporzionale dei loro introiti. La perdita per ciascuna scuderia si attesta su diversi milioni di dollari, anche se tale effetto viene in parte attenuato dalla contemporanea riduzione dei costi operativi legati alle due trasferte extra-europee cancellate. 

Le spese risparmiate comprendono logistica aerea e marittima, trasporto di attrezzature e ricambi, vitto e alloggio per centinaia di persone, oltre a vari oneri accessori. Questo bilanciamento parziale tra minori entrate e minori uscite permette di limitare il danno netto per le scuderie rispetto a quanto subito direttamente da Liberty Media.

GP Bahrain Arabia Saudita F1
Il rettilineo di Jeddah. Il GP sul Mar Rosso è uno dei più redditizi dell'intero calendario

Reazione dei mercati e solidità finanziaria

Nonostante la battuta d’arresto, Liberty Media conserva una solida posizione finanziaria, costruita su anni di crescita costante e su una valutazione di mercato che ha consentito di assorbire l’impatto senza eccessive ripercussioni. Il titolo azionario, dopo l’annuncio ufficiale, ha registrato un calo contenuto di circa l’1,3%, confermando la percezione di resilienza dell’azienda e la fiducia degli investitori nella capacità di gestire crisi di questa natura senza compromettere la traiettoria di lungo termine.

Al momento non risultano attivi meccanismi di compensazione immediata né rimborsi da parte degli organizzatori locali, né sono stati annunciati interventi straordinari per recuperare le perdite nel breve termine. La stagione proseguirà al momento con 22 Gran Premi, mantenendo una struttura complessiva più ricca rispetto a molti campionati del passato, ma evidenziando al contempo la vulnerabilità del Circus a eventi geopolitici imprevedibili e prolungati. 

La vicenda potrebbe accelerare una riflessione strategica su una maggiore diversificazione delle location e dei partner commerciali, riducendo la dipendenza da aree geografiche esposte a instabilità cronica, pur senza compromettere la traiettoria di espansione e di solidità economica che Liberty Media ha impresso alla Formula 1 negli ultimi anni.


Crediti foto: AFP, Reuters

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