Test in pista: la Formula 1 è pronta per una deroga alle limitazioni?
Ferrari spinge per deroghe ai test durante la pausa forzata di aprile per lavorare sulla gestione della power unit. Ma non è questa l'unica strategia da usare nelle prossime settimane

La mente di tutti i protagonisti della Formula 1 è concentrata sul Gran Premio del Giappone, che venerdì vedrà accendersi il primo semaforo verde in fondo alla pit lane di Suzuka. Una gara importante, la terza del campionato del mondo 2026, che servirà a fotografare lo stato dell'arte.
La Formula 1 verso Suzuka
Mercedes sarà ancora davanti a tutti? Ferrari avrà recuperato qualcosa rispetto alle W17? E gli altri a che punto sono? McLaren avrà risolto i problemi emersi in maniera clamorosa nel Gran Premio della Cina, nel quale le due MCL40 non sono nemmeno partite? E Red Bull sarà in grado di dare a Max Verstappen una vettura più affidabile e meno afflitta dal sottosterzo? Questi i grandi temi con cui si arriva a Suzuka, conditi dalla gestione dell'apertura delle ali attive della Mercedes W17.

I team, però, sono già proiettati anche a ciò che verrà: il mese di aprile, che si trasformerà in una pausa forzata a causa dell'annullamento dei Gran Premi del Bahrain e dell'Arabia Saudita. Alcune scuderie hanno iniziato a fare pressione presso la Federazione Internazionale dell'Automobile, chiedendo deroghe speciali per consentire alle squadre di girare e accumulare chilometri.
F1: la pausa di aprile un'opportunità per la Ferrari?
In particolare, Ferrari starebbe spingendo in questa direzione. Una richiesta che, naturalmente, non favorirebbe solo il team di Maranello, ma l'intero schieramento, trattandosi di un'apertura regolamentata. L'obiettivo è tornare in pista per testare determinati elementi, soprattutto per quanto riguarda la gestione dell'energia.
Non a caso, Ferrari dovrebbe svolgere un filming day a Monza, su una pista notoriamente complessa per il recupero energetico. Maranello vorrebbe che questa sessione non fosse limitata ai 200 chilometri regolamentari, ma potesse estendersi per più giorni, così da lavorare in maniera più approfondita sul sistema. Una strategia che potrebbe essere replicata anche dai team inglesi su altri tracciati, come Silverstone, o su piste dell'Europa centrale, come il Paul Ricard.

Il mondo della Formula 1, dunque, sta provando a ottenere queste deroghe, ma al momento non c'è nulla di concreto e non si intravede una soluzione immediata. È probabile che le parti si confrontino in Giappone in maniera informale, dal momento che non è prevista alcuna riunione ufficiale sul tema.
D'altro canto, oltre all'utilità di tornare in pista, esiste anche la possibilità di sfruttare questo periodo lavorando esclusivamente in fabbrica. È il punto di vista espresso da Mike Krack dell'Aston Martin, team in difficoltà in questa fase, che ha sottolineato come una maggiore permanenza a terra, evitando spostamenti continui, possa aiutare le scuderie a sviluppare i propri sistemi attraverso simulatori, CFD e attività al banco. Nel caso di Aston Martin e Honda, il lavoro si concentra anche sui banchi dinamici, con una power unit che ha evidenziato diverse criticità.
Per ora non esiste una linea ufficiale, ma è evidente che la Formula 1 voglia trasformare la pausa forzata di aprile in un'opportunità. Due gare in meno significano più tempo per lavorare e meno costi di trasferta, anche se potrebbero ridursi le entrate legate alle sponsorizzazioni. Resta comunque un'occasione per correggere e affinare le criticità emerse in questa prima fase del Mondiale. O in pista o in fabbrica.