Lewis Hamilton e il Canada, il ricordo che ha cambiato tutto
Il sette volte iridato ripercorre il suo primo trionfo a Montréal: dalla sfida interna con Alonso alla pole position che cambiò la percezione della sua carriera

Il Gran Premio del Canada occupa un posto speciale nella carriera di Lewis Hamilton. Montréal, infatti, rappresenta il luogo in cui il britannico ottenne la sua prima vittoria in Formula 1, un successo che ancora oggi considera uno dei momenti più segnanti del proprio percorso sportivo. In vista del ritorno sul tracciato intitolato a Gilles Villeneuve, il pilota della Ferrari ha raccontato un lungo aneddoto legato alla stagione del debutto con la McLaren e al confronto diretto con Fernando Alonso.
Hamilton ha spiegato come, all’inizio della sua avventura nel Circus, all’interno del team vi fosse la convinzione che il gap nei confronti dello spagnolo sarebbe stato molto ampio.
"La mia prima vittoria in un Gran Premio, in Canada, sarà sempre quella che mi resterà più impressa pensando al Canada. Era la fine della stagione, mi veniva detto che sarei stato mezzo secondo più lento di Fernando, che non avrei dovuto sorprendermi se fossi stato mezzo secondo dietro a Fernando. E invece all’inizio ero subito lì con lui, anche se stavo faticando un po’ ad adattarmi al traction control. Fernando lo teneva sempre al massimo, mentre io lo impostavo sempre al minimo, e questo alla fine penalizzava la prestazione pura. Mi ci volle un po’ di tempo per abituarmi a sfruttarlo".

Il tema carburante e la pole position che cambiò gli equilibri
Nel racconto di Hamilton emerge anche un dettaglio tecnico importante relativo ai regolamenti dell’epoca, quando le qualifiche erano strettamente condizionate dal quantitativo di carburante imbarcato in vista della gara. Il britannico ha spiegato come, essendo il rookie della squadra, fosse spesso penalizzato da strategie più conservative.
"All’epoca, inoltre, c’erano i rifornimenti durante la gara, e non si potevano mai fermare entrambe le vetture nello stesso giro. Dovevamo separarci di due giri. E dato che ero un rookie, a me toccava sempre il carico di carburante più pesante, quindi avevo sempre due giri di benzina in più ogni volta che andavo in qualifica. A quel tempo ero convintissimo di poter battere Fernando in qualifica, avevo solo bisogno dell’opportunità giusta e avevo lottato per averla fin dalla prima gara, anche se in Canada erano passati soltanto cinque GP", ha spiegato Lewis.
Il weekend canadese rappresentò il primo momento in cui Hamilton ebbe finalmente le stesse condizioni del compagno di squadra. Da lì arrivarono la pole position e la successiva vittoria, risultati che modificarono radicalmente la percezione interna al team e soprattutto la fiducia del pilota nei propri mezzi.

Montréal come spartiacque della carriera
Secondo il britannico, quel fine settimana in Canada segnò un vero spartiacque nella sua carriera. Non soltanto per il risultato ottenuto, ma per ciò che rappresentò dal punto di vista mentale e professionale.
"Poi arrivammo in Canada e ci diedero lo stesso quantitativo di carburante. E io conquistai la pole position al mio primo Gran Premio lì. Credo che sia stato il momento che ha confermato la fiducia che avevo in me stesso, la convinzione di avere ciò che serviva per vincere. Dimostrai al mio capo che si sbagliava quando diceva che sarei stato mezzo secondo più lento, e dimostrai a me stesso che bisogna sempre lottare per ciò in cui si crede. Per questo è stato un momento molto importante e decisivo nella mia carriera".
Parole che raccontano bene quanto il circuito canadese abbia avuto un grande peso nella costruzione della leggenda sportiva di Hamilton. Una pista che, a distanza di anni, continua a evocare il ricordo di quel primo grande momento di consacrazione in Formula 1.
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