Red Bull prepara la risposta a Spielberg: Ferrari insegna che è lecito crederci
Laurent Mekies conferma sviluppi importanti per il GP d'Austria. L'obiettivo è ridurre il distacco da Mercedes e da Ferrari che ha mostrato che rimontare è possibile

Il Gran Premio d'Austria (qui il programma completo) rappresenterà uno snodo importante per la stagione della Red Bull. Sul tracciato di casa, quello di Spielberg che porta il nome del gruppo, la squadra di Milton Keynes introdurrà infatti un nuovo pacchetto di aggiornamenti nel tentativo di proseguire il percorso di recupero avviato nelle ultime settimane.
A confermarlo è stato il team principal della scuderia, Laurent Mekies, che ha tracciato un bilancio della prima parte di campionato evidenziando sia i progressi compiuti sia le aree nelle quali la monoposto presenta ancora evidenti margini di miglioramento.
"In Austria porteremo un pacchetto di aggiornamenti. Speriamo che saremo in grado di ridurre ulteriormente il distacco. Abbiamo iniziato con un gap di un secondo e due decimi dalla pole e a Monaco eravamo a quattro centesimi, su un circuito in cui la power unit non conta molto", ha spiegato il manager francese ai microfoni di AUTOhebdo.
Il riferimento è a una crescita che, almeno sul giro secco, appare tangibile anche se non è prorompente. Tuttavia, i progressi registrati su alcuni tracciati non hanno ancora cancellato le debolezze strutturali della vettura, emerse con particolare evidenza nell'ultimo appuntamento disputato a Barcellona.

Barcellona ha mostrato i limiti della monoposto
Secondo Mekies, il circuito catalano ha rappresentato una sorta di cartina di tornasole per valutare il reale livello di competitività della Red Bull. "Sapevamo che a Barcellona avremmo faticato, perché non abbiamo risolto completamente i problemi nelle curve medie e veloci, ma siamo fiduciosi che il nuovo pacchetto ci aiuterà. Tutto il team sta lavorando sodo per apportare ulteriori miglioramenti e ridurre questo distacco".
Una dichiarazione che conferma quanto già emerso dalle prestazioni in pista. La RB22 continua infatti a soffrire nelle percorrenze ad alta velocità, una criticità che limita il potenziale complessivo della vettura soprattutto sui circuiti caratterizzati da curve lunghe e carichi aerodinamici elevati.
In questo senso il Red Bull Ring potrebbe offrire indicazioni preziose. Il tracciato austriaco presenta infatti un mix particolare di frenate violente, rettilinei e curve veloci (poche) che consentirà di valutare immediatamente l'efficacia delle novità introdotte.

Il motore convince, il telaio deve recuperare terreno
L'analisi di Mekies si è poi allargata all'intero progetto 2026, caratterizzato dall'introduzione delle nuove power unit e da un quadro tecnico completamente rinnovato.
"Se allarghiamo lo sguardo, la sfida del motore nuovo è stata enorme. Abbiamo capito abbastanza in fretta che al Powertrains avevano fatto un lavoro incredibile e che saremmo stati forti su quel lato. Australia, Cina e Giappone hanno confermato che il motore è competitivo anche se c'è un divario con la Mercedes".
Parole che certificano come la parte propulsiva non rappresenti il principale problema della squadra. Anzi, il lavoro svolto da Red Bull Powertrains viene considerato internamente uno degli aspetti più positivi della nuova era regolamentare.
Diverso il discorso relativo al telaio. "Per quanto riguarda il telaio, c'è un deficit causato dagli sforzi compiuti nel 2025 fino a tarda stagione. Un po' come la McLaren, in ritardo per lo stesso motivo. A questi problemi previsti, se ne sono aggiunti altri specifici, risolti a Miami con un pacchetto che ci ha portato sulla traiettoria giusta".
Si tratta di un'ammissione interessante perché conferma una tendenza già osservata in passato durante i grandi cambi regolamentari: le squadre che hanno prolungato più del previsto lo sviluppo della vettura precedente hanno inevitabilmente pagato qualcosa nella preparazione del nuovo progetto.

Servono ancora quattro o cinque decimi
La fotografia più sincera della situazione arriva però nella parte conclusiva dell'intervento dell'ex Ferrari. "È difficile dire se colmeremo il gap da Mercedes, vista la loro attuale supremazia. A Barcellona abbiamo fatto i conti con la realtà: la gara ha fornito un quadro fedele del nostro potenziale con la nostra attuale monoposto su questo tipo di circuito; potevamo competere con alcune squadre, ma non avevamo il ritmo per puntare alla vittoria. Per questo, dobbiamo ancora guadagnare tra i quattro e i cinque decimi".
Una stima significativa. Nel linguaggio della Formula 1, quattro o cinque decimi rappresentano una distanza ancora consistente, soprattutto considerando l'elevato livello di convergenza tecnica raggiunto dalle squadre di vertice.
Per Red Bull, dunque, Spielberg non sarà solo il Gran Premio di casa. Sarà soprattutto il primo vero banco di prova di una fase di sviluppo che dovrà dimostrare di poter trasformare i segnali incoraggianti emersi negli ultimi mesi in un concreto avvicinamento alla Mercedes e alla Ferrari. Se il nuovo pacchetto riuscirà a ridurre anche solo una parte del deficit evidenziato da Mekies, la seconda metà della stagione potrebbe assumere contorni molto diversi rispetto a quelli mostrati finora.
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